BALCANI

KOSOVO: Trepca, i serbi boicottano le istituzioni

trepca

Gli esponenti serbi del governo del Kosovo minacciano dimissioni dopo l'approvazione di una nuova legge, che prevede la riorganizzazione come società per azioni della miniera di Trepca (80% al governo, 20% ai lavoratori). Il leader dell'opposizione serba ha duramente attaccato il provvedimento: a suo avviso, e' una "minaccia per la popolazione serba e per i lavoratori serbi in Kosovo".

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CROAZIA: Il HDZ vince le elezioni, batosta SDP

La Croazia è tornata alle urne, dopo che la scorsa legislatura è durata soli 7 mesi. Vincitore relativo delle elezioni è ancora una volta l'Unione Democratica Croata guidata dal suo nuovo leader Andrej Plenković. Il Partito Social-Democratico dato come vincitore alla vigilia delle elezioni subisce una pesante sconfitta e Milanovic annuncia le dimissioni

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CROAZIA: Domani si vota per il rinnovo del parlamento

Dopo la fine drammatica della scorsa legislatura, domenica si vota in Croazia. Al termine della campagna elettorale, nessuna delle due forze principali, né i nazional-conservatori dell'HDZ né il Partito Social-Democratico, sembrano in grado di raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi. Saranno perciò determinanti i partiti minori, tra loro il partito Most potrebbe confermarsi l'arbitro della politica croata. Staremo a vedere.

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SERBIA: Un paese senza governo

Dopo oltre due mesi dalle elezioni parlamentari anticipate, la Serbia non ha ancora un esecutivo. Mentre Aleksandar Vucic continua a rimandare la formazione del governo, ci si chiede se questa dipenda da questioni interne o da "pressioni esterne"

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CROAZIA: Il fallimento del disegno illiberale di Karamarko

Karamarko si è dimesso da presidente dell'Unione Democratica Croata. Il suo progetto per ritornare al potere attraverso il richiamo alla purezza originaria dell'HDZ e alla retorica degl'anni '90 é fallito. L'HDZ ora sembrerebbe ambire a posizioni più moderate, ma il ruolo del ministro revisionista Hasanbegović, il più apprezzato dalla base del partito, non é in discussione.

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CROAZIA: Sciolto il parlamento. Si torna alle urne

Si torna alle urne in Croazia. Dopo la caduta del governo, la maggioranza dei parlamentari croati ha deciso oggi di sciogliere il parlamento e di tornare alle urne. La Presidente della Repubblica, constatata l'impossibilità di una nuova maggioranza governativa, ha invitato il Presidente del Parlamento a discutere al più presto lo scioglimento del Sabor.

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CROAZIA: Oresković “dittatore”, il partito HDZ annuncia la sfiducia al premier

Le ragioni della Crisi del governo croato. Dopo le mancate nomine ai vertici dei servizi di sicurezza, Karamarko minacciando la caduta del governo, ha recapitato un ultimatum ai partner di governo di Most facendo tre richieste ben precise. A quel primo ultimatum, è seguito lo scandalo MOL-Karamarko, il contro-ultimatum di Most, e la mozione di sfiducia dell'HDZ nei confronti del Premier Oresković.

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CROAZIA: Crisi di governo. Ultimatum e sfiducie reciproche

Il governo croato è in crisi nera. Il Primo Vice-Premier dell'HDZ Karamarko è sospettato di aver celato un conflitto di interessi sull'arbitrato internazionale sul controllo dell'INA, di cui caldeggiava l'uscita. Il Vice-Premier di Most Petrov dichiara che il suo partito voterà la sfiducia proposta dall'opposizione contro il partner di governo. Infine, Karamarko decide di giocare d'anticipo: l'HDZ ha depositato ieri in parlamento una mozione di sfiducia contro il Presidente del Consiglio Oresković.

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CROAZIA: Oltre 40.000 persone in piazza in difesa della riforma dell’istruzione

Mercoledì 1 giugno più di 40.000 persone si sono radunate a Zagabria in piazza Ban Jelačić per sostenere con forza la riforma dell'istruzione. La manifestazione è stata la più numerosa della recente storia della Croazia, è si è pronunciata contro il tentativo del governo di intromettersi (e forse di affondare) una riforma dell'istruzione alla quale da 16 mesi partecipano esperti, istituzioni scolastiche, sindacati ed associazioni di insegnanti, genitori e studenti.

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BOSNIA: Censimento in bilico, tra le paure dei serbi e l’attesa dell’UE

Da due settimane il dibattito pubblico in Bosnia ed Erzegovina ruota attorno alla questione della pubblicazione dei dati del censimento, tenutosi nel 2013 per la prima volta dal 1991. A poco più di un mese dalla scadenza legale del 1° luglio, le tre agenzie statistiche del paese (quella statale e quelle delle due entità) non sono ancora riuscite ad accordarsi su cosa fare di 196.000 questionari contestati.

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MACEDONIA: Quando si terranno le elezioni?

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In Macedonia non si ha ancora certezza su quando si terranno le elezioni. Teoricamente, la data ci sarebbe ma mancano le condizioni affinché queste siano considerate regolari. E mentre il partito di governo minaccia di correre da solo (ma in coalizione) l'opposizione continua a condurre il dibattito politico dalle strade.

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CROAZIA: La Liberazione di Zagabria, tra revisionismo e tradizione

In data 8 maggio, una Zagabria divisa ha festeggiato la Liberazione dal regime collaborazionista Ustaša. Preoccupa il silenzio mediatico e l'assenza delle maggiori cariche istituzionali alla celebrazione ufficiale della Lega dei Combattenti Antifascisti. Nel mentre, associazioni vicine all'HDZ, coperte dalle maggiori testate, chiedono di cambiare il nome di Piazza Maresciallo Tito, la condanna del "totalitarismo" jugoslavo e la rimozione di tutte le sue tracce. Più lontano, sulle rive della Sava, i giovani recuperano una tradizione caduta in declino dal '91.

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SERBIA: La Croazia pone il veto all’apertura dei negoziati UE

La Croazia mette i bastoni tra le ruote all'avanzamento della Serbia verso l'Unione europea. Il 7 aprile il rappresentante permanente di Zagabria presso il Consiglio UE si è rifiutato di allinearsi all'opinione della Commissione europea, secondo cui è giunta l'ora che l'Unione apra i negoziati con Belgrado sui capitoli 23 e 24, relativi a giustizia, diritti umani, e sicurezza.

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ALBANIA: Senza la riforma della giustizia niente negoziati con l’UE

Il 91 per cento dei cittadini albanesi sarebbe a favore della realizzazione della riforma giudiziaria. In una risoluzione del parlamento europeo approvata il 14 aprile si legge che “Il Paese sta preparando una riforma giudiziaria ambiziosa che risponderà alle preoccupazioni più rilevanti espresse dai cittadini e che aiuterà a lottare contro la corruzione nella vita di tutti i giorni".

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MACEDONIA: Giornalisti aggrediti dalla polizia

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L'International Federation of Journalists ha denunciato al Consiglio europeo il ferimento di cinque giornalisti durante le proteste di questi giorni, nonostante fossero facilmente riconoscibili grazie ai documenti e alla strumentazione dei fotoreporter. Fare il giornalista, in Macedonia, è un compito molto arduo.

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Liberate Branimir Jovanovic

Lanciamo un appello per la liberazione di Branimir Jovanovic, giovane economista macedone, attualmente in visita presso l'Università di Torino, arrestato ieri a Skopje durante le proteste contro la decisione del presidente della repubblica di graziare i politici coinvolti nello scandalo intercettazioni. Una decisione che, secondo l'UE, mina lo stato di diritto in Macedonia.

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BOSNIA: Economia e giustizia sulla strada da Sarajevo all’Unione europea

In un periodo in cui le parole d'ordine sono uscita e fallimento di Schengen, per il paese balcanico l'Unione Europea è forse l'unico obbiettivo che accomuna le sue diverse entità. Con il suo complesso sistema statale, il passaggio allo status di paese membro UE sembrerebbe essere la ricetta per risolvere l'impasse politica in Bosnia ed Erzegovina. Lavorare per arrivare allo status di paese membro UE getterebbe le basi per aggirare le attuali divisioni interne.

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Sentenza Šešelj, assolto da ogni capo d’accusa

šešelj assolto

Vojislav Šešelj, leader del Partito radicale serbo e uomo di spicco della politica serba durante le guerre jugoslave, è stato oggi assolto dal Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia da ogni capo d'imputazione. Per Šešelj erano stati chiesti dall'accusa 28 anni per aver commesso crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Šešelj, come dichiarato dal giudice Antonetti, è da oggi un uomo libero dopo 12 anni di carcere.

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KOSOVO: Suo fratello chiede asilo in Germania, il premier Mustafa minaccia il giornalista che lo rivela

Ragib Mustafa, fratello del premier kosovaro Isa Mustafa, ha chiesto asilo lo scorso anno in Germania, Paese che ha raggiunto seguendo la rotta balcanica fino all'Ungheria. Lo ha confermato il premier Mustafa, dopo lo scoop del giornalista Vehbi Kajtazi, che sostiene di aver in seguito ricevuto una telefonata minatoria dallo stesso primo ministro.

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Amo gli albanesi

E' ora di fare coming out, lo dico e lo confermo, io amo gli albanesi. Perché sono come noi, ma meglio di noi. Sono coraggiosi, tenaci, intelligenti, e sono i migliori italiani che abbia mai conosciuto. Italiani sì, ma non solo italiani. Sono qualcosa di più, e ci hanno insegnato che l'immigrazione non è un male.

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MACEDONIA: Nel mese di febbraio sono entrati 34.404 rifugiati

Nel mese di febbraio il Ministero degli Esteri macedone ha registrato l'ingresso di 34.404 rifugiati, provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan. Nonostante la decisione di chiudere i confini anche ai rifugiati afghani, il numero dei profughi non sembra destinato a scendere e al confine con la Grecia rimangono bloccate migliaia di persone. Una crisi umanitaria apparentemente senza fine.

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BOSNIA: Storia dell’assedio di Sarajevo a vent’anni dalla sua fine

Nel 1992,mentre le truppe militari serbe si spostavano nella valle della Drina con l'intento di conquistare più territorio possibile, iniziò quello che verrà ricordato come l'assedio più lungo della storia della guerra in età contemporanea, superando di gran lunga quelli di Stalingrado e Leningrado durante la seconda guerra mondiale. Sarajevo fu stretta nella morsa dell'Armata (l'esercito jugoslavo, la JNA – Jugoslovenska Narodna Armija) dal 5 aprile del 1992 al 29 febbraio del 1996, circondata da almeno 13.000 uomini della JNA stanziati nelle montagne circostanti, armati con artiglieria leggera e pesante, mortai e obici, semoventi e carri-armati.

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MACEDONIA: Elezioni rimandate al 5 giugno. Gruevski fa un passo indietro

In Macedonia, dopo vari giorni di frenetiche mediazioni dei rappresentanti dell'UE e degli USA, il parlamento di Skopje decide di posticipare le elezioni politiche al 5 giugno 2016. L'ex premier e leader della VMRO-DPMNE, Nikola Gruevski, accetta il compromesso e improvvisamente confuta la propria tesi delle elezioni ad aprile. Il suo avversario, Zoran Zaev, a capo della SDSM, vede invece confermata la propria posizione, secondo la quale nel Paese allo stato attuale non ci sarebbero le condizioni essenziali per delle elezioni corrette e democratiche. Evitato un isolamento internazionale della Macedonia.

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