Tag Archives: Isis

IRAN: Attentato al cuore del paese. Alcuni elementi per capire

Un attacco terroristico ha colpito stamane il parlamento di Teheran e il mausoleo dell'imam Khomeini. L'ISIS ha già rivendicato l'attacco. Presentiamo alcuni elementi per capire la natura dell'attacco e comprendere la situazione nel paese. Un paese che, definito terrorista dall'amministrazione americana, è diventato oggi un'altra vittima del terrorismo.

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Perché la Turchia bombarda i curdi siriani? Intervista a Matthew Barber

Perché la Turchia bombarda i curdi a Sinjar? Intervista a Matthew Barber

Sul monte Sinjar, nell'agosto del 2014, si rifugiarono gli yazidi in fuga dall'Isis. Oggi quell'area è contesa tra Kurdistan iracheno e Baghdad, vede schierati il PKK, i peshmerga curdi e l'Isis, ed è finita sotto i bombardamenti della Turchia il 24 aprile. Abbiamo chiesto lumi sulla situazione di Sinjar a Matthew Barber, ricercatore dell’università di Chicago e uno dei massimi esperti della minoranza yazida in Kurdistan iracheno.

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Perchè l’ISIS compie attacchi (e li rivendica) in Turchia?

Perchè l'ISIS compie attacchi (e li rivendica) in Turchia?

Le mancate rivendicazioni dell’ISIS hanno sempre fatto pensare al tentativo di mantenere un basso profilo in Turchia, per non danneggiare irreparabilmente i rapporti con Ankara. Questa relazione, caratterizzata prima da grande ambiguità, con l’attentato di capodanno al Reina sembra muovere verso una nuova stagione di aperta conflittualità sul territorio turco. Perché?

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SIRIA: Assad riconquista Aleppo

SIRIA: Assad riconquista Aleppo

L’esercito di Assad ha riconquistato gli ultimi quartieri occupati dai ribelli e da decine di migliaia di civili. Sulla seconda città del paese sventola soltanto la bandiera a due stelle del regime. Ma sotto le macerie di Aleppo resta sepolta un’altra Siria, che oggi nessuno ricorda più

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SIRIA: Cosa succederà dopo la caduta di Aleppo?

SIRIA: Cosa succederà dopo la caduta di Aleppo?

La caduta di Aleppo sembra ormai questione di giorni. Il regime di Assad e i suoi alleati hanno riconquistato quasi tutta la parte est, dove una coalizione di milizie ribelli è asserragliata fin dal 2012. La fine della guerra è più vicina? Oppure il groviglio di interessi di Russia, Usa, Iran, Turchia e Israele la faranno proseguire ancora a lungo?

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SPORT 2016: Dallo Stade de France allo stadio del Besiktas

La redazione sportiva di East Journal vi propone una rassegna di fine anno di tutte le tematiche sociali e politiche che hanno attraversato lo sport in questo 2016. L'anno degli Europei e delle Olimpiadi è stato anche l'anno del terrorismo, tra preoccupazioni per la sicurezza dei grandi eventi, arruolamenti nel conflitto siriano e attentati in Europa e Turchia. Un anno iniziato sulle ceneri delle fallite bombe allo Stade de France e che si conclude con i 38 morti dell'attentato allo stadio del Beşiktaş.

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REPORTAGE: Pankisi, la valle di mujaheddin

In versione e-book, il nostro lavoro sulla Valle dei Pankisi realizzato con il contributo dei lettori di East Journal. Un racconto che affronta i nodi del fondamentalismo islamico - che dal Pankisi si allunga alla Siria, all'ISIS, e al terrorismo internazionale - e che coniuga diversi linguaggi e approcci: storia, reportage, geopolitica e fotografia. Un testo breve e agile per sapere tutto quel che c'è da sapere sul Pankisi e sui ceceni del Caucaso.

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RUSSIA: L’estremismo islamico minaccia anche Mosca?

Il recente impegno della Federazione Russa in Medio Oriente e in Siria in particolare ha fatto sorgere il rischio per Mosca di diventare anch'essa oggetto dell'estremismo islamico. Alla luce dei recenti episodi di terrorismo, quali sono i rischi per la sicurezza interna che il Cremlino dovrà fronteggiare come conseguenza dell'impegno contro lo Stato Islamico?

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SIRIA: L’intervento turco e le incertezze di Obama

L'intervento della Turchia in Siria e i capelli bianchi di Obama

Il G20 di Hangzhou è una buona cartina tornasole per capire qualcosa in più dell'intervento della Turchia in Siria. I più agitati sono i membri della coalizione internazionale contro l’Isis, Usa in testa seguiti da Uk e Francia. Mentre la Russia e la Siria di Assad (che, tecnicamente, è stata invasa) si sono limitate a blande dichiarazioni di facciata. Esattamente le reazioni contrarie di quelle che ci si potrebbe aspettare. Qualche indizio per capire il perché

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SIRIA: Altro che pace, inizia l’assedio di Aleppo

SIRIA: Altro che pace, inizia l’assedio di Aleppo | East Journal

Uno stanzone completamente vuoto. I negoziati di pace rinviati a chissà quando. Aleppo quasi accerchiata e sotto assedio. Altri siriani fuggono a decine di migliaia verso la Turchia. In queste settimane il regime di Assad e diversi gruppi ribelli dovevano dare il via al processo di Ginevra 3. Ecco perché non hanno nemmeno iniziato:

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RUSSIA: ISIS rivendica attacco in Daghestan, in un anno oltre cento vittime nella regione

RUSSIA: Alcuni combattenti dichiaratisi appartenenti allo Stato Islamico hanno rivendicato l’attacco del 29 dicembre alla fortezza di Naryn-Kala, in Daghestan, che ha portato alla morte di un ufficiale dei servizi segreti russi e al ferimento di altre 10 persone. In tutto il 2015 in Daghestan si sono contate circa 120 vittime di attentati ed episodi di violenza

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SIRIA: Tocca alla diplomazia. Ma il fronte dei ribelli è già diviso

Qualcuno ha detto che la Siria è “una scacchiera a tre dimensioni, nove giocatori e nessuna regola”. Una definizione che spiega molto bene perché è complicato trovare una soluzione per via diplomatica. Di recente ci ha provato l’Arabia Saudita con un vertice per compattare le litigiose fazioni di opposizione. Fuori dalla porta restano i gruppi più estremisti ma anche i curdi, che hanno organizzato un contro-summit e vanno per la loro strada. Tutti pronti a negoziare con il regime di Assad?

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ASIA CENTRALE: La reale minaccia dell’Isis

I presidenti dell'Asia centrale hanno più volte mostrato di temere la minaccia dell'Isis, che in questa regione ha uno dei suoi bacini di reclutamento. Un analisi dei numeri attuali mostra però che questa minaccia è stata ingigantita, mentre molti temono che l'Isis venga usato come una giustificazione per una politica repressiva anchora più dura

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Il G20 dichiara guerra al terrorismo. “L’Isis va distrutto, è il diavolo”

I leader del G20, riuniti ad Antalya, in Turchia, reagiscono compatti agli attacchi di Parigi e dichiarano guerra al terrorismo. La voce è unanime: "quello che è accaduto è un affronto all'umanità intera”. Il documento finale, allegato alle conclusioni del summit, contiene un pacchetto di misure da adottare per contrastare la minaccia globale rappresentata dai jihadisti del Califfato; tra queste maggiori controlli nel settore dell'aviazione, lotta contro chi finanzia i terroristi e blocco alla propaganda sul web.

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SIRIA: La jihad caucasica si è spostata in Medio Oriente, facendo un regalo a Mosca

SIRIA: In crisi e insidiato dall’ISIS, che vorrebbe rubargli la scena nel Caucaso, per cercare di riaffermare la propria autorità l’Emirato ha deciso di mandare una propria delegazione a combattere in Siria, contro Assad ma anche contro quei guerriglieri caucasici arruolatisi nello Stato Islamico e definiti "traditori". Questa faida interna fa però il gioco della Russia, che così esternalizza il problema del Caucaso portandolo al di fuori dei propri confini

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BANGLADESH: L’estremismo islamico si diffonde nel paese

Il Bangladesh è il terzo paese nel mondo tra le maggiori nazioni a maggioranza musulmana. La versione dell'osservanza islamica è stata storicamente moderata, pesantemente influenzata dalle fedi delle nazioni vicine e dalla tradizione sufi dell'islam, ma oggi nel paese è in atto una pericolosa escalation di fenomeni di intolleranza ed estremismo religioso. Poverissimo e con livelli di istruzione molto bassi, il Bangladesh è terreno ideale per la diffusione di idee estremiste e, non a caso, sta entrando nell'orbita di interesse di potenti organizzazioni internazionali come Al Qaeda e Isis, tra loro in lotta per l'egemonia del movimento jihadista globale.

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SIRIA: La ‘war on terror’ di Putin. Quali sono gli obiettivi di Mosca?

La Russia sta bombardando quasi tutti i gruppi armati che si oppongono al regime di Bashar al-Assad. Obama non sa che pesci prendere e dichiara che la strategia di Putin per la Siria è un disastro. La Turchia si infuria, i curdi appoggiano il Cremlino se li aiuta nella lotta all’Isis. Con l’intervento militare la Russia ha certamente cambiato le carte in tavola. Quali sono i suoi obiettivi?

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SIRIA: Palmira prima dell’Isis

Dal maggio scorso la città siriana di Palmira è caduta nelle mani dei miliziani dell'Isis. Alla tragedia della popolazione civile si aggiunge il dramma della devastazione di uno dei più affascinanti siti archeologici del mondo. Il reportage fotografico e il racconto del viaggio compiuto dal nostro Luca Vasconi, prima che avesse inizio la guerra in Siria, nella città che per la sua bellezza e il suo glorioso passato si guadagnò il soprannome di "Venezia di sabbia".

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SIRIA: La Russia inizia i bombardamenti. Contro i ribelli, non contro l’Isis

SIRIA: E' iniziato l'intervento russo in Siria

Dopo settimane di preparativi i caccia russi si alzano in volo nei cieli della Siria. Ufficialmente per combattere l’Isis, ma i primi bombardamenti hanno colpito solo i ribelli. Le bombe sono cadute nelle campagne attorno a Homs e Hama, proprio dove i ribelli stanno mettendo in difficoltà il regime di Assad. E dove l’Isis non è mai arrivato. Quali sono le intenzioni di Mosca? Come reagiranno gli Stati Uniti e i suoi alleati?

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TURCHIA: Offensiva contro l’ISIS (e il PKK)

Per la prima volta dall’inizio della guerra all’ISIS, le forze militari turche hanno attaccato postazioni dello stato islamico varcando il confine siriano. Caccia F-16 sono decollati dalla vicina base in Incirlik colpendo gli jihadisti asserragliati intorno alla città siriana di Kilis. Una reazione dopo che il 23 luglio un soldato ...

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UNGHERIA: Soldati magiari nel Kurdistan iracheno. Contro l'ISIS per affari

L’Ungheria è il primo paese dell’Europa centro-orientale ad impegnare il suo esercito nella coalizione contro lo Stato islamico.Una missione, quella autorizzata nel Kurdistan iracheno, all’insegna della difesa dei valori occidentali condivisi e di prospettive future di cooperazione economica. Con la visita del Ministro degli esteri Péter Szijjártó lo scorso quattro ...

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Lo spauracchio del terrorismo nei Balcani

di Janusz Bugajski (trad. Gianluca Samà) Il recente attacco da parte di un uomo armato alla stazione di polizia di Zvornik, in Bosnia-Erzegovina, e uno scontro fra uomini armati e polizia a Kumanovo, in Macedonia, hanno innalzato il livello d’allerta nei confronti del radicalismo religioso e del terrorismo nei Balcani. I sanguinosi incidenti hanno dato ...

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BOSNIA: Ma quale ISIS. La normalità europea dell'Islam balcanico

In principio fu Al-Qaeda. Nel dopo-11 settembre, ogni riferimento all’Islam nei Balcani venne fatto passare per le forche caudine dell’imprescindibile minaccia terroristica del gruppo di Osama bin Laden. Tra settembre e novembre 2001 i mezzi d’informazione tanto generalisti quanto specializzati si riempirono di articoli sul pericolo islamista che gravava sull’Italia ...

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TURCHIA: Erdogan non interviene in difesa di Kobane e nel paese si riaccende la questione curda

Nell’estate del 1944 i polacchi si ribellarono contro l’invasore nazista. Per due mesi lottarono strenuamente con lo scopo di liberare Varsavia prima dell’arrivo dell’esercito russo, giunto ormai alle porte della capitale dopo le vittorie sul fronte orientale. L’insurrezione fallì. La città fu completamente rasa al suolo per volere di Hitler. ...

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I curdi muoiono. I turchi stanno a guardare

Non moriranno soldati americani per difendere Kobane, non ci sarà alcun intervento turco in aiuto dei curdi impegnati nella lotta di resistenza contro le armate dell’ISIS, Queste le parole che arrivano da Washington e Ankara, per bocca del Segretario di Stato americano, John Kerry, e del presidente turco Erdogan. La ...

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RUSSIA: Lavrov all'ONU ricorda a Obama i pessimi risvolti dei "democratici" interventi armati USA nel mondo

da MOSCA – La 69a seduta dell’ONU a New York, tenutasi dal 24 al 30 settembre, è stata l’ennesima occasione per i rappresentanti di Stati Uniti e Russia di punzecchiarsi reciprocamente sulle critiche questioni diplomatiche internazionali degli ultimi anni. Come membri fondatori dell’organizzazione, il diritto-dovere di sedere allo stesso tavolo ...

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