Dietro l’omicidio Caruana Galizia: le tangenti dell’energia dall’Azerbaigian al Montenegro

Il 16 ottobre 2017, Daphne Caruana Galizia veniva assassinata in un’autobomba davanti a casa sua, a Malta. Tre anni dopo, l’allora premier maltese Joseph Muscat ha dovuto lasciare il comando, ma il suo entourage – coinvolto direttamente nell’omicidio – resta al potere, mentre il processo a killer e mandanti va a rilento. Solo la settimana scorsa, i giudici hanno chiesto di indagare sull’ex capo della polizia, che avrebbe passato informazioni relative all’indagine ai presunti assassini.

Al momento dell’omicidio, Caruana Galizia indagava su una rete di corruzione internazionale che girava attorno alla società offshore 17 Black Limited, registrata negli Emirati Arabi Uniti. La giornalista era certa che tale compagnia servisse per incanalare le tangenti agli uomini del governo maltese,  come scrisse già allora nel suo blog. Non ne aveva però le prove.

L’anno scorso, la polizia maltese ha incriminato come mandante dell’omicidio Caruana Galizia uno degli affaristi più ricchi di Malta, Yorgen Fenech, che la Reuters aveva rivelato essere il proprietario di 17 Black. Ora, una nuova indagine di Reuters e Times of Malta getta luce sulle attività di tale società offshore.

Gli affari energetici maltesi in Montenegro

Nel novembre 2015, la società pubblica maltese dell’energia, Enemalta, decideva di investire nell’eolico in Montenegro. Il parco eolico di Možura, sulle colline sopra Ulcinj, era stato lanciato nel 2010 come primo grande programma di energia rinnovabile nel paese adriatico, e dato in concessione alla società spagnola Fersa Renovables. L’acquisto, in consorzio con la cinese Shanghai Electric Power nell’ambito della Belt and Road Initiative, arriva dopo vari viaggi del ministro dell’energia maltese, Konrad Mizzi, in Montenegro.

La compravendita passa per un intermediario: Cifidex Ltd, società registrata alle Seychelles. Cifidex acquista le azioni di Možura da Fersa il 10 dicembre 2015 per 2,9 milioni di euro; due settimane dopo, le rivende a Enemalta per 10,3 milioni di euro – oltre tre volte il prezzo originale. Nello stesso periodo, 17 Black registra un utile di 4,6 milioni di euro.

Nello stesso mese, i contabili di Mizzi e dell’allora capo di gabinetto del premier maltese, Keith Schembri, scrissero in una e-mail che Schembri e Mizzi avrebbero ricevuto pagamenti da 17 Black per servizi non meglio specificati. Tale e-mail, già segnalata da Reuters e altri, si trova all’interno del dossier relativo all’apertura di una società offshore a Panama da parte dei due dirigenti pubblici maltesi.

Schembri – oggi sotto inchiesta per l’omicidio Caruana Galizia – aveva confermato a Reuters nell’aprile 2018 di avere un piano aziendale con 17 Black, poi mai andato in porto. Mizzi ha negato ogni coinvogimento, sostenendo di aver agito solo nelle sue funzioni di ministro. Non è noto cosa 17 Black abbia fatto dei fondi provenienti da Enemalta.

La connessione azera

Fonti direttamente coinvolte nella transazione hanno spiegato a Reuters che Cidifex avrebbe ottenuto i tre milioni per l’acquisto tramite un prestito da 17 Black, rimborsando quindi i 3 milioni assieme a unprofit share da 4,6 milioni entro maggio 2016.

A chi appartiene Cidifex? Secondo le fonti di Reuters, il proprietario sarebbe Turab Musayev, cittadino britannico e dirigente della filiale svizzera della compagnia petrolifera statale dell’Azerbaigian, la Socar. Musayev e Fenech erano soci in affari nel consorzio che nel 2017 ha costruito una nuova centrale elettrica a gas da 450 milioni di euro a Malta – con un accordo monopolistico d’intermediazione sul prezzo del gas che fa perdere a Malta milioni di euro l’anno, come rivelato dal Daphne Project. Socar ha negato ogni coinvolgimento o conoscenza dell’affare Možura.

La rete corruttiva internazionale dell’energia

La costruzione delle pale eoliche sopra Ulcinj è iniziata a novembre 2017, e il parco eolico di Možura è stato inaugurato nel novembre 2019 alla presenza dei due primi ministri, Joseph Muscat and Duško Marković. I 23 generatori eolici dovrebbero produrre 112 GWh all’anno, che il governo montenegrino si è impegnato a comprare a un prezzo fisso di 95.99 €/MWh, oltre a fornire 115 milioni in incentivi per 12 anni. Il terreno del parco eolico, ceduto in leasing fino al 2035 al consorzio sino-maltese International Renewable Energy Development Ltd (IRED), dovrebbe quindi tornare di proprietà del governo montenegrino.

Compravendite a prezzo gonfiato di progetti in “energia verde” tramite intermediari offshore che riversano poi gli utili a mò di tangente in altre società offshore vicine ai dirigenti pubblici che approvano l’acquisto: Daphne Caruana Galizia era sulle tracce di una rete internazionale di corruzione nel settore energetico che operava in tutte le giurisdizioni offshore, da Malta al Montenegro, da Panama agli Emirati e alle Seychelles. Forse anche per questo la sua voce è stata fatta tacere.

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