Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e ISPI. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (EastWest, Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra" e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) entrambi per Quintadicopertina editore (2015).

Brexit, prove di vassallaggio

L'accordo tra Londra e Bruxelles per la Brexit mette il Regno Unito in una posizione di subalternità rispetto all'Unione europea facendolo diventare, di fatto, un vassallo dell'UE. Altro che sovranità! Come potrà il paese uscire da questa impasse?

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Orban in Italia, la montagna partorirà il topolino

La visita in Italia del primo ministro ungherese, Viktor Orban, è salutata da alcuni come l'alba di una nuova alleanza destinata a rovesciare il tavolo europeo. Roma, Vienna, Budapest, Varsavia, Praga, unite contro Bruxelles. Ma nessuna alleanza è possibile tra governi "sovranisti". Ecco perché ...

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Aggiornamento della nostra privacy policy

Il prossimo 25 maggio entrerà in vigore il nuovo Regolamento Europeo per la protezione dei Dati Personali (GDPR). Ecco la nostra privacy policy. In pratica, per continuare a ricevere le nostre notifiche non devi fare nulla. Altrimenti leggi qui ...

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UNGHERIA: Orbán, non chiamatelo populismo

All'indomani della vittoria elettorale, Orban viene descritto dai media nostrani come tiranno, estremista e "populista". Un termine, quest'ultimo, usato per delegittimare proposte politiche di diverso tenore. Ma, facendo di tutta l'erba un fascio, si perdono di vista le specificità e le peculiarità. L'orbanismo è un fenomeno assai più complesso ...

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Sostieni East Journal, poveri ma belli!

East Journal è una testata giornalistica senza finalità di lucro, tutto il nostro lavoro non è in alcun modo retribuito. I nostri costi sono perciò assai bassi, circa 500 euro all'anno per far funzionare la baracca. Ci date una mano a raccoglierli?

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Seguite il richiamo! Ricordando Jack London

Il 12 gennaio del 1876 nasceva Jack London, uomo che è stato tutti gli uomini, ha vissuto tutte le vite, scrivendo libri memorabili. Tra tutti, il "Richiamo della foresta" è forse il più incompreso eppure il più importante. Un libro che insegna il prezzo della libertà, particolarmente utile di questi tempi e non solo per i più giovani ...

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IRAN: Cosa c’è dietro le proteste. La lotta di potere tra gli ajatollah

Le proteste che stanno avendo luogo in queste settimane in Iran non sono la semplice espressione del malcontento della popolazione, dietro di esse si cela una lotta di potere tra ajatollah moderati e conservatori, tra il presidente Rouhani e la guida suprema, l'ajatollah Khamenei. Non a caso queste proteste sono iniziate a Mashhad, città santa e roccaforte di "turbanti" utraconservatori. Che succede davvero?

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CROAZIA: La morte post-moderna del generale Praljak

Il generale croato Slobodan Praljak si è suicidato bevendo veleno davanti ai giudici che lo stavano condannando all'Aja per crimini di guerra. Una morte celebrata, in Croazia e non solo, come eroica. Ma Praljak è stato l'uomo che ha violato Mostar, abbattendone lo storico ponte, secolare simbolo di convivenza degli slavi del sud. Una riflessione del nostro direttore ...

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KURDISTAN: La guerra nella guerra contro Baghdad e il referendum per l’indipendenza

Scontri tra l'esercito di Baghdad e i peshmerga curdi per il controllo della città di Kirkuk. Una "riconquista" che per il governo centrale di è fatta più urgente dopo che la regione autonoma del Kurdistan ha tenuto un referendum per l'indipendenza. Una vicenda che mostra quante "guerre nella guerra" possano accendersi ora che la parabola del Califfato volge al termine.

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BOSNIA: Assolto Naser Orić, il boia della valle della Drina

Naser Orić, comandante delle milizie bosniaco-musulmane durante le guerre jugoslave è stato assolto dall’accusa di crimini di guerra dal tribunale di Sarajevo, in Bosnia. Una sentenza che non sorprende malgrado le ombre sulle responsabilità di Orić, protagonista di episodi di pulizia etnica ai danni della popolazione serba, non possano dirsi fugate.

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La guerra in Siria spiegata facile

La guerra in Siria è un conflitto difficile da raccontare e riassumere. Abbiamo tentato di evidenziare i passaggi chiave, gli interessi - mutevoli - e gli equilibri di forze attraverso lo schema della domanda e risposta, seguendo un andamento perlopiù cronologico. L'intenzione è quella di offrire ai lettori un quadro essenziale ma complessivo del conflitto.

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I morti di Teheran non valgono un hashtag

Diciassette morti e più di quaranta feriti nell'attentato dell'ISIS a Teheran, e non una manifestazione di solidarietà, non un hashtag, non un "je suis" qualunque, benché patetico. Solo un'indifferenza che marca i limiti delle nostre coscienze ...

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IRAN: Attentato al cuore del paese. Alcuni elementi per capire

Un attacco terroristico ha colpito stamane il parlamento di Teheran e il mausoleo dell'imam Khomeini. L'ISIS ha già rivendicato l'attacco. Presentiamo alcuni elementi per capire la natura dell'attacco e comprendere la situazione nel paese. Un paese che, definito terrorista dall'amministrazione americana, è diventato oggi un'altra vittima del terrorismo.

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Il neo-razzismo e la falsa idea dello “scontro di civiltà”

Nel 1996 veniva dato alle stampe "Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale" del politologo statunitense Samuel P. Huntington. Un libro di grande successo ma anche vettore di pericolose idee in cui la diversità culturale diventa, per forza, scontro e non incontro, spianando la strada a un razzismo non più biologico ma culturale.

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GRECIA: Ancora misure di austerità, ma l’UE promette una riduzione del debito

Dopo sei mesi di trattative, la Grecia accetta nuove misure di austerità con la promessa di una revisione del debito pubblico. Ma la promessa sembra quella di un marinaio: l'UE continua sulla via di un'austerità che sembra ormai punitiva, oltre che inutile. D'altronde "debito", nelle lingue germaniche, è sinonimo di "colpa". E i colpevoli vanno puniti a colpi di tagli e liberalizzazioni.

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Il razzismo slavofobo nella stampa italiana. Il Fatto quotidiano e gli altri

Il caso del killer di Budrio ha scatenato la fantasia dei giornalisti sfociando, in alcuni casi, in un implicito e spesso inconsapevole razzismo antislavo. Un articolo apparso sul Fatto quotidiano, in cui si ritrovano teorie genetiche e razzistiche nei confronti degli slavi (e dei serbi, in particolare) offre l'occasione per una più ampia riflessione sulla qualità del nostro giornalismo.

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L’invenzione dei costumi tradizionali

Un po' ovunque in Europa ci siamo abituati a vedere, in occasione di feste o celebrazioni, persone vestite in abito tradizionale. Quasi ogni regione ha un suo particolare abito, simbolo dell'antichità della cultura e dell'identità locale. Tuttavia questi abiti sono un'invenzione moderna che si lega allo sviluppo dell'idea di "nazione"...

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E’ vero, siamo putiniani

È bene ammetterlo ormai: è vero, siamo putiniani. Tutti putiniani. Anche prima che Vladimir Putin (dio l'abbia in gloria) nascesse, noi lo eravamo già, pur non essendo ancora nati noi. Perché Putin è grande e East Journal è il suo profeta.

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SLAVIKA, il festival delle culture slave vi sta cercando!

Slavika è il festival delle culture slave, organizzato dall’Associazione Culturale Polski Kot di Torino. Un’associazione con cui East Journal ha avuto l’onore e la fortuna di collaborare svariate volte, e che è diventata negli anni il vero centro degli appassionati di Europa centro-orientale. Da sei anni il Polski Kot organizza …

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Il Baltico alla prova del trumpismo

Truppe NATO si stanno concentrando nel Baltico dove, insieme alle forze militari lettoni, hanno preso parte ad alcune esercitazioni militari in cui si simulava un'invasione russa. Ma quale sarà il destino del Baltico sotto Trump?

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Il gusto dei croati per il fascismo

Un filo unisce la Croazia ustascia della Seconda guerra mondiale, e quella che si vuole democratica ed europea di oggi. E' il filo di un fascismo strisciante, alimentato dalla politica e diffuso nel paese. Molti gli esempi: dai pogrom contro i migranti alla censura di Anna Frank, fino alla placca nazionalista al campo di sterminio di Jasenovac

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Per le vittime di Arbe. Lettera aperta al comune di Torino

Un gruppo di studiosi e storici torinesi chiede l'intitolazione di una via: “Vittime del campo di concentramento di Arbe”. Arbe era un campo di concentramento italiano in Jugoslavia. Una pagina dimenticata della nostra storia. East Journal si unisce alla petizione rivolta al sindaco di Torino, Chiara Appendino.

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Il senso dei serbi per l’idiozia

"Siamo sull'orlo di una guerra" ha detto il presidente serbo Nikolic. A Belgrado rimonta il nazionalismo, dalla "Grande Serbia" alla questione del Kosovo, la classe politica del paese continua a essere irresponsabile, giocando col fuoco.

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REPORTAGE: Pankisi, la valle di mujaheddin

In versione e-book, il nostro lavoro sulla Valle dei Pankisi realizzato con il contributo dei lettori di East Journal. Un racconto che affronta i nodi del fondamentalismo islamico - che dal Pankisi si allunga alla Siria, all'ISIS, e al terrorismo internazionale - e che coniuga diversi linguaggi e approcci: storia, reportage, geopolitica e fotografia. Un testo breve e agile per sapere tutto quel che c'è da sapere sul Pankisi e sui ceceni del Caucaso.

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Pankisi, la terra dei figli

Pankisi

Nella valle del Pankisi vive la piccola comunità dei kist, popolo vainakh portatore di antiche tradizioni e di una cultura che oggi rischia di essere cancellata a causa dell’estremismo islamico. La valle del Pankisi si trova ai piedi del Grande Caucaso, nella Georgia nord-orientale, proprio al confine con la Cecenia, …

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TURCHIA: Safranbolu e il risotto alla milanese

Era il 1574, narra la leggenda, e Milano intera si stringeva d’attorno alla Fabbrica del Duomo, mattone su mattone, con quel marmo verbano che si anneriva presto ma costava poco, tutt’in affanno per la facciata e le guglie, mentre l’arcivescovo Borromeo soprintendeva i lavori. Le maestranze eran di mezzo mondo, …

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Una Jugoslavia Britannica?

E' iniziato un percorso di possibile disintegrazione dell'Unione Europea ma anche del Regno Unito che esce spaccato da questo voto, con differenze regionali notevoli e profonde lacerazioni, con nel caso della Scozia e del Nord Irlanda, mentre Londra soffia sul fuoco di un pericoloso revisionismo storico

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RESISTENZE: Eusebio Giambone, tornitore torinese

Con Eusebio Giambone, tornitore, concludiamo la rubrica "Resistenze". Abbiamo scelto un italiano, un piemontese, malgrado scopo della rubrica fosse pubblicare le lettere dei condannati a morte dell'est Europa. La lettera alla figlia è una lettera a noi tutti, figli di quei caduti polacchi, jugoslavi, albanesi, cecoslovacchi, e -naturalmente - italiani. Questi ultimi possiamo andarli a trovare il prossimo 25 aprile. Eusebio Giambone è stato fucilato alle carceri Nuove di Torino, se vorrete passare a salutarlo lo troverete ancora lì, insieme a tutti gli altri morti perché viva l'Italia, per la giustizia e per la libertà

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RESISTENZE: Leone Ginzburg, professore universitario

Leone Ginzburg, professore e intellettuale, nasce a Odessa (Ucraina) il 4 aprile 1909. Trasferitosi in Italia è tra i fondatori della casa editrice Einaudi. Aderisce a Giustizia e Libertà. Arrestato per attività antifascista nella Roma occupata dai tedeschi, muore per le torture naziste nel carcere di Regina Coeli.

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RESISTENZE: Partigiano ignoto sovietico

La presenza di partigiani sovietici in Italia settentrionale fu cospicua. Si trattava perlopiù di prigionieri di guerra evasi dopo l'otto settembre 1943. Partigiani ignoti, caduti lontano da casa, che non hanno lasciato lettere. Pubblichiamo allora i pochi nomi - o parte di essi - tra quelli noti. Un elenco che va letto come una poesia.

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Liberate Branimir Jovanovic

Lanciamo un appello per la liberazione di Branimir Jovanovic, giovane economista macedone, attualmente in visita presso l'Università di Torino, arrestato ieri a Skopje durante le proteste contro la decisione del presidente della repubblica di graziare i politici coinvolti nello scandalo intercettazioni. Una decisione che, secondo l'UE, mina lo stato di diritto in Macedonia.

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Amo gli albanesi

E' ora di fare coming out, lo dico e lo confermo, io amo gli albanesi. Perché sono come noi, ma meglio di noi. Sono coraggiosi, tenaci, intelligenti, e sono i migliori italiani che abbia mai conosciuto. Italiani sì, ma non solo italiani. Sono qualcosa di più, e ci hanno insegnato che l'immigrazione non è un male.

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East Journal compie sei anni

East Journal compie sei anni, e per un progetto artigianale come il nostro non era affatto scontato. Se ci siamo riusciti è stato per il sostegno morale (e materiale) dei nostri lettori cui possiamo solo promettere di tenere duro nelle difficoltà senza mutare nulla del nostro spirito originario.

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