Edoardo Corradi

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Nato a Genova, laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche, per East Journal mi occupo di Balcani, specialmente Macedonia, anche se ogni tanto mi piace uscire dai confini regionali.

MACEDONIA: Quando si terranno le elezioni?

elezioni

In Macedonia non si ha ancora certezza su quando si terranno le elezioni. Teoricamente, la data ci sarebbe ma mancano le condizioni affinché queste siano considerate regolari. E mentre il partito di governo minaccia di correre da solo (ma in coalizione) l'opposizione continua a condurre il dibattito politico dalle strade.

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MACEDONIA: Giornalisti aggrediti dalla polizia

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L'International Federation of Journalists ha denunciato al Consiglio europeo il ferimento di cinque giornalisti durante le proteste di questi giorni, nonostante fossero facilmente riconoscibili grazie ai documenti e alla strumentazione dei fotoreporter. Fare il giornalista, in Macedonia, è un compito molto arduo.

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Sentenza Šešelj, assolto da ogni capo d’accusa

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Vojislav Šešelj, leader del Partito radicale serbo e uomo di spicco della politica serba durante le guerre jugoslave, è stato oggi assolto dal Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia da ogni capo d'imputazione. Per Šešelj erano stati chiesti dall'accusa 28 anni per aver commesso crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Šešelj, come dichiarato dal giudice Antonetti, è da oggi un uomo libero dopo 12 anni di carcere.

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RESISTENZE: Manesh Alimani, studente albanese

Lettere dei condannati a morte

Nuovo appuntamento con la rubrica "Resistenze", nella quale si pubblicano le lettere dei condannati a morte della resistenza est-europea al nazifascismo. Oggi si parlerà di Manesh Alimani, uno studente albanese morto a 20 anni a seguito delle continue e violente torture praticategli dalla Gestapo.

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MACEDONIA: Nel mese di febbraio sono entrati 34.404 rifugiati

An Afghan refugee jumps the fence as he tries to enter Macedonia at the Greek-Macedonia borderline near the northern Greek village of Idomeni, Monday, Feb. 22, 2016. Greece's government warned Monday it expected a growing number of stranded migrants and asylum seekers after neighbor Macedonia further restricted border access at the weekend. (AP Photo/Giannis Papanikos)

Nel mese di febbraio il Ministero degli Esteri macedone ha registrato l'ingresso di 34.404 rifugiati, provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan. Nonostante la decisione di chiudere i confini anche ai rifugiati afghani, il numero dei profughi non sembra destinato a scendere e al confine con la Grecia rimangono bloccate migliaia di persone. Una crisi umanitaria apparentemente senza fine.

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RESISTENZE: Frank Mernik, contadino jugoslavo

Lettere dei condannati a morte

"Resistenze", la rubrica che ci propone le lettere dei condannati a morte della resistenza dell'est Europa, ci racconta oggi di Frank Mernik, contadino di 36 anni. Arrestato nel marzo del 1944 per aver dato assistenza a dei partigiani, fu tenuto prigioniero nelle carceri di Maribor, in Slovenia, torturato e fucilato il 16 giugno del 1944.

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RESISTENZE: Ignoto sudeto

Lettere dei condannati a morte

La rubrica "Resistenze", che vi proporrà settimanalmente le lettere dei condannati a morte della resistenza dell'est Europa, oggi vi mostra il messaggio di un ignoto sudeto, scritto in tedesco. Un inno alla pace e all'antinazismo proprio da quelle persone che Hitler sosteneva di difendere in nome del pangermanesimo.

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RESISTENZE: Kostantinos Sirbas, barbiere greco

Lettere dei condannati a morte

Si torna in Grecia con la rubrica "Resistenze", che ci racconterà fino al 25 aprile le lettere dei condannati a morte della resistenza nell'Est Europa. Oggi si parlerà del triste epilogo di Kostantinos Sirbas, impiccato a 22 anni, la cui condanna è stata ripetuta più volte a causa della rottura del cavo. Viene fatto prigioniero durante uno scontro armato con un gruppo di tedeschi, dove 8 soldati nazisti furono uccisi.

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REP. CECA: I 4 di Visegrád riuniti a Praga. L’Europa centrale dietro a un muro

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In occasione del 25° anniversario dalla fondazione del Gruppo di Visegrád, i rappresentanti di Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria si sono riuniti a Praga, invitando anche il presidente macedone Ivanov e il primo ministro bulgaro Borisov. Uno dei temi caldo è stato quello dei profughi, dove si è concordato di aumentare il lavoro sulle frontiere esterne.

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RESISTENZE: Vojo Rajnatović, studente jugoslavo

Lettere dei condannati a morte

Nuovo appuntamento con la rubrica "Resistenze", nella quale si pubblicano le lettere dei condannati a morte della resistenza est-europea al nazifascismo. Oggi è la volta di Vojo Rajnatović, montenegrino di 26 anni e membro del Partito Comunista. Fatto prigioniero nel'aprile del 1942 a Cetinje a seguito di delazione, è stato fucilato il 18 giugno dello stesso anno a Humce.

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MACEDONIA: L’opposizione accetta la revisione delle liste elettorali. La crisi politica sta finendo?

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Subhi Jakupi, membro della Commissione Elettorale di Stato, ha dichiarato che la SDSM ha accettato anch'essa la revisione delle liste elettorali. L'opposizione socialdemocratica erano l'unico partito a opporsi, sostenendo che non vi era il tempo materiale per una corretta revisione, e il suo via libera aumenta notevolmente le possibilità che le elezioni si tengano il 24 aprile 2016 come da accordi. La crisi politica sta finendo?

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RESISTENZE: Lidija Šuput, impiegata di banca jugoslava

Lettere dei condannati a morte

Inizia con gli ultimi momenti di vita di Lidija Šuput, impegata bancaria jugoslava, la rubrica "Resistenze". Lidija, giovane donna, incinta, staffetta partigiana, viene arrestata a Belgrado il 19 febbraio 1943, torturata e condannata a morte. La fucilazione avverrà dopo la nascita della bambina, Vesna. Una toccante testimonianza della forza dei deboli.

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MACEDONIA: Gruevski si dimette ma manca l’accordo sulle elezioni

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Secondo l'Accordo di Pržino, 100 giorni dopo le dimissioni del premier Nikola Gruevski si sarebbero dovute tenere le elezioni anticipate. Tuttavia il leader dell'opposizione ha dichiarato che le elezioni previste per il 24 aprile potrebbero essere posticipate (in estate o in autunno), dal momento che sostiene che non vi siano le condizioni per una regolare consultazione elettorale.

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MACEDONIA: Continuano le intimidazioni ai giornalisti

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Fare il giornalista in Macedonia è un'impresa. Le possibilità sono due: accettare la dipendenza da parte degli organi governativi, imponendosi dunque un'autocensura, oppure vivere sotto la costante minaccia di aggressioni, licenziamenti o semplice repressione. Il Paese non viene considerato totalmente libero dall'associazione Freedom House e i media sono una chiara esposizione della mancanza di libertà nel Paese.

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