Matteo Zola

Matteo Zola
Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

East Journal compie sei anni

East Journal compie sei anni, e per un progetto artigianale come il nostro non era affatto scontato. Se ci siamo riusciti è stato per il sostegno morale (e materiale) dei nostri lettori cui possiamo solo promettere di tenere duro nelle difficoltà senza mutare nulla del nostro spirito originario.

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Gravidanza surrogata, guardiamola da est

Il tema della cosiddetta maternità surrogata o, più brutalmente "utero in affitto", ha riempito i giornali e i dibattiti televisivi del nostro paese. Proviamo a guardarlo con un punto di vista che tenga conto dell'Europa centro-orientale, dove si trovano le donne - la parte più povera di loro, almeno - che decidono di offrire questo servizio in cliniche dagli standard umani e morali non sempre adeguati. Quale soluzione?

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La fine del pluralismo, ufficiale la fusione tra la Stampa e la Repubblica

Ecco la fusione, addio al pluralismo La notizia della fusione tra il Gruppo CIR, di Carlo De Benedetti, e Itedi, società controllata dalla famiglia Elkann, segna un durissimo colpo al pluralismo dell’informazione italiana, creando un oligopolio intellettuale senza precedenti che, in nome del libero mercato, renderà prigioniera la mente degli ...

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La tragedia delle foibe e il nazionalismo italico. Una memoria selettiva?

E' di nuovo tempo di parlar di foibe, ma agli italiani non viene raccontata tutta la verità. La retorica nazionalista oblitera e omette di narrare la vicenda per intero, mancando di inserirla nel suo contesto storico. Così la tragedia delle foibe diventa oggetto del dibattito politico, piegata dalle opposte ideologie, e la verità storica si perde. Tentiamo allora di ricostruire i fatti sotto una piena luce, senza piegarci alle verità di parte ...

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“Resistenze”, fino al 25 aprile una nuova rubrica sulla resistenza europea

East Journal inaugura una nuova rubrica nella quale si pubblicheranno alcune delle lettere dei condannati a morte della resistenza europea, in particolare dell'Europa centro-orientale, e che accompagnerà i lettori fino al 25 aprile, giorno della Liberazione. Un percorso anti-retorico ed anti-eroico, senza agiografie, all'interno della lotta di resistenza. Un modo per specchiarci nella storia e vedere cosa eravamo e cosa siamo.

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Donazioni

East Journal non ha una lira, e anche con gli euro non è messa bene. A volte ci avanza qualche dinaro nel fondo delle tasche, buone per un po’ di tabacco. East Journal non è un’azienda ma un gruppo di persone che fanno tutto come volontari. Qualche soldo però serve. ...

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RUSSIA: Mosca si arma in attesa di una nuova era di guerra

La Russia è tornata a giocare un ruolo di primo piano nello scenario mondiale. Un ruolo salutare quando serve a bilanciare le opposte potenze, ma pericoloso se la competizione si sposta sul piano militare. Mosca a aumentato i propri investimenti militari in vista di un nuovo fronte di guerra che la vedrà impegnata nei prossimi anni. Quale?

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LINGUAE: Gli albanesi derivano dagli antichi Illiri? Probabilmente no

Si dice che la lingua albanese sia l'evoluzione dell'altica lingua illirica e che gli albanesi siano quindi eredi degli antichi illiri. Una teoria che manca di un solido fondamento linguistico e che serve soprattutto come strumento politico di costruzione dell'identità in opposizione agli altri gruppi presenti nella regione balcanica. Ma allora chi sono gli albanesi e da dove vengono?

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Sabato 21 novembre vieni a iscriverti a PARS ORIENTALIS, corso di politica internazionale

Domani sera, sabato 21 novembre, dalle ore 18.30, presso il locali del Circolo Polski Kot di Torino, sarà possibile iscriversi al nostro corso di politica internazionale, PARS ORIENTALIS. Contestualmente avrà luogo la serata gratuita dal titolo: "La causa curda, terrorismo o rivoluzione?". Venite a incontrarci al Polski Kot, dalle 18.30 fino a notte ci trovate lì...

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Fico, torna la Cecoslovacchia

Il premier slovacco Robert Fico e il ministro dell’Interno ceco, Milan Chovanec, hanno espresso la stessa visione sulla necessità di proteggere i propri paesi dai flussi migratori che stanno interessando i Balcani. Durante una conferenza stampa congiunta, lo scorso 2 novembre, i due politici si sono detti concordi nel ritenere che ...

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MOLDAVIA: Cade il governo europeista

La Moldavia non ha più un governo. L'esecutivo guidato da Valeriu Streleț, in carica da solo due mesi, è stato sfiduciato dal parlamento. Su di lui hanno pesato le accuse di corruzione che, nelle scorse settimane, hanno portato in piazza 40mila persone. Intanto il paese resta conteso tra Russia e UE...

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Le lingue iraniche, dai curdi a Zoroastro

Seconda puntata della rubrica "Iranica", alla scoperta del moderno e antico Iran. Dopo avere descritto la lingua persiana, questa settimana cerchiamo di capire dove è parlata, come si è evoluta, quali altre lingua ha prodotto. L'enorme estensione delle lingue iraniche si deve alla grandezza (non solo geografica) dell'antica civiltà persiana...

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La lingua persiana, lontana cugina dell’italiano

Questa è la prima puntata di Iranica, rubrica che intende portarvi alla scoperta dell'Iran antico e moderno, nella speranza di vincere qualche pregiudizio e farvi conoscere storia e cultura di un grande popolo. Cominciamo dalla lingua persiana, il farsi, che - a dispetto delle apparenze - è parente più dell'italiano che dell'arabo.

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TURCHIA: Strage ad Ankara, decine di morti. Manifestavano contro la guerra in Kurdistan

Almeno trenta persone sono state uccise e più di cento ferite a seguito di una doppia esplosione stamane ad Ankara. L'attentato ha colpito un corteo che manifestava per la pace in Kurdistan. Non è ancora giunta nessuna rivendicazione. I manifestanti hanno poi attaccato la polizia. Il tutto a meno di tre settimane dalle elezioni e con una guerra civile in corso nell'est del paese...

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I crimini di guerra bosgnacchi. Nessuno fu esente dalla barbarie

Durante le guerre jugoslave anche l'esercito bosgnacco si macchiò di crimini di guerra. Il fatto che i cittadini bosgnacchi siano stati le principali vittime di quel conflitto ha spesso portato a sorvolare sui crimini compiuti, ma in quella guerra non ci furono buoni o cattivi e anche i musulmani di Bosnia hanno avuto il doppio ruolo di vittime e carnefici.

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Il nuovo premier greco è olandese

Maarten Verwey è il nuovo responsabile per l'attuazione del terzo memorandum concordato tra l'UE e Atene. Avrà poteri senza precedenti e si relazionerà direttamente con il primo ministro. Le politiche economiche elleniche non sono più in capo ad Atene, come previsto proprio dal memorandum, ma dovranno essere approvate prima da Bruxelles

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GRECIA: Tsipras vince le elezioni e diventa “europeo”

Alexis Tsipras vince a sorpresa le elezioni greche. Emerge un leader forte, capo di un partito che ha perso gli elementi più radicali, che nei prossimi quattro anni dovrà realizzare le misure imposte da Bruxelles dove, in virtù del suo programma di riforme non è più visto come un nemico. Con queste elezioni Tsipras è diventato europeo?

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Un numero identificativo sulle braccia. La crisi dei migranti e la banalità del male

Numeri identificativi scritti sulle braccia, treni dirottati verso i campi di raccolta, muri eretti lungo il confine. Una strana isteria in questi mesi coinvolge l'Europa sul problema dei migranti. E dietro l'applicazione di norme e regolamenti si nasconde l'antico seme del male europeo. Non è la prima volta, nella nostra storia, che vengono scritti numeri sulle braccia di persone destinati a campi. E se il paragone è azzardato, non lo è forse la riflessione su dove stiamo andando...

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TURCHIA: Addio alle scale arcobaleno di Istanbul

Erano diventate un simbolo della protesta di Gezi Park, quelle scale arcobaleno rappresentavano la voglia di cambiamento di parte della società turca che non si sentiva rappresentata dalla politica “neo-ottomanista” dell’allora premier Erdogan. Migliaia di giovani scesero allora in piazza chiedendo maggiore libertà di espressione e di assemblea. Quelle scale ...

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TURCHIA: Offensiva contro l’ISIS (e il PKK)

Per la prima volta dall’inizio della guerra all’ISIS, le forze militari turche hanno attaccato postazioni dello stato islamico varcando il confine siriano. Caccia F-16 sono decollati dalla vicina base in Incirlik colpendo gli jihadisti asserragliati intorno alla città siriana di Kilis. Una reazione dopo che il 23 luglio un soldato ...

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Il papa contro Međugorje, la fine di una bugia che viene da lontano?

Ogni giorno, alla stessa ora, la Madonna appare, là, “in mezzo alle colline”, questo il significato del nome Međugorje. “Ma che veggenti sono questi che vedono la Madonna su appuntamento?” si è chiestopapa Francesco di ritorno dal viaggio che lo ha portato a Sarajevo. “Non è fede cristiana“, sottolinea. Ricordando il fatto ...

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I nostri donatori

Le persone qui elencate sono quelle che hanno deciso di donarci il denaro necessario alla realizzazione di questo sito. Grazie a tutti coloro che credono in noi e nel nostro progetto, eccovi uno per uno. Un abbraccio la redazione Dino Tucci Martin Vosko Gilberto Martinelli Eugenio Mattioni Marchetti Mariarosa Ferri ...

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ARMENIA: Altra notte di protesta, ma non è uno “scenario ucraino”

Un’altra notte di protesta a Yerevan. Malgrado la repressione della polizia, migliaia di persone sono rimaste amanifestare davanti al palazzo del governo che si è rifiutato di ascoltare le richieste della popolazione e ha confermato di voler aumentare del 16% i prezzi dell’energia elettrica a partire dal prossimo agosto. Una decisione che si deve alla svalutazione della moneta locale ...

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UCRAINA: Ripresi i combattimenti, attaccata Marinka

Il fragile cessate-il-fuoco, siglato a seguito degli incontri di Minsk tenutisi il 13 febbraio scorso, sembra essere andato in pezzi. Scontri si sono registrati intorno alla città di Marinka, situata a 30 km da Donetsk, all’interno del territorio controllato dalle forze ucraine. Osservatori Osce segnalano l’ammassarsi di artiglieria e truppe ...

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KOSOVO: L'Uck celebra i "caduti" di Kumanovo

Migliaia di persone a Pristina, capitale del Kosovo, hanno reso omaggio alle salme dei combattenti dell’Uck uccisi a Kumanovo, in Macedonia, il 9 giugno scorso. Lo riporta l’agenzia Reuters. Kumanovo, seconda città della Repubblica di Macedonia, è stata teatro di scontri tra terroristi dell’Uck e forze speciali della polizia macedone, intervenute ...

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MACEDONIA: Il VMRO, da terroristi a partito di governo

Da SKOPJE – I Balcani sono stati, per lungo tempo, sotto la dominazione ottomana. Nel corso dell’Ottocento i vari “risorgimenti” hanno lottato, con successo, per l’indipendenza nazionale. Il caso macedone è particolarmente interessante anche per le ricadute che ha sull’attualità. In opposizione alla dominazione ottomana venne fondata, nel 1893, a ...

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SLAVIA: Gli slavi siamo noi

La rubrica “slavia”, dopo venticinque puntate, è giunta al suo ultimo appuntamento. Abbiamo visto come gli slavi siano giunti in Europa millecinquecento anni fa e come, lentamente, si siano diversificati dando origine a differenti gruppi nazionali ed entità statali che non hanno mai smesso, però, di influenzarsi a vicenda. Abbiamo ...

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MACEDONIA: Cosa sta succedendo? Capire la crisi macedone

Quadro generale La Macedonia è una piccola repubblica balcanica, con capitale a Skopje, indipendente dal 1991. La sua popolazione è composta in prevalenza da slavo-macedoni (65%), albanesi (25%), turchi (4%), rom (3%), serbi (2%) e minoranze bosgnacche e valacche. La lingua nazionale è il macedone, lingua slava meridionale assai vicina ...

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GRECIA: Yanis Vaorufakis è uscito dal (euro)gruppo

Il ministro dell’Economia greco, Yanis Varoufakis, ha tirato troppo la corda. Dopo l’incontro di Riga, avvenuto il 24 aprile scorso tra l’Eurogruppo e la Grecia, e risoltosi in un ennesimo nulla di fatto, il primo ministro greco Alexis Tsipras ha deciso di ridimensionare Varoufakis affidando a Yorgos Houliarakis il ruolo di ...

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STORIA: L’eccidio di Porzûs, la Resistenza spezzata

Diciassette partigiani, membri delle Brigate Osoppo, furono fucilati da altri partigiani, in prevalenza garibaldini, nei pressi dell’alpeggio di Porzûs, in Friuli. E’ forse l’evento più controverso di tutta la guerra partigiana combattuta sul suolo italiano e, ancora oggi, è motivo di scontro e strumentalizzazioni politiche. La guerra partigiana ha visto tragedie ...

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SLAVIA: L'utopia panslavista. Quando i polacchi invocavano l'annessione alla Russia

La nascita di un’idea Malgrado il processo di diversificazione, tra i popoli slavi restava viva la coscienza dell’unità originaria o quantomeno della prossimità culturale. Certo l’idea di una “fratellanza slava” ha richiesto tempo per evolvere e maturare ma già nel 1601 assistiamo alla prima compiuta riflessione sull’unità culturale slava, segno ...

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ALBANIA: "L’unione con il Kosovo è inevitabile, che all’UE piaccia o no", parola di Edi Rama

L’unione tra il Kosovo e l’Albania “è inevitabile e indiscutibile“. E si farà “dentro l’Unione Europea, oppure senza il consenso di Bruxelles come reazione alla cecità e alla pigrizia europea”. Queste le parole del primo ministro albanese, Edi Rama, rilasciate durante un’intervista congiunta con il ministro degli Esteri kosovaro, Hashim ...

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La morte assurda di Boris Nemtsov

La morte di Boris Nemtsov, politico liberale ed esponente dell’opposizione russa, è assurda. Non era un uomo potente, guidava un partito marginale d’ispirazione liberale, e certo non rappresentava una minaccia per l’inquilino del Cremlino. E’ stato ucciso a Mosca, una città dove è difficile fare duecento metri senza incrociare un ...

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La guerra di Putin (1999 – 2009)

Il periodo di pace fu destramente turbolento per la Cecenia. Anche se le elezioni del 1997 confermarono Mashkadov quale leader indiscusso, facendone il presidente del paese, molte erano le resistenze interne e troppo il potere dei signori della guerra, come Raduev e Basaev. Raduev dichiarò che non avrebbe deposto le ...

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La guerra di Elstin (1994-1996)

Dalla disgregazione dell’URSS la Cecenia ereditò un arsenale di 40mila armi automatiche che, in assenza di un esercito, finirono nelle mani di privati cittadini alimentando il crimine organizzato. Tuttavia, quando la Russia mosse guerra, trovò la resistenza cecena ben equipaggiata. Così quando il 26 novembre le truppe degli oppositori di ...

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Dudaev ed Elstin

Non dobbiamo avere l’impressione che la natura della crisi cecena sia diversa da quella delle crisi che coinvolsero l’area post-sovietica nei primi anni Novanta: anche qui, come altrove, ci fu una violenta de-industrializzazione, un’impennata della criminalità, una forte emigrazione, la diffusione di traffici illeciti e il saccheggio del patrimonio economico, ...

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L’ascesa di Dudaev

Un primo chiarimento. In quel momento la Cecenia è parte di una Repubblica autonoma socialista sovietica, quella della Cecenia-Inguscezia che comprendeva, appunto, i territori di Cecenia e Inguscezia. Si stavano però formando, in quel 1990, alcune forze di opposizione non ufficiale al governo sovietico grazie anche alla spinta data dal ...

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La memoria della deportazione

La mattina del 23 febbraio 1944 migliaia di soldati sovietici accerchiarono le città e i villaggi ceceni e in poche ore deportarono l’intera popolazione, circa 500mila persone, trasferite forzosamente in Asia centrale. Secondo un piano meticolosamente studiato la deportazioni colpì anche i ceceni che si trovavano al di fuori della ...

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Russia e Cecenia tra conquista e resistenza

Il territorio che oggi costituisce la Cecenia è stato conquistato dai russi appena due secoli fa. Fin da subito, alla conquista seguirono le guerre che però mai portarono a un punto risolutivo: i russi non riuscirono a radicarsi nel territorio, i ceceni non poterono liberarsi della presenza e del potere ...

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SERBIA: Šešelj brucia una bandiera croata a Belgrado

Vojislav Šešelj, leader della destra ultranazionalista serba, in libertà temporanea e del quale il Tribunale penale internazionale dell’Aja (Tpi) ha ordinato il ritorno in carcere, ha bruciato oggi a Belgrado una bandiera della Croazia per protestare contro le ripetute prese di posizione a lui ostili da parte delle autorità di Zagabria. “Invio ...

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SLAVIA: Dalla sottomissione alla libertà, la lunga guerra dei russi contro i mongoli

Abbiamo visto che l’ideologia dei tataro-mongoli era l’elemento distintivo rispetto alle altre popolazioni delle steppe che li avevano preceduti. Popolazioni con cui, pur tra feroci scontri, gli slavi orientali seppero trovare un modus vivendi poiché entrambi i gruppi non erano animati dalla volontà di annientare il nemico. L’idea mongola che ...

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UNIONE EUROPEA: Assalto alla BCE, scontri a Francoforte

Circa diecimila persone hanno manifestato a Francoforte, nella giornata del 18 marzo, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della Banca centrale europea (Bce). Una torre da circa un miliardo di euro, soldi che secondo i dimostranti potevano essere spesi per misure di supporto al reddito e lotta alla disoccupazione. La ...

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RUSSIA: Omicidio Nemtsov, la pista islamista è una scemenza

La versione delle autorità russe Le autorità russe hanno dichiarato che sarebbe stato l’ex tenente ceceno Zaur Dadayev a sparare all’oppositore Boris Nemtsov. Dadayev è una delle cinque persone di origine caucasica sospettate nell’omicidio dell’ex vicepremier Boris Nemtsov. Il giudice che ha confermato il suo arresto sino al prossimo 28 ...

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RUSSIA: La morte assurda di Boris Nemtsov

La morte di Boris Nemtsov, politico liberale ed esponente dell’opposizione russa, è assurda. Non era un uomo potente, guidava un partito marginale d’ispirazione liberale, e certo non rappresentava una minaccia per l’inquilino del Cremlino. E’ stato ucciso a Mosca, una città dove è difficile fare duecento metri senza incrociare un ...

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A Torino una serata per parlare di Ucraina

IL PUNTO SULLA CRISI UCRAINA con Simone Attilio Bellezza, autore di “Ucraina, insorgere per la democrazia” e Loredana Pianta, giornalista autrice del documentario “Bianco Maidan”. Modera l’incontro Matteo Zola, direttore di East Journal. Venerdì 27 febbraio, ore 19.30. Apericena, proiezione e dibattito Circolo culturale Polski Kot, via Messena 19 Torino ...

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KAZAKISTAN: Cosa contiene l'accordo di cooperazione militare con l'Italia

Da ROMA (Public Policy) – Nei giorni in cui le cancellerie europee sono in trattativa con i governi di Mosca e Kiev per una risoluzione della crisi in Ucraina, nel Parlamento italiano si discute l’approvazione di un accordo sulla cooperazione militare, che prevede anche lo scambio di armamenti ‘pesanti’, tra l’Italia e il Kazakhstan, una tra le repubbliche dell’ex ...

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