la locandina di quest'anno, una fotografia di Tetesh Ka, descrive la molteplicità dell'identità femminile

Trieste Film Festival 2022, cinema da tutto l’est Europa

Sabato 15 gennaio sono stati annunciati i film della 33esima edizione del Trieste Film Festival, appuntamento interamente dedicato al cinema dell’est Europa.

Dopo una edizione 2021 segnata dalla pandemia e migrata online, quest’anno il Trieste Film Festival torna ad un ricco programma in presenza (con le dovute restrizioni: obbligo di super green pass). Il festival sarà in modalità “ibrida”: saranno disponibili online su mymovies le varie sezioni del concorso (lungometraggio, documentario, cortometraggio) e la sezione “fuori dagli sche(r)mi”, dal 26 al 30 gennaio, secondo le modalità già consolidate nell’ultimo biennio dalle varie edizioni online dei film festival italiani. Si svolgerà invece dal 21 al 27 gennaio il festival in presenza, che comprende svariate sezioni collaterali assenti dal programma online.

Il concorso comprende una vasta presenza di film presentati precedentemente alla Quinzaine di Cannes, tra cui Kelti di Milica Tomović e Intergalde di Radu Muntean, ma anche Women do Cry di Mina Mileva e Vesela Kazakova, già nominato nella sezione Un Certain Regard, sempre a Cannes. A questi si aggiungono altri titoli interessanti, tra i quali si segnala il film georgiano Bebia à mon seul désir e Strahinja Banović di Stefan Arsenijević, che racconta la storia vera di un migrante della rotta balcanica.

Nella sezione “fuori dagli sche(r)mi” si ritrovano registi seguiti dal Trieste Film Festival sin dal loro debutto: Hilal Baydarov, che nel 2020 ha presentato In Between Dying in concorso nella prestigiosa Mostra del cinema di Venezia, torna a Trieste con Crane Lantern, e Bence Fliegauf ripropone il suo film antologico Forest – I see you everywhere, che è stato premiato all’ultimo festival di Berlino con l’orso d’argento alla migliore performance non protagonista, ricevuto da Lilla Kizlinger.

Saranno disponibili solamente in presenza invece le proiezioni fuori concorso particolarmente carichi di film da non perdere. Molti i film “ereditati” da Venezia: 107 mothers, vincitore in laguna del premio alla migliore sceneggiatura nella sezione Orizzonti; e Leave no traces, presentato nel concorso per il Leone d’Oro. Viene inoltre presentato in anteprima internazionale il nuovo film di Danis Tanović, Deset u pola.

Due gli eventi speciali, entrambi film del concorso principale dell’ultimo festival di Cannes, entrambi di registi di punta del cinema ungherese: Evolution di Kornél Mundruczó (che esce nelle sale il 27 Gennaio con il titolo Quel Giorno Tu Sarai) e The Story of my Wife di Ildikó Enyedi.

Infine, in seguito alla vittoria del film Beginning nel concorso della scorsa edizione del festival, la retrospettiva Wild roses: registe d’Europa di quest’anno si incentrerà sul cinema della Georgia.

 

Foto: la locandina di quest’anno, una fotografia di Tetesh Ka, descrive la molteplicità dell’identità femminile

Chi è Viktor Toth

Cinefilo focalizzato in particolare sul cinema dell'est, di cui scrive per East Journal, prima testata a cui collabora, aspirante regista. Recentemente laureato in Lingue e Letterature Straniere all'Università di Trieste, ha inoltre curato le riprese ed il montaggio per alcuni servizi dal confine ungherese-ucraino per il Telefriuli ed il TG Regionale RAI del Friuli-Venezia Giulia.

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