Giovanni Catelli

Giovanni Catelli
Giovanni Catelli è nato a Cremona. Autore di prosa e poesia, i suoi racconti sono apparsi sul sito letterario Nazioneindiana, sulla Nouvelle Revue Francaise, sul Corriere della Sera e sulle riviste L’Indice, Diario, L’Immaginazione. I suoi libri sinora pubblicati sono: In fondo alla notte (Solfanelli, 1992), Partenze (Solfanelli, 1994), Geografie (Manni, 1998), Lontananze (Manni, 2003), Treni (Manni, 2008). Geografie, con una prefazione di Franco Loi, è stato tradotto in Ceco, Russo e Ucraino. Altri racconti sono stati tradotti e pubblicati in Ceco, Slovacco, Russo e Finlandese. Collabora con l'Indice dei Libri, la rivista praghese Babylon e dirige Cafè Golem, la pagina culturale di Eastjournal.net.

UCRAINA: Le ansie di Kiev e i registri dell'OSCE. I russi pronti all'intervento militare?

da KIEV – L’atmosfera nella capitale ucraina, all’inizio del lungo inverno, è pesante e carica di dubbi angosciosi. Il riarmo massiccio e plateale delle due repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk viene condotto nelle ultime settimane a ritmo intensivo e senza nessuna residua ipocrisia. Incessanti colonne di carri armati e blindati ...

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Il destino dell'Ucraina, come sempre, è deciso altrove

L’Ucraina, dopo essere riuscita a scrollarsi di dosso un regime che per corruzione superava i più tristi precedenti, ha dovuto subito ricordare che la propria collocazione geopolitica non le permette una completa autodeterminazione: la Storia, ponendola alla radice dell’impero russo, la trattiene ora nell’ombra del più potente vicino, che il ...

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La città del pane e dei postini

di Giovanni Catelli Giorgio Messori ci ha lasciato, da pochi anni, e una lieta notizia ci viene dalla ristampa recente di un suo libro molto bello, apprezzato già al momento dell’uscita. La “città del pane e dei postini” è Tashkent, e proprio là l’autore si era trasferito per insegnare letteratura ...

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Prazski poutnik

Tu arrivi ogni notte, oltre la stanchezza ed il silenzio delle pietre, l’oblio umido e pungente dell’ottobre, la fatica silenziosa e vorace, che depreda passi nelle strade, cancella rumori e voci di ritardo, soffia rapide sagome alla pena delle piazze : esaurisci, ogni volta, l’istinto cieco dello sguardo, la rincorsa ...

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Verso Karlstein

Vorrei partire, una sera della vita, verso Karlstein. Il locale mi aspetta, sempre, al primo binario di Hlavni Nadrazi, alle diciassette  e venticinque : entra in stazione, lentissimo, si arresta come in sogno, accanto al marciapiede basso degli anni lontani, apre le sue porte, ormai elettriche, sui neon fiochi, le ...

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Il fallimento di Gorbaciov

di Giovanni Catelli Il fallimento di Gorbaciov – Osvaldo Sanguigni, Manifestolibri Il 25 dicembre del 1991 veniva calata per sempre dal pennone del Cremino la bandiera rossa, sostituita dal tricolore della Russia : in seguito a quattro mesi di incredibili eventi l’Unione Sovietica scompariva dalla Storia, dopo 70 anni di ...

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Jan Skacel, il colore del silenzio

di Giovanni Catelli “Sono solo un poeta, un radar sotto i tigli. Non sta a me rispondere. Io domando.” Jan Skacel è uno dei più grandi poeti cechi del novecento, e si può  salutare con gioia la pubblicazione della sua prima antologia in lingua italiana, presso le Edizioni Metauro, a cura di ...

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E' Oriente, di Paolo Rumiz

di Giovanni Catelli Paolo Rumiz è un grande conoscitore dei Balcani, di quel magma geografico e umano ancora lontano da una nostra percezione precisa, pur molti anni dopo la caduta del muro di Berlino, e dopo la guerra nell’ex-Jugoslavia, tanto sanguinaria e crudele quanto ancora non bene compresa nelle sue ...

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UCRAINA: La Signora del buio.

di Giovanni Catelli Nelle sere d’inverno, al diradarsi delle folle sul Kreschatik, la Signora del buio riappare. Quando le cifre rosse sulla torre del Maidan segnano le ventitré, e il carillon sparge le sue note di commiato all’aria gelida, la Signora spalanca le porte del suo arrivo e si fa ...

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UNGHERIA: Sirene a Budapest

  I tram non ritornano, da anni, lungo la via Thököly. I binari, inflessibili, proseguono senza timore, verso la distanza, i grigiori vuoti, l’orizzonte. Ogni giorno alle sedici, nelle giornate d’inverno, s’accendono i bulbi giallastri della pubblica luce, mentre la sera già fugge dal cielo, con insospettata sincronia, verso il ...

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