SLAVIA: Artemisia o prezzemolo? La mavka nella tradizione pasquale dell’est Europa

di Claudia Bettiol e Vitaliia Fedorova*

Nel web si incontrano spesso studi e ipotesi che mettono in luce le radici pagane di una delle feste più importanti per la religione cristiana: la Pasqua. A tal proposito, nel 2013, l’antropologo Krystal D’Costa ha voluto studiare le origini del meme “Truth of Easter”, a suo tempo molto popolare su Facebook. Anche se sappiamo che i social media difficilmente potrebbero essere considerate fonti valide e affidabili, un gran numero di persone, basandosi sulla somiglianza fonetica delle parole inglesi Easter e Ishtar, era convinto che esistesse un rapporto diretto tra le tradizioni pasquali cattoliche e il culto dell’antica dea dell’amore babilonese Ishtar

Nel suo breve articolo uscito su Scientific American, l’antropologo sottolinea alcune incongruenze logiche confutando questa teoria, ma rivelando anche al lettore come sia impossibile negare una relazione storica tra le tradizioni pasquali e gli antichi riti pagani. Nelle diverse parti del mondo, infatti, i culti della fertilità e le cerimonie primaverili si sono trasformati ed evoluti, dando vita a leggende e immagini specifiche per ogni cultura.

Il “Giovedì delle Niavka

Nella cultura slava ortodossa – come in quella cattolica – la Pasqua è preceduta dalla Settimana Santa. Ognuno di questi giorni è dedicato agli eventi della vita di Cristo prima della sua risurrezione: l’ultima cena, il processo di Gesù, la crocifissione e la sepoltura. Oggi, il giovedì prima della Pasqua, o giovedì santo, si chiama anche “giovedì puro”, ma un secolo fa in alcune regioni portava il nome di “Pasqua delle Niavka”.

Il termine niavka deriva dal protoslavo nav (navь), che significa ‘morto’ o ‘mondo dei morti’. Nel folklore ucraino le navka – o niavka o mavka – sono le cosiddette ‘sirene delle foreste’, simili alla sirene della tradizione orale slava, le rusalka. Ma, a differenza di queste, le mavka non hanno schiena: guardandole da dietro, ne scorgerete i polmoni verdi, il cuore che batte e gli intestini muti. Vengono descritte come giovani fanciulle dai capelli lunghi verdognoli, prive di coda, che danzano in luoghi dove l’erba non cresce, attirando gli uomini a ballare insieme a loro per indurli alla morte, solleticandoli. Gli antenati credevano che fosse anche possibile sposarsi con una mavka, ma questo matrimonio non sarebbe stato felice.

Il “Giovedì delle Niavka” ha una correlazione diretta con la “Settimana delle Rusalka” (la settimana che precede Pentecoste), anch’essa chiamata la “Pasqua dei morti”. Secondo la leggenda, la notizia della risurrezione di Cristo raggiunge il mondo dei morti più tardi, quindi questi ultimi celebrano la Pasqua poche settimane dopo, svolgendo i loro servizi divini e pentendosi dei loro peccati come se fossero ancora vivi: si recano in chiesa guidati da un pastore morto che non ha paura né della croce né delle preghiere e, quando incontrano una persona viva, cercano di strangolarla – in realtà, la vogliono accarezzare, ma poiché non sentono niente, non sono in grado di gestire la loro forza. Durante questo periodo, le sirene sono particolarmente attive e camminano liberamente tra le persone vive.

Artemisia o prezzemolo?

Nel folklore orale dei popoli slavi orientali è diffusa la credenza che una sirena, all’incontro con una persona viva, le ponga una domanda trabocchetto: “Artemisia o prezzemolo?” (Полынь или петрушка?). Se la risposta è “prezzemolo” (петрушка), la persona abbraccerà la morte mentre la sirena le sussurrerà “Sei il mio tesoro”  (“Ты моя душка!”); se, invece, è “artemisia” (полынь) la rusalka scomparirà sibilando: “Tu stesso perirai!” (Сам ты сгынь).

Se, però, una rusalka può essere scacciata con l’artemisia, questa pianta non ha lo stesso effetto su una mavka: questa non teme né piante come artemisia, aglio o assenzio, né tanto meno l’argento, tanto che riesce a oltrepassare ogni barriera. Una mavka può solo essere ingannata: la mavka si prende molta cura dei suoi lunghi capelli, quindi se le si offre un pettine, si lascerà pettinare e poi se ne andrà. La si può anche prendere in giro: le mavka amano il divertimento (probabilmente è per questo che uccidono facendo il solletico) e lasciano andare quelli che riescono a farle ridere. Mentre la rusalka attacca chiunque per puro divertimento, una mavka, nella maggior parte dei casi, se la prende con i giovani e lo fa inavvertitamente

Da Ivan Kupala a Lesja Ukrainka

La leggenda narra che la prima mavka fu Kostroma, dea della fertilità slava il cui nome deriva da костёр (koster), la parola russa per “falò”. Ingannata dagli dei del pantheon slavo pagano, sposò suo fratello Kupala, dio dell’amore il cui nome è collegato al significato di lavarsi in acqua (kupat’sja). I due, subito dopo aver scoperto la verità sul loro incesto, si suicidarono: Kupala si gettò nel fuoco – da qui la tradizione della festa estiva slava di Ivan Kupala – mentre Kostroma si annegò. Da quel giorno Kostroma vede il suo amore passato nei giovani ragazzi che incontra lungo la sua strada e, quando ne vede uno, cade in una sorta di trance, dopodiché lo abbraccia e lo trascina in acqua. Solo sott’acqua capisce il suo sbaglio e lascia andare il giovane. Ma è troppo tardi: a quel punto lui è già morto.

Gli antropologi affermano che l’apparizione delle mavka come personaggi della cultura slava è associata ai rituali della fertilità primaverile, in riferimento al fatto che le mavka apparivano quando la terra iniziava a ricoprirsi dei primi germogli. Dopo la diffusione del cristianesimo, la convinzione che le mavka fossero vili o spiriti della foresta fu sostituita dalla convinzione che fossero in realtà anime di bambine morte prima del battesimo o non battezzate affatto.

Nel famoso poema “Il canto della foresta” della poeta ucraina Lesja Ukrainka (da cui è stato tratto un film d’animazione, attualmente in produzione), la mavka simboleggia, da un lato, la poesia della natura e, dall’altro, la bellezza dei più alti impulsi ideologici dell’anima, che si oppongono al rozzo materialismo della vita quotidiana, e che, incapaci di resistere alla pressione, muoiono.

 

*Vitaliia è una giovane filmmaker indipendente ucraina laureata in pittura e arti visive a Milano.

Immagine: Mavka e mitologia slava

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