UCRAINA: Kiev deve rinunciare alla Nato per non perdere tutto

Sono ore decisive per la crisi ucraina, le trattative ruotano attorno all’adesione di Kiev alla NATO. Rinunciarvi potrebbe evitare la catastrofe

Mentre la crisi ucraina sta avvicinandosi alle sue ore cruciali, sembra delinearsi con maggiore chiarezza una possibile trattativa: precisamente su un punto che da sempre appariva decisivo per la Russia: il possibile ingresso dell’Ucraina nella Nato.

Tutto è partito da un’intervista dell’ambasciatore ucraino in Gran Bretagna, Vadym Prystaiko, in cui il diplomatico si mostrava disponibile all’idea che l’Ucraina rinunciasse alla propria richiesta di far parte della Nato. In seguito l’affermazione è stata corretta, ma ha scatenato un cortocircuito di reazioni positive: il portavoce del Cremlino, Peskov, ha affermato di ritenere fondamentale l’impegno dell’Ucraina a non aderire alla Nato. «Sarebbe un passo che potrebbe contribuire considerevolmente a formulare una risposta più significativa alle preoccupazioni russe».

In seguito poi il Ministro degli Esteri Lavrov ha dichiarato di scorgere chances di accordo. Il cancelliere Scholz, in visita a Kiev prima di recarsi domani a Mosca, ha dichiarato che l’ingresso di Kiev nella Nato “non è in agenda”.

Al termine della giornata il portavoce Peskov ha dichiarato che il presidente Putin è “disponibile a negoziare”. Ora sarà fondamentale verificare quali garanzie concrete saranno necessarie alla Russia per arrestare la sua macchina bellica, che appare ormai quasi completamente schierata.

La Nato verrebbe meno ai propri principi escludendo formalmente un paese da una futura associazione, ma se fosse l’Ucraina a rinunciare all’adesione, in tal caso nessun principio verrebbe violato. Il problema è che nel 2019 Kiev ha modificato la Costituzione ucraina, fissando l’adesione alla Nato come obiettivo della nazione, quindi sarà necessario rivedere questa decisione.

Il momento è cruciale: una mancanza di elasticità su questo punto da parte dell’Ucraina potrebbe essere fatale. Sinora Francia e Germania si erano dichiarate contrarie a un ingresso dell’Ucraina nella Nato, bloccandone l’ingresso nel 2008 contro i desiderata dell’amministrazione Bush, quindi concretamente il paese non ha tuttora possibilità di essere ammesso, viste le conseguenze da sempre paventate nell’alleanza da parte della Russia. Il Presidente Putin ha più volte ribadito che, dato l’impegno preso dall’Ucraina di recuperare la Crimea, nel caso il paese fosse accolto nella Nato, un possibile attacco alla Crimea darebbe luogo a una guerra mondiale.

Le prossime ore saranno decisive, con l’incontro del Cancelliere Scholz con il Presidente Putin. Si può immaginare che verranno effettuate forti pressioni su Kiev perché accetti di riconsiderare la propria posizione riguardo alla Nato. Quello è il punto cruciale intorno a cui ruota la crisi. Ora non ci sono più dubbi al riguardo, e il tempo stringe. Ci si augura che l’Ucraina possa offrire un’apertura in tal senso, in caso contrario il paese potrebbe affrontare la catastrofe.

Immagine da Ria.ru

Chi è Giovanni Catelli

Giovanni Catelli, cremonese, è scrittore e poeta, esperto di cultura e geopolitica dell’Europa orientale. Suoi racconti sono apparsi in numerose testate e riviste, tra cui il Corriere della Sera, la Nouvelle Revue Française, Nazione Indiana, L’Indice dei Libri. Ha pubblicato In fondo alla notte, Partenze, Geografie, Lontananze, Treni, Diorama dell'Est, Camus deve morire, Il vizio del vuoto, Parigi e un padre (candidato al Premio Strega 2021). Geografie e Camus deve morire (con prefazione di Paul Auster) sono stati tradotti in varie lingue. Collabora con Panorama e dirige Café Golem, la pagina di cultura di East Journal. Da più di vent'anni segue gli eventi letterari, storici e politici dell'Europa orientale, e viaggia come corrispondente nei paesi dell'antico blocco sovietico.

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