Cronache di guerra dal Nagorno-Karabakh. Tutti i nostri articoli

Dal 27 settembre infuriano gli scontri armati tra gli eserciti armeno e azero lungo la linea di contatto che divide la repubblica de facto del Nagorno-Karabakh e l’Azerbaigian. Il controllo di questo remoto territorio montuoso costituisce il pomo della discordia nelle relazioni tra Baku e Erevan fin dall’epoca sovietica, quando la demarcazione staliniana dei confini vide la regione, con una popolazione a maggioranza armena, diventare una repubblica autonoma in seno alla Repubblica Socialista Sovietica Azera. Una guerra, tra il 1988 e il 1994, ha portato alla secessione dall’Azerbaigian. Il conflitto è costato 30mila morti e ha costretto centinaia di migliaia di persone ad abbandonare le proprie case – l’intera popolazione azera dell’Armenia e del Nagorno-Karabakh è fuggita in Azerbaigian che, nel frattempo, veniva abbandonato dagli armeni. Oggi il Nagorno-Karabakh è una repubblica de facto indipendente supportata economicamente e militarmente dall’Armenia, ma non riconosciuta ufficialmente da alcun stato. Baku ne reclama la sovranità in base al principio di integrità territoriale sancito dall’articolo 2 della Carta Onu.

Fonte: Iran Review

 

Cronache dal fronte

Nuova escalation in Nagorno-Karabakh, Erevan e Baku dichiarano la legge marzialedi Laura Luciani (27 settembre 2020)

La guerra non si fermadi Alessio Saburtalo (28 settembre 2020)

Cronache dal terzo giorno di scontridi Leonardo Zanatta (29 settembre 2020)

Guerra su (quasi) tutti i frontidi Alessio Saburtalo (2 ottobre 2020)

Verso il punto di non ritornodi Leonardo Zanatta (5 ottobre 2020)

Crisi umanitaria e un dialogo da (ri)costruiredi Laura Luciani (7 ottobre 2020)

Una crisi sempre più regionale –  di Eugenia Fabbri (9 ottobre 2020)

Raggiunto un accordo per il cessate il fuocodi Alessio Saburtalo (10 ottobre 2020)

Niente tregua, la guerra continuadi Alessio Saburtalo (13 ottobre 2020)

Ventesimo giorno di guerradi Eleonora Febbe (16 ottobre 2020)

Un nuovo cessate il fuoco, un altro buco nell’acqua –  di Eugenia Fabbri (20 ottobre 2020)

Un mese di scontri che ricorderemo a lungodi Leonardo Zanatta (23 ottobre 2020)

Salta anche la tregua “americana”di Alessio Saburtalo (28 ottobre 2020)

 

Venti di guerra

Quella in corso non è la prima escalation del 2020. A luglio, una serie di schermaglie sulla linea di contatto e al confine internazionalmente riconosciuto tra Armenia e Azerbaigian avevano fatto temere che la situazione potesse degenerare. Nel frattempo, armeni e azeri si davano battaglia nelle piazze virtuali e reali del mondo.

Nuovi scontri alla frontiera tra Armenia e Azerbaigian, a Baku si manifesta per la guerradi Laura Luciani (15 luglio 2020)

Frutta e social, si allarga il fronte degli scontridi Andrea Zambelli (30 luglio 2020)

 

Una situazione senza uscita

Ormai da trent’anni, nei rapporti tra Armenia e Azerbaigian si alternano momenti di relativa calma ad altri di grande tensione, su tutti “la guerra dei quattro giorni” nell’aprile del 2016. Dopo gli accordi per il cessate il fuoco di Bishkek, siglati nel 1994, le parti non sono riuscite a trovare una risoluzione permanente alla questione.

Una bomba a orologeria nel cuore del Caucaso –  di Eugenia Fabbri (26 febbraio 2020)

Nessuna risoluzione del conflitto all’orizzonte  – di Aleksej Tilman (5 luglio 2018)

Nuovi scontri tra armeni e azeri, decine di vittimedi Emanuele Cassano (4 aprile 2016)

Segnaliamo inoltre il reportage fotografico Giardino Nero di Montagna di Daniele Pescatore, realizzato nel 2015.

 

Questioni irrisolte

Il ricordo di una serie di episodi di violenza avvelena ulteriormente i rapporti  tra le due parti. Tra questi, i massacri di Sumgait (1988), Kirovabad (1988) e Baku (1990), compiuti ai danni della popolazione armena delle città dell’Azerbaigian e il massacro di Khojaly (1992), di cui furono vittime gli abitanti azeri di un villaggio in Nagorno-Karabakh. I perpetratori di queste violenze non hanno mai pagato per i loro crimini. Il tristemente noto caso Safarov è un’altra delle questioni irrisolte legate al conflitto e su cui, di recente, si è espressa la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Anche alcuni importanti monumenti storici sono stati colpiti direttamente o indirettamente dalla guerra, su tutti il quartiere musulmano di Shushi, in Nagorno-Karabakh, e il patrimonio architettonico armeno in Nachicevan, una exclave azera al confine con Turchia e Iran.    

Cancellata la storia armena in Nachicevandi Alessio Saburtalo (17 luglio 2020)

Caso Safarov, la Corte di Strasburgo condanna Bakudi Alessio Saburtalo (3 giugno 2020)

Storia delle rovine di Shushi, dove i musulmani non ci sono piùdi Simone Benazzo (6 novembre 2015)

Il massacro di Khojaly, una questione ancora irrisoltadi Emanuele Cassano (2 febbraio 2013)

 

Guerra totale

Il Nagorno-Karabakh e le relazioni avvelenate tra Armenia e Azerbaigian influenzano qualsiasi ambito della vita nei due paesi, dalla musica al calcio passando per gli scacchi.

Scacchi in Armenia: more than a game – di Marco Filocamo e Alessio Saburtalo (14 ottobre 2020)

Nagorno-Karabakh e calcio, storie di guerra e di campionidi Gianni Galleri (1 ottobre 2020)

Il conflitto arriva all’Eurovision 2016di Francesca Barbino (25 maggio 2016)

Immagine: Research Gate

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