BULGARIA: Vasil Božkov, un mafioso alle elezioni?

Il tribunale di Sofia ha registrato, il 5 febbraio scorso, un nuovo partito destinato a concorrere alle prossime elezioni parlamentari previste per il 4 aprile. Non è un partito qualunque, Estate Bulgara, questo il nome, poiché si tratta del soggetto politico fondato da Vasil Božkov, magnate, oligarca noto come “il teschio”, già proprietario della squadra di calcio del Levski Sofia, l’uomo d’affari più famoso del paese, che da un anno si trova in esilio a Dubai. Esilio, o meglio fuga. Sulla sua testa pendono infatti undici capi d’accusa per corruzione e associazione per delinquere.

Uno scontro fra titani

Una persecuzione giudiziaria, lamenta Božkov, che lo costringe a scendere in campo per salvare il paese che ama da quella che egli definisce una “junta”, richiamandosi esplicitamente ai regimi dittatoriali latino-americani del secolo scorso.

Insomma, la Bulgaria sarebbe in mano a un autocrate. Chi? Bojko Borisov naturalmente, la più controversa figura della politica bulgara, al centro di numerosi scandali, molteplici sospetti, legami con ambienti criminali e oligarchi dalla dubbia moralità, che iniziò la sua carriera come bodyguard dell’allora presidente Živkov e che persino il Congresso degli Stati Uniti ha ritenuto pericolosamente vicino agli ambienti della mafia bulgara prima di diventare, nel 2009, primo ministro e da allora punto di riferimento della politica nazionale.

Il re del gioco d’azzardo

È facile quindi immaginare – ma qui entriamo nel campo delle dietrologie – che Božkov sia caduto in disgrazia presso Borisov, che siano stati pestati piedi e che quella cui assistiamo sia una lotta tra antichi sodali. Un dato sicuro c’è, anzi una data. Quella del gennaio 2020, quando il governo guidato da Borisov ha introdotto degli emendamenti alla legge sul gioco d’azzardo che hanno portato l’intero settore in mani pubbliche.

Fino a quel momento Božkov era il re del gioco d’azzardo e le sue società gestivano gratta e vinci, scommesse sportive e la lucrosa Lotteria Nazionale. Ma ecco che il governo, su iniziativa del ministro delle Finanze, Vladislav Goranov, si prende tutto e mette al tappeto Božkov mandandogli a casa l’Agenzia nazionale del fisco (NRA) e i Servizi interni (Sans) che, ovviamente, scoprono tutti i segreti di Pulcinella del caso. Accusato di aver frodato il fisco per 700 milioni di leva, di riciclaggio di denaro, estorsione, scambio di influenze, corruzione, omicidio, stupro, e di aver guidato un’organizzazione criminale di tipo mafioso dal 2014, ecco che Božkov fugge negli Emirati Arabi dove viene raggiunto da un mandato di arresto internazionale e viene detenuto per un mese nel carcere al-Wathba di Dubai dal quale esce dopo tre settimane senza venire estradato.

Oggi Vasil Božkov è un uomo libero finché non lascia i confini degli Emirati, ma i suoi beni sono congelati (illegalmente, dice lui) ed è di fatto chiuso in quella prigione d’oro che è Dubai da dove lancia i suoi strali contro Borisov. Anche il suo patrimonio mobiliare è sotto sequestro. Si tratta di una vastissima collezione di opere d’arte e reperti antichi dal valore inestimabile. La Thrace Foundation, che gestisce la collezione, ha denunciato come le opere siano conservate dalle forze dell’ordine in cattivo stato. Božkov ha definito il sequestro “un crimine contro l’umanità” e ha minacciato di fare causa al governo bulgaro.

Estate bulgara

Consapevole che il solo modo di riprendersi il bottino sia quello di prendere anche il potere, o almeno di gestirne una parte, Božkov decide ora di partecipare alle prossime elezioni con un proprio partito, Estate Bulgara. Non è chiaro chi siano i membri di questo nuovo partito, l’assemblea costitutiva si sarebbe tenuta online, ma non esiste una registrazione dell’incontro. Quello che si sa è che Božkov, che si definisce “in esilio”, parteciperà alle prossime elezioni di aprile per combattere contro l’autoritarismo, il giustizialismo, l’arbitrio del governo.

Ci si chiede se il diffuso malcontento, che ha portato a una lunga stagione di proteste interrotte solo da Covid e dalle relative misure di contenimento, possa trovare nel partito di Božkov un punto di riferimento. Sarebbe lecito attendersi di no, ma la Bulgaria è un paese dove l’illecito può molte cose.

L’immagine di copertina è tratta dall’account Facebook dello stesso Vasil Božkov 

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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