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ECONOMIA: Benvenuto Fmi! Tutti pronti al test della realtà?

di Kaspar Hauser

Entro fine novembre il Fondo monetario internazionale invierà i primi ispettori per vigiliare sul fatto che il governo italiano realizzi le riforme (liberalizzazioni, controllo dei conti pubblici, riforma delle pensioni) che si è impegnato ad attuare. Ogni tre mesi l’Fmi pubblicherà i risultati delle sue verifiche. Su questi risultati si stabilirà la credibilità del nostro Paese da cui dipende l’andamento dei nostri titoli e la conseguente tenuta della nostra economia.

Dal G20 di Cannes è così venuta la “smentita della smentita” fatta dal primo ministro Silvio Berlusconi che aveva in prima istanza negato il monitoraggio del Fmi. Non si tratta di fondi, come nel caso greco, poiché ancora l’Italia non è in vista di un default, neppure pilotato. La misura applicata in Grecia, chiamata PLL (Precautionary and Liquidity Line), è proprio ciò che il monitoraggio del Fmi intende scongiurare. Come diceva l’associazione medica dentisti in una celebre pubblicità: “prevenire è meglio curare”. E le cure da cavallo del Fmi sarebbe meglio evitarsele.

Certo anche il monitoraggio fiscale è una misura grave ma secondo Cristine Lagarde, direttrice del Fmi, è stato proprio Berlusconi a chiedere il suo intervento: «è l’Italia che ci ha chiesto di offrirle la nostra competenza. Berlusconi mi ha detto: mi sono impegnato a realizzare degli sforzi e l’avvio di riforme ma i mercati non mi credono, chiedo quindi che un soggetto terzo indipendente dimostri la veridicità di quello che prometto».

E’ quello che Lagarde ha chiamato “il test della realtà”. Un test che, se superato, rischia comunque di aprire a un periodo di forte contrazione per il nostro paese. Arrigo Sadun, direttore esecutivo per l’Italia del Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato: “Se mi chiedete se l’Italia uscirà dalla crisi io dico di sì, anche se non so dire quando”.

“Quando usciremo dalla crisi non torneremo ai livelli precedenti, e questo vale per qualunque degli indicatori economici. Sarà un periodo relativamente lungo di diversi anni e il livello di produzione non sarà quello degli anni passati”, ha aggiunto il direttore esecutivo del Fmi aggiungendo che “l’Italia non è la Grecia, la situazione fiscale nel nostro paese appare migliore di quella di tante altre nazioni”. Ma, ci ha tenuto a sottolineare Sadun, “parlo a titolo personale”.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con alcune riviste di politica internazionale. E' stato redattore a Narcomafie, mensile su mafia e crimine organizzato internazionale. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015. Ha un master in Giornalismo, e una laurea magistrale in Lettere.

Un commento

  1. claudio vito buttazzo

    Fanculo al Berluska, ma anche al Fmi, alla Bce, ai mercati e….al signor Kaspar

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