CURVA EST: La cenerentola georgiana che parla un po’ italiano

Sulle sponde del Mar Nero georgiano volano i gabbiani. Garriscono, stridono quando vedono le navi, prima di posarsi sulle spiagge di Batumi. Ma c’è un gabbiano che in questi giorni sta volando più in alto di tutti gli altri. E’ il gabbiano della Dinamo Batumi, che dal simbolo della squadra spicca il suo volo fino alla testa della classifica del campionato georgiano, vicino come non mai allo storico traguardo: diventare campione nazionale.

Un italiano in Caucaso
Per farci raccontare questa storia abbiamo contattato Edoardo Ciampelletti, italiano trapiantato in Georgia, appassionato di calcio, ma soprattutto tesoriere della squadra. Ci spiega che è finito in Caucaso un po’ per caso, lavorando per un fondo di investimento che ha acquisito il 40% della squadra, gli è stato proposto questo ruolo e lui, da amante del pallone, ha accettato con entusiasmo. Insieme a lui abbiamo provato a delineare le caratteristiche della sua squadra, ma anche a tracciare un quadro del calcio georgiano.

Come è facilmente intuibile il campionato è nato agli inizi degli anni Novanta, dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, ed è passato da svariati restyling e cambi di formula. L’ultimo è avvenuto due anni fa e ha stabilito che il campionato di prima divisione si chiama Erovnuli Liga, ha dieci squadre che si affrontano per quattro volte secondo un girone all’italiana. La prima classificata è campione nazionale, la seconda e la terza hanno accesso alle coppe europee, l’ultima retrocede, mentre la penultima e la terzultima disputano uno spareggio per decidere la permanenza in categoria. Il campionato si gioca da marzo a novembre.

Gioie e dolori del calcio georgiano
“La caratteristica principale della prima divisione è che una squadra che vince il campionato l’anno successivo potrebbe passarsela molto male. Ci sono parecchie variabili e le squadre salgono e scendono con una velocità che raramente si vede altrove”. E basta guardare quello che è successo negli ultimi anni per dare ragione a Ciampelletti. Il Dila Gori è stato campione nel 2015 e oggi lotta per non retrocedere. La Torpedo Kutaisi ha vinto il titolo nel 2017 ed è arrivata a un passo dai gironi di Europa League 2018/19, vincendo due turni. Oggi veleggia a metà classifica con i giocatori che vogliono scappare perché i soldi sono finiti. “Be’ qui ci sarebbe da capire come sono stati spesi i proventi della Coppa. Si parla di un milione di euro, che per il calcio georgiano è un’enormità, dilapidato dal presidente in pochissimo tempo, per scopi del tutto personali”, ci racconta Ciampelletti. “I giocatori volevano scappare. Dopo la partita contro di noi, il marcatore del 2-2 della Torpedo è rimasto a Batumi e l’abbiamo acquistato perché a Kutaisi non prendeva più lo stipendio da diverso tempo”. Ci sono problemi di infrastrutture: “Quando gli ispettori Uefa visitarono lo stadio del Chikhura Sachkhere che doveva giocare in Europa, gli dissero che in quelle condizioni l’impianto non poteva ospitare più di 200 persone”, e alla fine giocarono a Tbilisi. L’altra grande piaga è il calcioscommesse, soprattutto nelle squadre di bassa classifica, quando i soldi scarseggiano, si vedono cose che poco hanno a che fare con il calcio. “E ci sono dei figuri che girano per i campi suggerendo sostituzioni e dando indicazioni in cambio di ritorni economici”.

Poi ci sono anche le squadre vincenti, come la storica Dinamo Tbilisi, unica squadra georgiana che può vantare un titolo europeo in bacheca, la Coppa delle Coppe del 1981, e moltissime partecipazioni da protagonista al campionato dell’Unione Sovietica. “Da tre anni non vince il titolo, ma sono sempre molto temibili”. Il proprietario è Roman Pipia, un importante investitore georgiano, molto attivo in Russia, uno a cui non mancano certo le disponibilità finanziarie per far volare la sua squadra. L’altra faccia di Tbilisi invece è rappresentata dal Saburtalo, squadra nata nel 1999, per idea dell’ex ministro dello Sport e importante uomo d’affari, T’ariel Khechik’ashvili. Gli appassionati di calcio la definirebbero un plastic club perché di fatto ha pochissimo seguito e lo stadio è praticamente quasi vuoto. Eppure il Saburtalo è il campione in carica.

Lo sprint decisivo verso il titolo
Il campionato finirà il 30 novembre, dopo 36 partite, ma oggi, alla 28esima giornata, la situazione vede la Dinamo Batumi prima con 58 punti e la Dinamo Tbilisi seconda con 57 e una partita da recuperare (il 2 ottobre, derby con il Saburtalo in casa). Il 6 ottobre si terrà lo scontro diretto, a Batumi. “Siamo già riusciti a batterli, dobbiamo solo ripeterci”. Comunque andrà per la Dinamo Batumi sarà una grande stagione, basti pensare che è una neopromossa. “Abbiamo fatto un buon mercato per essere subito competitivi, volevamo arrivare fra le prime tre, per andare in Europa, ma ormai siamo qui, ce la giochiamo fino alla fine”. La dirigenza ha messo sotto contratto due brasiliani e un nigeriano. La stella è Flamarion, scuola Palmeiras, classe 1996, che ha già segnato 14 gol, solo tre in meno di Levan Kutalia, una specie di mostro sacro da quelle parti. Ma la squadra ha anche una bella ossatura georgiana con giocatori come l’attaccante Vlademir Dvalishvili, il centrocampista Jaba Jigauri e il terzino Giorgi Navalovski. Insomma la rosa a disposizione del mister George Geguchadze è di tutto rispetto.

Oggi gioca le partite al Dinamo Batumi Base, una specie di centro sportivo che può contenere circa mille e cinquecento spettatori, “ma in Georgia spesso i tifosi si mettono in piedi anche in altre zone dello stadio, e nelle partite di cartello raggiungiamo anche i sette o ottomila spettatori”. Ad ogni modo quello della squadra è un progetto di lungo periodo e per questo stanno pensando a un nuovo stadio “Lo stiamo già costruendo e avrà ventimila spettatori. Sarà un progetto avveniristico, il disegno è stato realizzato da un architetto del Kuwait”, spiega Ciampelletti. Non manca neanche il gruppo ultras a seguito della squadra, i Pirates. “Seguono sempre la squadra in casa e in trasferta, incitano, contestano quando andiamo male. Saranno circa 400-500 persone”.

La bacheca della Dinamo Batumi può vantare soltanto una coppa nazionale vinta nel 1997/98 e una supercoppa ottenuta l’anno successivo. Oggi, a 96 anni dalla fondazione, ha l’occasione di salire sul gradino più alto del podio e vincere il titolo nazionale. La partita del 5 ottobre ci dirà quanto in alto può volare il gabbiano della Dinamo Batumi.

Foto: Dinamo Batumi 1923 Official Facebook Page

Chi è Gianni Galleri

Autore del libro "Curva Est. Un viaggio calcistico nei Balcani" e animatore dell'omonima pagina facebook, cura la rubrica calcistica di East Journal.

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