LINGUAE: Quale lingua per le scuole della Federazione Russa

Sono 277 le lingue e i dialetti registrati nella Federazione Russa. Stando al censimento del 2010, 39 lingue venivano utilizzate come veicolari in almeno un istituto scolastico e ben 50 insegnate come materia. L’articolo 14 della legge “Sull’istruzione in Russia” prevede infatti che la lingua veicolare di istruzione sia quella ufficiale di stato (il russo) e, per le repubbliche con altre lingue ufficiali oltre al russo, ammette anche la lingua minoritaria ufficiale. Tuttavia, “l’insegnamento e lo studio delle lingue ufficiali delle repubbliche della Federazione Russa non devono avvenire a discapito dell’insegnamento e dello studio della lingua ufficiale della Federazione”, recita il terzo comma. Ciò significa che la lingua russa deve essere appresa allo stesso modo della lingua minoritaria della repubblica. Dal 2009 infatti l’esame di “maturità” (in russo EGE, Edinyj gosudarstvennyj ekzamen) in tutto il territorio della Federazione viene sostenuto esclusivamente in lingua russa (decisione criticata, soprattutto nella Repubblica del Tatarstan), cosa che rende necessaria una perfetta conoscenza della lingua da parte di tutti gli studenti della Federazione.

Stando al vice-rettore dell’Istituto di Lingua Russa Puškin Michail Osadčij, il numero di lingue utilizzate come veicolari nelle scuole è oggi in costante diminuzione. “Nel 2015 erano 18, nel 2016 già 13. Con tutta probabilità tra qualche anno saranno solo 4-5 le lingue veicolari negli istituti scolastici”, ha affermato a Ria Novosti.

Uno dei maggiori problemi è quello dei manuali: mancano del tutto, oppure non sono adatti o aggiornati. “Finché i fondi statali non verranno impiegati nella stesura di manuali, il processo di estinzione di queste lingue non si fermerà”, ha detto l’esperto. Stando ai dati ufficiali elaborati dalla Duma, i manuali scolastici accettati ad oggi sono solo cinque: in lingua tatara, baškira, altai, chakassa e cecena.

Anche per questo motivo è oggi in discussione in prima lettura un progetto di modifica della legge sull’istruzione. Vjačeslav Nikonov, capogruppo della squadra che lavora a questo progetto, propone di istituire un vero e proprio fondo speciale che si occupi della preparazione dei supporti manualistici per queste lingue, anche perché allo stato attuale le repubbliche della Federazione non sono in condizione di provvedere a questo problema economicamente da sé.

Tuttavia, sembra che questo aspetto secondario voglia più che altro indorare la pillola di una proposta di modifica ampiamente criticata. Il progetto promette di consolidare e mantenere lo status quo delle lingue delle repubbliche oggi utilizzate come veicolari, ma introduce la possibilità di scelta da parte dei genitori, che potranno indicare in quale lingua far studiare il proprio figlio, “in modo da evitare casi in cui gli alunni sono costretti a imparare una lingua che per loro non è materna”, affermano. “L’apprendimento della madrelingua deve essere obbligatorio solo per coloro che lo scelgono”, ha dichiarato Nikonov.

Il progetto di legge infatti prevede di rendere “volontaria” la scelta di studiare nella lingua minoritaria ufficiale della repubblica. Inoltre, viene anche proposto di rinominare la lingua russa come lingua “materna” e non più “ufficiale di stato”: “in questo modo potrà essere indicata come madrelingua nell’atto della scelta”, ha affermato il deputato Andrej Isaev.

La proposta ha sollevato diverse critiche, soprattutto provenienti dalla repubblica del Tatarstan, dalla Baschiria e dalla Ciuvascia. Da Kazan’ è giunto un appello al portavoce della Duma Volodin, nel quale la nuova legge in discussione viene comparata addirittura all’Olocausto e alle repressioni staliniane: “la via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni. In passato sono stati legalizzati la schiavitù, l’Olocausto, le repressioni al tempo di Stalin. Non dobbiamo accettare che ciò che non viene approvato dal popolo diventi legge. Le leggi devono essere giuste”, scrivono. Similmente dalla Baschiria denunciano la proposta come contraria ai principi della Costituzione, mentre dalla Ciuvascia una petizione pubblica ha accusato di tradimento i deputati, originari dalla repubblica, Alena Aršinovaja e Oleg Nikolaev che hanno sottoscritto il progetto.

Chi è Martina Napolitano

Martina Napolitano
Dottoranda in Slavistica presso l'Università di Udine e Trieste, per EaST Journal scrive principalmente di Russia e cura la rubrica Linguae.

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2 commenti

  1. Basterebbe la sola lingua “madre” russa e l’inglese fluente che questi popoli imparano incredibilmente bene. Insistere sulle lingue madri, ovvero dialetti russi derivati, equivarrebbe a circuirsi di miserevole nostalgia. A noi italiani, infatti, è rimasta la lingua di dante derivata dalla latina costruita a tavolino per nascondere la slava (idem per il greco moderno > dal greco antico > che nasconde il turco). Questa forzatura ci rende ostico l’apprendimento di ogni altra lingua a meno del dialetto “materno”. Vorrei sbagliarmi. Saluti.-

  2. Enrico Gaetano Borrello

    Articolo molto interessante. Quindi anche nella zona di influenza russa accade quello che succede nella zona di influenza anglo-americana: le lingue locali, anche se ricche di parlanti, di cultura e di letteratura, vengono “dolcemente” soffocate dalla lingua del gruppo colonizzatore/dominante: i consumatori potranno quindi portare ricchezza ai popoli dominanti, senza molte guerre cruente.
    Esperanto:
    Tre interesa artikolo! Do, ankaŭ en la rusa influzono okazas tion kiu okazas en la usona-angla influzono: la lokaj lingvoj, ankaŭ se riĉaj de parolantoj, de kulturo kaj literaturo, estas “milde” sufokitaj pere de la lingvo de la kolonianta/dominanta grupo. La konsumantoj povos do alporti riĉezon al la dominantaj popoloj, sen multaj sangaj militoj.

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