Cronache di guerra dal Nagorno-Karabakh. Tutti i nostri articoli

Dal 27 settembre al 9 novembre 2020 sono infuriati gli scontri armati tra gli eserciti armeno e azero in Nagorno-Karabakh. Il controllo di questo territorio costituisce il pomo della discordia nelle relazioni tra Baku e Erevan fin dall’epoca sovietica, quando la demarcazione staliniana dei confini vide la regione, con una popolazione a maggioranza armena, diventare una repubblica autonoma in seno alla Repubblica Socialista Sovietica Azera. Una guerra, tra il 1988 e il 1994, ha portato alla secessione del Nagorno-Karabakh dall’Azerbaigian. Il conflitto è costato 30mila morti e ha costretto centinaia di migliaia di persone ad abbandonare le proprie case – l’intera popolazione azera dell’Armenia e del Nagorno-Karabakh, inclusi alcuni distretti limitrofi finiti sotto occupazione armena,  è fuggita in Azerbaigian che, nel frattempo, veniva abbandonato dalla sua minoranza armena.

Nei 44 giorni di scontri del 2020, invece, l’esercito azero è riuscito a riprendere il controllo di diversi distretti, inclusa la città di Shusha/Shushi, un luogo di particolare importanza strategica e simbolica per entrambi i contendenti. Le clausole dell’accordo di pace del 9 novembre hanno imposto a Erevan la cessione di una serie ulteriore di territori e il dislocamento di una forza di peacekeeper russi nell’area. Tanti rimangono gli interrogativi – su tutti quelli sullo status futuro del Nagorno-Karabakh –, ma è chiaro che le sei settimane di guerra hanno ridisegnato le cartine geografiche della regione. Altrettanto evidente il costo umano del conflitto, più di 5mila soldati caduti e circa 180 morti civili da entrambe le parti.

Gli effetti del conflitto del 2020: i territori in chiaro sono rimasti sotto il controllo armeno, mentre quelli rossi, arancioni e barrati sono passati in mano azera (fonte: Wikimedia).

 

Cronache dal fronte

Nuova escalation in Nagorno-Karabakh, Erevan e Baku dichiarano la legge marzialedi Laura Luciani (27 settembre 2020)

La guerra non si fermadi Alessio Saburtalo (28 settembre 2020)

Cronache dal terzo giorno di scontridi Leonardo Zanatta (29 settembre 2020)

Guerra su (quasi) tutti i frontidi Alessio Saburtalo (2 ottobre 2020)

Verso il punto di non ritornodi Leonardo Zanatta (5 ottobre 2020)

Crisi umanitaria e un dialogo da (ri)costruiredi Laura Luciani (7 ottobre 2020)

Una crisi sempre più regionale –  di Eugenia Fabbri (9 ottobre 2020)

Raggiunto un accordo per il cessate il fuocodi Alessio Saburtalo (10 ottobre 2020)

Niente tregua, la guerra continuadi Alessio Saburtalo (13 ottobre 2020)

Ventesimo giorno di guerradi Eleonora Febbe (16 ottobre 2020)

Un nuovo cessate il fuoco, un altro buco nell’acqua –  di Eugenia Fabbri (20 ottobre 2020)

Un mese di scontri che ricorderemo a lungodi Leonardo Zanatta (23 ottobre 2020)

Salta anche la tregua “americana”di Alessio Saburtalo (28 ottobre 2020)

Aliyev annuncia la conquista di Shusha. Stepanakert evacuatadi Carlo Alberto Franco (8 novembre 2020)

Accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian, guerra finita?di Alessio Saburtalo (10 novembre 2020)

Cosa resta dopo il conflitto?di Marco Alvi (12 novembre 2020)

A una settimana dalla treguadi Marco Alvi (17 novembre 2020)

Nonostante tutto la Russia rimane l’unica opzionedi Leonardo Zanatta (25 novembre 2020)

Alla ricerca di una nuova normalitàdi Alessio Saburtalo (2 dicembre 2020)

La parata della vittoria di Bakudi Marco Alvi (1o dicembre 2020)

L’accordo di pace è appeso a un filodi Eleonora Febbe (21 dicembre 2020)

Quali novità per il 2021?di Alessio Saburtalo (13 gennaio 2021)

Continua la rivoluzione postbellicadi Alessio Saburtalo (5 febbraio 2021)

Tante le questioni da risolveredi Carlo Alberto Franco (16 aprile 2021)

 

Venti di guerra

Già nel luglio del 2020, una serie di schermaglie sulla linea di contatto e al confine internazionalmente riconosciuto tra Armenia e Azerbaigian avevano fatto temere che la situazione potesse degenerare. Nel frattempo, armeni e azeri si davano battaglia nelle piazze virtuali e reali del mondo.

Nuovi scontri alla frontiera tra Armenia e Azerbaigian, a Baku si manifesta per la guerradi Laura Luciani (15 luglio 2020)

Frutta e social, si allarga il fronte degli scontridi Andrea Zambelli (30 luglio 2020)

 

Una situazione senza uscita

Ormai da trent’anni, nei rapporti tra Armenia e Azerbaigian si alternano momenti di relativa calma ad altri di grande tensione, su tutti “la guerra dei quattro giorni” nell’aprile del 2016. Dopo gli accordi per il cessate il fuoco di Bishkek, siglati nel 1994, i due paesi non sono riusciti a trovare una risoluzione permanente alla questione.

Una bomba a orologeria nel cuore del Caucaso –  di Eugenia Fabbri (26 febbraio 2020)

Nessuna risoluzione del conflitto all’orizzonte  – di Aleksej Tilman (5 luglio 2018)

Nuovi scontri tra armeni e azeri, decine di vittimedi Emanuele Cassano (4 aprile 2016)

Segnaliamo inoltre il reportage fotografico Giardino Nero di Montagna di Daniele Pescatore, realizzato nel 2015.

 

Questioni irrisolte

Il ricordo di una serie di episodi di violenza avvelena ulteriormente i rapporti  tra le due parti. Tra questi, i massacri di Sumgait (1988), Kirovabad (1988) e Baku (1990), compiuti ai danni della popolazione armena delle città dell’Azerbaigian e il massacro di Khojaly (1992), in cui caddero vittime gli abitanti azeri di un villaggio in Nagorno-Karabakh. I perpetratori di queste violenze non hanno mai pagato per i loro crimini. Il tristemente noto caso Safarov è un’altra delle questioni irrisolte legate al conflitto su cui si è espressa la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Anche alcuni importanti monumenti storici sono stati colpiti direttamente o indirettamente dalla guerra, su tutti il quartiere musulmano di Shusha, in Nagorno-Karabakh, e il patrimonio architettonico armeno in Nachicevan, una exclave azera al confine con Turchia e Iran.  

La commemorazione del Gennaio Nero  – di Carlo Alberto Franco (20 gennaio 2021)

Cancellata la storia armena in Nachicevandi Alessio Saburtalo (17 luglio 2020)

Caso Safarov, la Corte di Strasburgo condanna Bakudi Alessio Saburtalo (3 giugno 2020)

Storia delle rovine di Shushi, dove i musulmani non ci sono piùdi Simone Benazzo (6 novembre 2015)

Il massacro di Khojaly, una questione ancora irrisoltadi Emanuele Cassano (2 febbraio 2013)

 

Guerra totale

Il Nagorno-Karabakh e le relazioni avvelenate tra Armenia e Azerbaigian influenzano qualsiasi ambito della vita nei due paesi, dalla musica al calcio passando per gli scacchi.

Scacchi in Armenia: more than a game – di Marco Filocamo e Alessio Saburtalo (14 ottobre 2020)

Nagorno-Karabakh e calcio, storie di guerra e di campionidi Gianni Galleri (1 ottobre 2020)

Il conflitto arriva all’Eurovision 2016di Francesca Barbino (25 maggio 2016)

Immagine: Wikimedia

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