UCRAINA: Altro che guerra fredda: Parigi vende navi da guerra al Cremlino

Quattrocento marinai russi sono arrivati nel porto francese di Saint-Nazaire per iniziare l’addestramento tecnico in vista della consegna alla Russia della prima nave di classe Mistral prevista nell’accordo del 2011. La Vladivostok sarà consegnata in autunno, mentre nel 2015 avverrà la consegna della Sevastopol, la seconda portaelicotteri d’assalto di alta tecnologia venduta alla Marina russa in barba alle proteste americane per l’annessione manu militari della Crimea. Ora che la crisi ucraina sembra, momentaneamente, defilarsi dalle prime pagine dei giornali, riprendono il sopravvento le convenienze europee negli scambi commerciali, energetici e militari con la Russia.

Sorvolando sul fatto che il partner economico ha sostanzialmente invaso e occupato un territorio di un paese europeo per la prima volta dopo il 1945, i tre paesi più legati all’interscambio con Mosca, Francia (tradizionalmente filorussa), Germania e Italia, che intrecciano dipendenza energetica e lucrosi affari e concessioni con Gazprom, procedono indifferenti nelle abituali relazioni. La consegna delle navi francesi, per un valore di 1,2 miliardi di euro, rappresenta in effetti una seria incongruenza dopo le tonanti dichiarazioni seguite all’occupazione della Crimea. Un esperto militare russo aveva dichiarato tempo fa che la guerra vittoriosa del 2008 contro la Georgia, vinta nel giro di ventiquattro ore, con queste navi sarebbe durata ventiquattro minuti. Si tratta di navi ad alta tecnologia, portaelicotteri d’assalto anfibio, Landing Helicopter Dock (LHD) secondo la denominazione NATO, che possono portare sedici elicotteri d’assalto, tredici carri armati, cinquanta blindati e settecento uomini di truppa.

Mentre i paesi NATO confinanti con la Russia tremano all’idea che il potente vicino abbia iniziato un nuovo corso aggressivo in politica estera, la Francia dimostra nella sostanza la direzione dei propri interessi: la costruzione delle navi è infatti parte di un più ampio partenariato militare volto a condividere tecnologie ed armamenti.

In Ucraina il presidente Poroshenko ha dichiarato la fine della tregua con le forze separatiste che occupano parte del Donbass, ma si teme una recrudescenza degli scontri ora che le forze in campo hanno profittato della tregua per rafforzarsi. La Russia intende mantenere questa dolorosa spina nel fianco dell’Ucraina per frenare la corsa ad occidente già iniziata con gli accordi di Bruxelles dei giorni scorsi, e la più temuta concessione di basi NATO, la vera ossessione di Putin, che proprio per evitare una possibile infiltrazione nella preziosissima Crimea ne ha ordinato l’occupazione. I toni della propaganda si sono abbassati, più che per l’evidenza dei fatti, sempre apparsa limpida agli osservatori indipendenti, per evitare un ulteriore inasprimento delle sanzioni occidentali, finora mantenute a livelli irrisori.

La sostanza rimane invariata: la Crimea è stata ormai sottratta all’Ucraina, e la regione del Donbass profondamente infiltrata da forze che non permettono al paese aggredito una vita politica ed economica normale, tenendolo sotto permanente ricatto. Putin raggiunge con fermezza i propri obiettivi. La sezione regionale di Saint-Nazaire del Front National, il partito fascistoide francese che ha ottenuto grande successo alle elezioni europee, ha dichiarato il proprio benvenuto ai marinai russi giunti per l’addestramento sulle navi militari. Anche l’estrema destra europea sta con Putin.

Chi è Giovanni Catelli

Giovanni Catelli è nato a Cremona. Autore di prosa e poesia, i suoi racconti sono apparsi sul sito letterario Nazioneindiana, sulla Nouvelle Revue Francaise, sul Corriere della Sera e sulle riviste L’Indice, Diario, L’Immaginazione. I suoi libri sinora pubblicati sono: In fondo alla notte (Solfanelli, 1992), Partenze (Solfanelli, 1994), Geografie (Manni, 1998), Lontananze (Manni, 2003), Treni (Manni, 2008). Geografie, con una prefazione di Franco Loi, è stato tradotto in Ceco, Russo e Ucraino. Altri racconti sono stati tradotti e pubblicati in Ceco, Slovacco, Russo e Finlandese. Collabora con l'Indice dei Libri, la rivista praghese Babylon e dirige Cafè Golem, la pagina culturale di Eastjournal.net.

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5 commenti

  1. La cosa sconcertante è lo sconcerto che l’estensore dell’articolo fa trapelare nello scoprire, guarda un pò, che i rapporti con la Russia sono strategici e ormai irrinunciabili. Con buona pace dei paesi NATO confinanti con la Russia. Una nuova guerra fredda la desiderano solo gli imbecilli, che fortunatamente restano ancora una sparuta minoranza, anche se gode di buona stampa. Certo, c’è chi non capisce neanche l’ovvio. In tal caso, sarebbe divertente vedere le facce di tanti russofobi a tre palle un soldo se si chiedesse loro di tirare fuori, di tasca propria, i 500 milioni di euro che Rosneft ha messo in Pirelli, ad esempio. Pedagogia del portafoglio.

  2. Allora ipocrisia pura? Un Hollande parac*** e venduto per qualche milioni di dollari? E dove sono i principi? E non dimentichiamo che la signora Merkel era perfettamente d’accordo.
    Ma allora Putin è il grande burattinaio e i tremebondi europei sono pronti a vendersi per qualche metro cubo di gas?
    Però, però chi ha veramente il coltello dalla parte del manico?
    Quando nel 2009 Sarkosy firmò la il contratto, dichiarò che questo era il superamento definitivo della Guerra Fredda, un mese fa la signora Merkel giustificò lo la decisione di Hollande di onorare il contratto sottolineando che il materiale militare era previsto SOLO dalla “fase tre” delle sanzioni e quindi al momento fuori dalle decisioni prese dalla UE.
    Certo che in risposta ad una aggressione militare, escludere il materiale militare….
    Ma la “frase tre” deve essere applicata in caso di intervento militare russo diretto o indiretto ma provato.
    E in quel caso non ci sono grandi scappatoie.
    E allora Putin non può invadere l’Ucraina pena l’applicazione della “fase tre” e la perdita dei gioiellini moderni indispensabile per una vera modernizzazione della flotta russa.
    Conseguenza: il governo di Kyiv ha almeno qualche mese o addirittura un anno per riportare l’ordine nell’est Ucraina, o almeno così sembrerebbe.
    Considerazione di contorno: la pretesa di grande potenza da parte della Russia si base su tecnologie straniera quindi al di fuori del suo controllo… inoltre con questo ammetti che la tua industria nazionale non è in grado di produrla. Ricordiamo che il 30% del materiale militare di consumo dell’esercito russo era prodotto in Ucraina.
    Nessuna meraviglia che la destra francese sia favorevole alla Russia putiniana: in fondo il conservatorismo, il tradizionalismo, la difesa dei “sani valori” sono le parole d’ordine di Putin.

  3. Esatto, i principi sono ipocrisia pura. Un cordiale benvenuto sul pianeta Terra.

  4. Non so che ne pensi l’autore, ma so che ne pensa la Treccani. “Fazioso: seguace di una fazione politica […] nell’uso moderno, di persona che subordina tutto alla propria ideologia assumendo consapevolmente atteggiamenti privi di obiettività”.

    Farsi dare del fazioso da uno che ha una bandiera rossa con falce e martello come simbolo, credo vada a merito dell’autore.

    K.

  5. 7 luglio – Il presidente della Germania Joachim Gauck ha criticato i tedeschi che nel mezzo della crisi ucraina esprimono la loro comprensione riguardo alla politica di Vladimir Putin. Lo ha detto in un’intervista al canale televisivo ZDF, riporta la Deutsche Welle.

    7 luglio – La situazione resta tesa, a causa della presenza dei terroristi in sette città delle regioni di Luhans’k e di Donets’k (Donets’k, Horlivka, Luhans’k, Snizhne, Antratsyt, Krasnodon, Severodonets’k).

    7 luglio – Nel corso della giornata, a Slovians’k, la città liberata dai terroristi, sono state rimosse 700 mine, – ha comunicato il portavoce del Centro informazioni del Consiglio si Sicurezza e di Difesa Nazionale Andriy Lysenko.

    7 luglio – Vladimir Putin in un anno ha perso quasi il 30% di fiducia da parte degli abitanti del Donbas. Ora la percentuale è del 36,5%, mentre un anno fa era del 67%.

    7 luglio – Il famoso neonazista russo Vladimir Zhyrinovskiy è stato messo a capo della lista del partito alle elezioni per la cosiddetta Assemblea legislativa di Sevastopol’. Non possiamo ancora congratulare gli abitanti di Sevastopol’ con la vittoria sul nazismo.

    7 luglio – Alle ore 13 circa, nella regione di Donets’k, nei pressi di Novobakhmutivka, i terroristi hanno fatto saltare in aria un ponte ferroviario, – ha comunicato il servizio stampa dell’Amministrazione regionale di Donets’k.

    7 luglio – Gli abitanti di Slovians’k hanno consegnato ai militari ucraini due terroristi, entrambi cittadini russi; i terroristi erano in fila per ottenere il cibo che veniva distribuito in qualità di aiuto umanitario alla popolazione civile da parte dei militari ucraini.

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