BALCANI

CROAZIA: La Liberazione di Zagabria, tra revisionismo e tradizione

In data 8 maggio, una Zagabria divisa ha festeggiato la Liberazione dal regime collaborazionista Ustaša. Preoccupa il silenzio mediatico e l'assenza delle maggiori cariche istituzionali alla celebrazione ufficiale della Lega dei Combattenti Antifascisti. Nel mentre, associazioni vicine all'HDZ, coperte dalle maggiori testate, chiedono di cambiare il nome di Piazza Maresciallo Tito, la condanna del "totalitarismo" jugoslavo e la rimozione di tutte le sue tracce. Più lontano, sulle rive della Sava, i giovani recuperano una tradizione caduta in declino dal '91.

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SERBIA: La Croazia pone il veto all’apertura dei negoziati UE

La Croazia mette i bastoni tra le ruote all'avanzamento della Serbia verso l'Unione europea. Il 7 aprile il rappresentante permanente di Zagabria presso il Consiglio UE si è rifiutato di allinearsi all'opinione della Commissione europea, secondo cui è giunta l'ora che l'Unione apra i negoziati con Belgrado sui capitoli 23 e 24, relativi a giustizia, diritti umani, e sicurezza.

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ALBANIA: Senza la riforma della giustizia niente negoziati con l’UE

Il 91 per cento dei cittadini albanesi sarebbe a favore della realizzazione della riforma giudiziaria. In una risoluzione del parlamento europeo approvata il 14 aprile si legge che “Il Paese sta preparando una riforma giudiziaria ambiziosa che risponderà alle preoccupazioni più rilevanti espresse dai cittadini e che aiuterà a lottare contro la corruzione nella vita di tutti i giorni".

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MACEDONIA: Giornalisti aggrediti dalla polizia

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L'International Federation of Journalists ha denunciato al Consiglio europeo il ferimento di cinque giornalisti durante le proteste di questi giorni, nonostante fossero facilmente riconoscibili grazie ai documenti e alla strumentazione dei fotoreporter. Fare il giornalista, in Macedonia, è un compito molto arduo.

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Liberate Branimir Jovanovic

Lanciamo un appello per la liberazione di Branimir Jovanovic, giovane economista macedone, attualmente in visita presso l'Università di Torino, arrestato ieri a Skopje durante le proteste contro la decisione del presidente della repubblica di graziare i politici coinvolti nello scandalo intercettazioni. Una decisione che, secondo l'UE, mina lo stato di diritto in Macedonia.

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BOSNIA: Economia e giustizia sulla strada da Sarajevo all’Unione europea

In un periodo in cui le parole d'ordine sono uscita e fallimento di Schengen, per il paese balcanico l'Unione Europea è forse l'unico obbiettivo che accomuna le sue diverse entità. Con il suo complesso sistema statale, il passaggio allo status di paese membro UE sembrerebbe essere la ricetta per risolvere l'impasse politica in Bosnia ed Erzegovina. Lavorare per arrivare allo status di paese membro UE getterebbe le basi per aggirare le attuali divisioni interne.

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Sentenza Šešelj, assolto da ogni capo d’accusa

šešelj assolto

Vojislav Šešelj, leader del Partito radicale serbo e uomo di spicco della politica serba durante le guerre jugoslave, è stato oggi assolto dal Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia da ogni capo d'imputazione. Per Šešelj erano stati chiesti dall'accusa 28 anni per aver commesso crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Šešelj, come dichiarato dal giudice Antonetti, è da oggi un uomo libero dopo 12 anni di carcere.

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KOSOVO: Suo fratello chiede asilo in Germania, il premier Mustafa minaccia il giornalista che lo rivela

Ragib Mustafa, fratello del premier kosovaro Isa Mustafa, ha chiesto asilo lo scorso anno in Germania, Paese che ha raggiunto seguendo la rotta balcanica fino all'Ungheria. Lo ha confermato il premier Mustafa, dopo lo scoop del giornalista Vehbi Kajtazi, che sostiene di aver in seguito ricevuto una telefonata minatoria dallo stesso primo ministro.

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Amo gli albanesi

E' ora di fare coming out, lo dico e lo confermo, io amo gli albanesi. Perché sono come noi, ma meglio di noi. Sono coraggiosi, tenaci, intelligenti, e sono i migliori italiani che abbia mai conosciuto. Italiani sì, ma non solo italiani. Sono qualcosa di più, e ci hanno insegnato che l'immigrazione non è un male.

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MACEDONIA: Nel mese di febbraio sono entrati 34.404 rifugiati

Nel mese di febbraio il Ministero degli Esteri macedone ha registrato l'ingresso di 34.404 rifugiati, provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan. Nonostante la decisione di chiudere i confini anche ai rifugiati afghani, il numero dei profughi non sembra destinato a scendere e al confine con la Grecia rimangono bloccate migliaia di persone. Una crisi umanitaria apparentemente senza fine.

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BOSNIA: Storia dell’assedio di Sarajevo a vent’anni dalla sua fine

Nel 1992,mentre le truppe militari serbe si spostavano nella valle della Drina con l'intento di conquistare più territorio possibile, iniziò quello che verrà ricordato come l'assedio più lungo della storia della guerra in età contemporanea, superando di gran lunga quelli di Stalingrado e Leningrado durante la seconda guerra mondiale. Sarajevo fu stretta nella morsa dell'Armata (l'esercito jugoslavo, la JNA – Jugoslovenska Narodna Armija) dal 5 aprile del 1992 al 29 febbraio del 1996, circondata da almeno 13.000 uomini della JNA stanziati nelle montagne circostanti, armati con artiglieria leggera e pesante, mortai e obici, semoventi e carri-armati.

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MACEDONIA: Elezioni rimandate al 5 giugno. Gruevski fa un passo indietro

In Macedonia, dopo vari giorni di frenetiche mediazioni dei rappresentanti dell'UE e degli USA, il parlamento di Skopje decide di posticipare le elezioni politiche al 5 giugno 2016. L'ex premier e leader della VMRO-DPMNE, Nikola Gruevski, accetta il compromesso e improvvisamente confuta la propria tesi delle elezioni ad aprile. Il suo avversario, Zoran Zaev, a capo della SDSM, vede invece confermata la propria posizione, secondo la quale nel Paese allo stato attuale non ci sarebbero le condizioni essenziali per delle elezioni corrette e democratiche. Evitato un isolamento internazionale della Macedonia.

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La tragedia delle foibe e il nazionalismo italico. Una memoria selettiva?

E' di nuovo tempo di parlar di foibe, ma agli italiani non viene raccontata tutta la verità. La retorica nazionalista oblitera e omette di narrare la vicenda per intero, mancando di inserirla nel suo contesto storico. Così la tragedia delle foibe diventa oggetto del dibattito politico, piegata dalle opposte ideologie, e la verità storica si perde. Tentiamo allora di ricostruire i fatti sotto una piena luce, senza piegarci alle verità di parte ...

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MACEDONIA: L’opposizione accetta la revisione delle liste elettorali. La crisi politica sta finendo?

Subhi Jakupi, membro della Commissione Elettorale di Stato, ha dichiarato che la SDSM ha accettato anch'essa la revisione delle liste elettorali. L'opposizione socialdemocratica erano l'unico partito a opporsi, sostenendo che non vi era il tempo materiale per una corretta revisione, e il suo via libera aumenta notevolmente le possibilità che le elezioni si tengano il 24 aprile 2016 come da accordi. La crisi politica sta finendo?

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Pietro Marubbi, l’italiano di Scutari primo fotografo dei Balcani

Pietro Marubbi, classe 1834, piacentino, è stato il primo fotografo dei Balcani. Il primo a immortalarli su pellicola, ma anche il primo ad aprire uno studio fotografico nella regione. In Albania è noto come Pjetër Marubi. Il suo archivio, ben 40mila foto, è oggi pubblico e consultabile online grazie agli sforzi del ministero della cultura albanese ...

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MACEDONIA: Gruevski si dimette ma manca l’accordo sulle elezioni

Secondo l'Accordo di Pržino, 100 giorni dopo le dimissioni del premier Nikola Gruevski si sarebbero dovute tenere le elezioni anticipate. Tuttavia il leader dell'opposizione ha dichiarato che le elezioni previste per il 24 aprile potrebbero essere posticipate (in estate o in autunno), dal momento che sostiene che non vi siano le condizioni per una regolare consultazione elettorale.

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SLOVENIA: Anche Lubiana costruisce il suo “muro” anti-migranti

Le recinzioni di filo spinato stanno diventando sempre più comuni nell Europa centrale. Dopo l Ungheria è arrivata ora la volta di Austria e Slovenia. Il governo di Ljubljana nelle ultime settimane ha iniziato a predisporre la recinzione sul suo confine meridionale per fermare il flusso di migranti. In Istria però, politici locali e artisti, si stanno mobilitando contro questa decisione.

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Ucraina e Georgia verso la fine dei visti Schengen nel 2016. Rimandato il Kosovo

UE: La Commissione europea ha recentemente dato il via libera alla liberalizzazione dei visti per i cittadini dell’Ucraina e della Georgia, che a partire dal 2016 potranno recarsi nei paesi dell’Unione per soggiorni di breve durata senza l’obbligo del visto. Dovrà invece ancora aspettare il Kosovo, che non ha soddisfatto tutti i requisiti richiesti

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LINGUAE: Gli albanesi derivano dagli antichi Illiri? Probabilmente no

Si dice che la lingua albanese sia l'evoluzione dell'altica lingua illirica e che gli albanesi siano quindi eredi degli antichi illiri. Una teoria che manca di un solido fondamento linguistico e che serve soprattutto come strumento politico di costruzione dell'identità in opposizione agli altri gruppi presenti nella regione balcanica. Ma allora chi sono gli albanesi e da dove vengono?

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BOSNIA: Il villaggio in cui non ci fu la guerra

Baljvine è un piccolo villaggio in Bosnia dove, durante le guerre jugoslave, non si sono mai registrate violenze tra serbi e bosgnacchi. Un caso unico nel quale la popolazione ha scelto di mantenere fede alla propria secolare convivenza piuttosto che cedere alle sirene della guerra. Un video di Justice TV ci racconta una storia poco nota...

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BOSNIA: La partita del referendum di Dodik si sposta in tribunale

Il presidente della Republika Srpska Milorad Dodik ci tiene, almeno a suo dire, alla costituzionalità del suo referendum sul sistema giudiziario bosniaco. Per questo ha detto di posticiparlo fino a che i tribunali di giustizia costituzionale non si siano espressi in merito alla regolarità del referendum e delle sue modalità di esecuzione. Protagonisti di questa battaglia sono la Corte Costituzionale dell’entità a maggioranza serbo-bosniaca e, in prospettiva, la Corte Costituzionale dello stato bosniaco-erzegovese.

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Chi ha rotto il giocattolo di Tito? Rileggere la dissoluzione della Jugoslavia

Dopo circa 25 anni, il processo di dissoluzione della Jugoslavia è oggetto di divergenti punti di vista. Uno dei temi più controversi è indubbiamente la responsabilità ultima della disgregazione della federazione post titina. Le scuole di pensiero, se così volessimo definirle, sono sostanzialmente due. Secondo la prima, la Jugoslavia è deceduta per cause prettamente endogene, mentre la seconda addossa la maggior parte della responsabilità a forze esterne al Paese. Proviamo, in sintesi estrema, a porre in evidenza alcune dinamiche.

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I Balcani dopo i Balcani. Eredità e identità. Un libro di Egidio Ivetic

L'Europa ha due aree di confine: il Mediterraneo e l'ampia frontiera orientale. Nel Sud-Est europeo, nei Balcani, i due confini si saldano; si sovrappongono l'ortodossia post-bizantina, l'islam e il cattolicesimo, si incontrano la Mitteleuropa e l'Oriente. Un pezzo d'Europa a lungo non considerato europeo, di periferia, una regione alla ricerca di un senso e di un'identità tra difficili eredità storiche e sofferte modernizzazioni. Un libro del prof. Egidio Ivetic...

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BOSNIA: Il premier serbo Vucic visita Sarajevo e gioca a fare il leader regionale

Il premier serbo Aleksandar Vucic si è recato con il suo governo a Sarajevo, dove si è tenuta una riunione congiunta dei due esecutivi. Una "sessione storica" nelle parole del presidente del consiglio bosniaco Denis Zvizdic, secondo il quale è solo l'inizio di più ampi piani di cooperazione, come l'idea della ricostruzione della ferrovia Belgrado-Sarajevo.

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