BALCANI

SERBIA: La ministra che farebbe pulizia etnica in Kosovo resta al suo posto

La ministra serba della Pubblica amministrazione e dell’Autogoverno locale, Snežana Paunović, ha affermato che, se nel 1998 si fosse trovata al posto di Slobodan Milošević, avrebbe compiuto una pulizia etnica in Kosovo. Nonostante questo, la ministra è rimasta saldamente al suo posto. Una narrativa in linea con la glorificazione del criminale di guerra Ratko Mladić.

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Jugoslavismo, la lunga storia di un’idea

Jugoslavia

La Jugoslavia nacque ufficialmente il 1° dicembre 1918, eppure l’idea di riunire in un’unica comunità gli Slavi del sud affonda le proprie radici all’inizio dell’Ottocento. Ripercorriamo la storia di questa idea. Una premessa fondamentale In questo viaggio è fondamentale tenere presente il concetto di jugoslavismo, magistralmente sviscerato dal prof. Egidio …

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Mladic, eroe: il fallimento europeo di fronte a Belgrado

di Jean-Michel De Waele  e Neira Sabanovic (Université Libre de Bruxelles), Le Soir, 29 agosto 2026. Ratko Mladić è morto il 27 agosto, all’età di 84 anni, nel carcere delle Nazioni Unite a Scheveningen, vicino all’Aia. L’ex comandante militare dell’esercito serbo-bosniaco stava scontando una condanna all’ergastolo dal 2017 per genocidio, …

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SERBIA: L’Unione Europea alza il prezzo dell’adesione, riforme reali o negoziati congelati

riforme

Con una risoluzione votata a stragrande maggioranza il Parlamento europeo torna a puntare il dito contro i ritardi e l'immobilismo della Serbia nel suo percorso di adesione all'Unione europea. Riforme al palo, democrazia a rischio, stallo nel Dialogo col Kosovo e relazioni non gradite con Mosca e Pechino: questi i nodi che hanno di fatto bloccato il processo di avvicinamento

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ALBANIA: Le manifestazioni di piazza cambiano pelle

manifestazioni

La "rivoluzione dei fenicotteri" in Albania cambia pelle e si trasforma da protesta ambientalista ad una vero e proprio atto d'accusa verso il sistema politico e il governo attuale con la richiesta di dimissioni del premier, Edi Rama. Quale futuro e quali prospettive hanno queste manifestazioni?

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SERBIA: L’UE sospenderà i fondi previsti dal Piano di Crescita?

L’Unione Europea minaccia di sospendere i fondi del Piano di Crescita destinati alla Serbia a causa di una controversa riforma della giustizia. Nonostante i pareri della Commissione di Venezia e le promesse di emendamenti da parte di Belgrado, il rischio di un congelamento finanziario resta elevato, poiché la UE considera l'impegno del Paese insufficiente a garantire lo Stato di diritto.

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KOSOVO: Di nuovo elezioni, Osmani sfida Kurti

Il Kosovo si prepara alle terze elezioni in un anno e mezzo, con Albin Kurti e Vjosa Osmani che si sfideranno per mettere fine alla crisi politica. Il nuovo parlamento sarà chiamato a formare un nuovo governo e ad eleggere un presidente della Repubblica, con il serio rischio di una nuova crisi.

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In Bosnia non si producono più nemmeno le sigarette

Via N1 – L’industria del tabacco, risalente alla fine del XIX secolo, è stata per decenni uno dei pilastri della produzione industriale in Bosnia ed Erzegovina, impiegando migliaia di lavoratori. Oggi, l’industria è quasi del tutto dismessa e la Bosnia Erzegovina è diventata un paese importatore di sigarette. Privatizzazione industriale …

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RECENSIONE: Storia della Bosnia Erzegovina, di Alfredo Sasso

Storia della Bosnia Erzegovina

TITOLO: Storia della Bosnia Erzegovina. Dal primo Novecento a oggi AUTORE: Alfredo Sasso EDITORE: Morcelliana Scholé PAGINE: 272 COSTO: 22 euro Sarajevo, città-simbolo di un secolo iniziato con un attentato e ferito da un assedio. Sarajevo città-martire, crocevia e polveriera. Sarajevo ridotta a sineddoche geografica di uno spazio umano per …

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SERBIA: Preoccupazioni dall’UE per la nuova riforma della giustizia

L’Unione Europea esprime preoccupazione per la riforma della giustizia in Serbia, approvata nel gennaio 2026 con procedura d’urgenza. Bruxelles ritiene che le modifiche possano indebolire l’indipendenza della magistratura e compromettere la lotta alla corruzione. L’UE chiede di sospendere l’attuazione delle riforme e valuta possibili conseguenze sul percorso di adesione della Serbia e sull’erogazione dei fondi europei.

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BALCANI: Reazioni diverse alla guerra in Iran

La guerra in Iran ha scatenato reazioni di segno opposto tra i paesi dei Balcani, tra supporto a USA e Israele e richiamo alla moderazione. Mentre Kosovo, Albania e Macedonia del Nord si sono dette completamente allineate all'azione israelo-americana, gli altri hanno invitato alla moderazione, con la Serbia che ha tracciato un parallelismo con l'intervento della NATO in Serbia nel 1999.

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CROAZIA: Una sentenza contro l’estrema destra

Croazia destra

In Croazia, il tribunale di Rijeka ha dichiarato colpevoli i manifestanti di estrema destra responsabili delle violenze del 30 novembre, durante la marcia antifascista. Un passo in avanti per limitare episodi di violenza, ma il tema dell'estrema destra e' ancora al centro del dibattito.

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KOSOVO: Nuove regole su targhe e documenti, ma la vera posta in gioco è il sistema parallelo serbo

confine tra Serbia e Kosovo

In Kosovo si torna a parlare di targhe e di documenti. Sono difatti in vigore le regole che obbligano gli stranieri che vivono nel paese a registrarsi e ad immatricolare le auto nel sistema kosovaro. Le regole non piacciono alla minoranza serba, che si sente costretta a uniformarsi al resto del paese. Il vero obiettivo di Pristina è pero' il sistema parallelo serbo, aprendo un nuovo terreno di scontro con Belgrado.

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SERBIA: L’ungherese MOL compra le quote russe della compagnia energetica NIS

Lo scorso 19 gennaio è arrivato l’annuncio atteso da tempo: la compagnia energetica ungherese MOL ha dichiarato di aver firmato un accordo preliminare vincolante con Gazprom Neft per acquisire la sua quota del 56.15% in Nafta Industria Srbije (NIS), l’unica raffineria del paese. Belgrado sembra aver trovato un modo per accontentare Washington, Bruxelles e Mosca, facendo un accordo con il paese membro dell’Unione Europea più vicino alla Russia.

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MONTENEGRO: Il presidente Milatović fonderà un nuovo partito?

Il 2025 si è chiuso in Montenegro con la conferma della rottura tra il presidente Jakov Milatović e il premier Milojko Spajić. In un’intervista di fine anno, il presidente ha accennato alla possibilità di fondare un nuovo partito centrista ed europeista. Questa mossa potrebbe ridefinire la scena politica del paese in vista delle elezioni del 2027.

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KOSOVO: Il ritorno dei sindaci serbi nei comuni del nord

Kosovo sindaci

Il 5 dicembre i sindaci serbi dei quattro comuni del nord del Kosovo si sono insediati pacificamente, segnando un passo avanti nelle relazioni tra Pristina e Belgrado e nel percorso di adesione all’UE. Restano però incognite sul loro futuro operato e sul rientro dei serbi nelle altre istituzioni locali. Nel frattempo, il Kosovo si prepara alle elezioni del 28 dicembre, decisive per superare la crisi politica che va avanti da un anno.

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Allargamento UE nei rapporti 2025: Montenegro e Albania in testa

La Commissione europea ha pubblicato il Pacchetto allargamento 2025: il dossier emerge come un imperativo geopolitico, strategico per la sicurezza europea e per un futuro stabile e prospero nei Balcani occidentali. Montenegro e Albania sono i paesi più avanzati verso l’UE, vi seguono Ucraina e Moldavia, mentre Serbia, Bosnia, Macedonia del Nord e Kosovo restano in stallo. Sempre più lontana anche la Georgia.

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MONTENEGRO: Niksic sarà Capitale Europea della Cultura 2030

Nikšić, la seconda città del Montenegro, è stata scelta come Capitale Europea della Cultura 2030, come annunciato dalla giuria della Commissione Europea durante una cerimonia tenutasi presso la Casa della Cultura Europea a Bruxelles. Nikšić ha gareggiato con la città ucraina di Leopoli per il titolo 2030 nella categoria dei …

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Serbia e UE, il momento della verità

Di fronte all'incoerenza del regime, l'Unione europea non può rimanere spettatrice: deve sostenere il popolo serbo nella sua ricerca della democrazia - anche considerando di congelare il processo di adesione della Serbia all'UE

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KOSOVO: Crisi politica, tra voto locale e istituzioni bloccate

Kosovo

Le elezioni amministrative in Kosovo, tenutesi il 12 ottobre, si sono svolte in un clima di forte crisi politica e incertezza istituzionale. Vetëvendosje e i partiti di opposizione si contendono città chiave come Pristina e Mitrovica Sud, che andranno al secondo turno il 9 novembre. Il voto locale mostra i nuovi equilibri di potere nel Paese, mentre la mancata fiducia al governo proposto da Albin Kurti rende molto probabile un ritorno anticipato alle urne, segnando un ulteriore passo nella crisi politica che dura ormai da mesi.

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BALCANI: La fine della libera informazione

L’anno 2025 rischia di essere ricordato per la fine della libera informazione nei Balcani. Una tempesta perfetta causata dal ritiro dei fondi americani che ha colpito Radio Free Europe e Voice of America, la chiusura subitanea di Al Jazeera Balkans, e i cambi di proprietà di N1 e Euronews Serbia. …

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SERBIA: Le sanzioni sull’industria del petrolio. E se fosse Trump a far cadere Vučić?

Le sanzioni americane si abbattono su NIS, principale operatore petrolifero in Serbia a maggioranza russa. A rischio sono ora gli oltre cinquemila di posti di lavoro mentre in prospettiva non è da escludere la difficoltà a rifornire le stazioni di carburante. Vučić esclude la nazionalizzazione, all'orizzonte si prospetta un intervento del governo croato. Il presidente serbo è a un bivio.

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KOSOVO: Dalla Turchia i nuovi droni, più utili a terra che in volo

droni

La Turchia ha fornito al Kosovo migliaia di droni kamikaze. Violenta la reazione di Belgrado che lamenta la violazione della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza ONU. Una vicenda che si snoda tra la reale preoccupazione che la vicenda possa avere un impatto sulla stabilità regionale e la convenienza politica dei due leader, Kurti e Vucic, ad alimentare una polemica per nascondere le proprie difficoltà sul fronte interno

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ALBANIA: Quel desiderio di andarsene

censimento

Un recente rapporto di Eurostat evidenzia un continuo incremento nell'emissione di permessi di lavoro per gli albanesi, a conferma del desiderio, specie delle nuove generazioni, di lasciare il paese. Un trend inarrestabile negli ultimi decenni con un impatto sociale che rischia di essere irreversibile.

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