CROAZIA: L’ex premier Sanader di nuovo condannato per corruzione

Venerdì 13 novembre la Corte di Zagabria ha condannato l’ex premier croato Ivo Sanader a 8 anni di carcere per corruzione. Assieme ad altri due funzionari dell’Unione Democratica Croata (HDZ), condannati a 2 anni e 10 mesi, Sanader è stato riconosciuto colpevole di associazione a delinquere volta all’appropriazione indebita e finanziamento illecito al suo partito.

Il sistema era semplice, come spiegava il giornalista Drago Hedl già nel 2011: Sanader, da premier, faceva pressioni sulle compagnie pubbliche croate (elettricità, autostrade, assicurazioni) ordinando loro di comprare spazi pubblicitari solo da Fini Media, compagnia di proprietà di una prestanome del tesoriere dell’HDZ. La Fini Media emetteva fatture gonfiate, e i fondi neri (6 milioni di euro) finivano nelle casse del partito – oltre (almeno 2 milioni) che nelle tasche del politico spalatino

Ivo Sanader, 67 anni, è stato primo ministro croato dal 2003 al 2009, quando si era ritirato dalla politica senza dare spiegazioni – probabilmente a seguito di minacce degli ambienti criminali con cui aveva avuto a che fare. Nel dicembre 2010 venne arrestato in Austria su mandato di cattura internazionale e nel luglio 2011 estradato in Croazia per il processo. Nel novembre 2012, il tribunale di Zagabria lo condannò a 10 anni per corruzione e abuso di potere. La sentenza venne poi annullata per vizi procedurali. Il secondo processo lo ha visto di nuovo condannato. Sanader, che non era presente in aula, ha annunciato un nuovo ricorso.

Sanader sta già scontando un’altra condanna a dieci anni per aver ricevuto una tangente di 2.2 milioni di euro nel 2008, da primo ministro, per favorire la vendita a prezzo gonfiato di un edificio ad un ministero. E’ stato inoltre condannato per le tangenti ricevute dal gruppo petrolifero ungherese MOL, sempre nel 2008, per favorirne l’entrata nella società energetica croata INA. Infine è stato condannato anche per le tangenti ricevute dall’allora banca austriaca Hypo Alpe Adria per favorirne l’entrata sul mercato croato all’inizio degli anni ’90.

L’Unione Democratica Croata (HDZ), il partito nazionalista del “padre della patria” Franjo Tudjman, ha governato la Croazia per 22 anni su 30: prima col presidente Tudjman (1990-2000), quindi con i premier Sanader (2003-2009) e Jadranka Kosor (2009-2011) – anche lei poi indagata per fondi neri – infine con l’attuale premier Andrej Plenković (dal 2016).

Sanader aveva preso in mano l’HDZ nazionalista in agonia dopo la morte di Tudjman e l’aveva portato di nuovo alla vittoria elettorale su una piattaforma europeista e democristiana, confermata con l’adesione dell’HDZ al PPE e l’ingresso della Croazia nell’UE nel 2013. La trasformazione europea aveva segnato anche il rafforzamento delle istituzioni anticorruzione croate, l’Uskok. Un’eredità politica di cui Sanader, vittima illustre, non ha quindi potuto gloriarsi.

Ivo Sanader resta l’unico politico di alto livello nei Balcani ad aver pagato di persona per la corruzione politica. Altri politici non meno corrotti, da Milo Đukanović in Montenegro ad Aleksandar Vučić in Serbia, hanno appreso la lezione della sanaderizacija: la strada verso l’Europa può essere irta di trappole. Meglio allora prendersela comoda.

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Foto: EPA/ANTONIO BAT 2014

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Andrea Zambelli è uno pseudonimo collettivo usato da vari membri della redazione di East Journal.

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