BULGARIA: Attacco a Rainbow Hub. Intervista all’attivista LGBTI Gloriya Filipova

Il 30 ottobre un gruppo di dieci persone ha fatto irruzione nella sede di Rainbow hub, l’unico centro LGBTI di Sofia, saccheggiando e letteralmente devastando quanto si trovava al suo interno. Nel corso dell’attacco, tra i più violenti mai avvenuti in Bulgaria, è stata colpita l’attivista Gloriya Filipova. L’abbiamo incontrata per parlare della difficile situazione della comunità LGBTI bulgara alla vigilia delle elezioni, previste per il 14 novembre.

Prima di tutto, ti va di raccontarci come è avvenuta l’aggressione?

Un piccolo gruppo, guidato da Boyan Rasate, è entrato con la forza nella struttura e ha iniziato a distruggere mobili, attrezzatura tecnica, qualsiasi cosa su cui riuscissero a mettere mano. Hanno ricoperto i muri e i nostri manifesti di vernice spray. Quando ho provato ad impedire loro di entrare, Rasate mi ha colpita in pieno viso. Boyan Rasate è un nazionalista famoso per le proprie prese di posizione omolesbobitransfobiche, che ricopre una posizione di leadership nel partito “Unione nazionale bulgara – Edelweiss” (Bălgarski natsionalen săjuz – Edelweiss) ed è attualmente candidato per le elezioni presidenziali.

Avete ricevuto solidarietà da parte delle istituzioni e società civile? 

Abbiamo ricevuto una quantità veramente impressionante di messaggi di solidarietà da istituzioni, ambasciate, singoli cittadini e organizzazioni sia nazionali che internazionali [N.d.R: tra cui anche l’ambasciata italiana]. Il giorno dopo l’aggressione Vladislav Penev, candidato per i Verdi, ha visitato Rainbow Hub per esprimere la propria solidarietà e fare una donazione per le spese di riparazione del centro. Anche altri rappresentanti politici hanno condannato l’attacco ed è stata una sorpresa positiva per noi, di solito rimangono silenziosi quando si tratta di diritti LGBTI.

Credi che quanto accaduto possa avere un impatto sulle elezioni, ormai imminenti?

Il 14 novembre sono previste le elezioni parlamentari e presidenziali. Ci sono già state votazioni parlamentari ad aprile e giugno, ma non è stato possibile formare una coalizione di governo. Purtroppo, in queste occasioni i gruppi di estrema destra hanno preso di mira la comunità LGBTI per attirare il voto conservatore. In tutti i turni abbiamo assistito a numerosi attacchi omolesbobitransfobici: nel corso dell’ultimo anno, sia il nostro centro Rainbow Hub che un altro spazio LGBTI friendly chiamato The Steps sono stati più volte colpiti da atti vandalici, tutti gli eventi del Pride di Sofia sono stati oggetto di minacce o aggressioni dall’estrema destra e ci sono stati anche casi di veri e propri pestaggi a Plovdiv.

Durante il primo Pride della città di Burgas, a maggio, siamo stati circondati da un gruppo di manifestanti anti-Pride che ci ha colpito più volte con petardi, bottiglie e pietre. Sono azioni organizzate dai partiti di estrema destra per restare sotto i riflettori e cercare voti tra i conservatori. Credo che anche questo attacco mirasse ad attirare consensi per Rasate, ma non credo che avrà successo. Il sostegno che abbiamo ricevuto è stato enorme: forse l’Unione nazionale bulgara otterrà qualche preferenza in più, ma difficilmente avrà un peso decisivo sul voto finale.

Come è stato creato Rainbow Hub e quali sono le vostre principali attività? 

Rainbow Hub è nato nel 2018 ed è il primo – al momento l’unico – centro LGBTI in Bulgaria, con lo scopo di offrire uno spazio sicuro e accogliente per la comunità LGBTI in Bulgaria. E’ gestito da due organizzazioni no profit, Bilitis e GLAS. Io lavoro per l’associazione Bilitis e al centro Rainbow Hub teniamo varie attività come gruppi di ascolto per giovani LGBTI, donne queer, persone trans e intersex, persone bisessuali. L’ong GLAS si occupa soprattutto di organizzare gruppi di lettura, cineforum e serate di giochi da tavola a tematica LGBTI. Entrambe le associazioni sono attive in svariate aree: educazione, creazione e diffusione di materiale divulgativo, azioni legali e di advocacy.

Qual è la situazione dei diritti LGBTI in Bulgaria? 

In termini di legislazione, la Bulgaria ha adottato una normativa antidiscriminatoria per garantire parità di trattamento sul posto di lavoro, indipendentemente da orientamento sessuale e “cambiamento di sesso/genere” (non viene definito in maniera precisa) [N.d.R: si tratta del Regolamento europeo antidiscriminazione, una normativa che è stata introdotta per effetto dell’adesione all’UE]. Al di fuori di questa legge non esistono tutele per le persone LGBTI: non c’è alcuna penalizzazione dei crimini d’odio, anche se è un tema che sta entrando nel dibattito pubblico a causa di questo attacco. Non c’è nessun riconoscimento legale per le coppie LGBTI né alcuna forma di protezione per le loro famiglie e figli. Non esiste una procedura chiara per la transizione e la rettifica dei dati anagrafici per le persone trans; gli individui intersex sono ancora costretti a subire interventi chirurgici non necessari per la propria salute.

In quanto all’accettazione, abbiamo visto un calo preoccupante in questi anni. Dal 2018 ci sono state pesantissime campagne anti-LGBTI organizzate sia dall’estrema destra che da movimenti religiosi conservatori, i quali sono purtroppo riusciti nel loro intento di ridurre la tolleranza sociale. Se penso al movimento per i diritti civili, però, credo che stiamo andando nella direzione giusta: la comunità sta diventando più visibile e più forte, siamo molto uniti e ho fiducia che con i nostri sforzi riusciremo a cambiare la situazione.

Quale ritieni sia la priorità, in questo momento, per la comunità LGBTI in Bulgaria?

Siamo impegnati a promuovere cambiamenti positivi su tutti i fronti ed è difficile scegliere una questione sopra le altre. In questo particolare momento, l’aggressione a Rainbow Hub ha portato molta attenzione sul tema dei crimini d’odio, quindi stiamo cercando di mobilitarci per chiedere la penalizzazione dei reati d’odio motivati dall’appartenenza della vittima alla comunità LGBTI.

Quali sono i vostri progetti come Rainbow Hub per l’immediato futuro? 

Stiamo lavorando per mettere in sicurezza e risistemare la struttura, oltre a dare sostegno psicologico alle persone presenti durante l’attacco. Allo stesso tempo stiamo cercando di portare avanti tutti i nostri progetti: le attività saranno probabilmente sospese anche per le prossime settimane, ma stiamo continuando a lavorare per creare condizioni di vita migliori per tutte le persone LGBTI in Bulgaria e questo atto criminale non ci fermerà.

 

A seguito della richiesta del Procuratore generale, la Commissione elettorale ha tolto l’immunità di cui Boyan Rasate godeva in quanto candidato alle presidenziali. Il 3 novembre è stato tratto in arresto e si trova attualmente in custodia cautelare con l’accusa di atti vandalici, lesioni e atti gravemente pericolosi per l’ordine pubblico. Il politico rischia fino a 5 anni di carcere. Nel frattempo, aumentano le proteste a sostegno della comunità LGBTI nel Paese, che si avvicina diviso e a fatica al terzo turno elettorale in meno di un anno. 

 

Immagine:  Facebook

Chi è Maria Savigni

Nata a Lucca nel 1994, si è laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa. Durante un soggiorno studio in Polonia si è perdutamente innamorata della Mitteleuropa e della sua storia. Si interessa in particolare di diritti, questioni di genere e cultura ebraica.

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