MACEDONIA: Nuovo governo di unità nazionale. Verso una soluzione della crisi

Con l’elezione e il giuramento dei nuovi ministri, appartenenti al partito di opposizione socialdemocratica SDSM, la Macedonia sembra avvicinarsi verso la tanto agognata soluzione della crisi politica che ha colpito duramente il paese. Il nuovo esecutivo è necessario per traghettare il paese alle prossime elezioni anticipate che si terranno ad aprile 2016; il primo ministro Gruevski, rimasto al suo posto, rassegnerà le dimissioni nel mese di gennaio. La necessità di un governo di unità nazionale era sorta per cercare di mantenere un rigido controllo sulle attività dell’esecutivo fino alle elezioni stesse.

Il primo ministro Nikola Gruevski era stato infatti accusato di aver tenuto sotto controllo, grazie all’aiuto del capo dei servizi segreti, nonché suo parente, Sašo Mijalkov, circa 20.000 persone tra giornalisti, magistrati e semplici cittadini. Per questa ragione l’esecutivo era stato messo sotto accusa dal partito di opposizione SDSM e dall’opinione pubblica, che aveva manifestato per giorni davanti al palazzo del Parlamento. A questo proposito era stato nominato il Procuratore speciale Katica Janeva, proveniente dalla Procura di Gevgelija, il cui compito esclusivo era quello di indagare sulla reale fondatezza delle trascrizioni delle intercettazioni, rese pubbliche dal leader della SDSM Zoran Zaev.

Ad occuparsi della crisi politica come mediatore è stato Johannes Hahn, Commissario europeo all’allargamento e alle politiche di buon vicinato, che ha più volte sostenuto come la soluzione di questa crisi fosse una condizione necessaria per la prosecuzione dei colloqui per l’adesione all’Unione Europea, come anche riportato nel Rapporto di Progresso annuale dell’UE dedicato al paese.

Dopo alcuni congelamenti delle trattative tra l’esecutivo e l’opposizione, finalmente i partiti politici sono riusciti a raggiungere un accordo. Provenienti tutti dalla SDSM, Oliver Spasovski è stato nominato Ministro degli Interni mentre la sua collega di partito Frosina Remenski ha ottenuto la guida del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I precedenti ministri, rispettivamente Mitko Čavkov e Dime Spasov, hanno rassegnato le dimissioni e subentreranno come vice-ministri. Nella medesima posizione sono stati nominati al Ministero dell’Agricoltura Ljupčo Nikolovski, Aleksandar Kiracovski al Ministero dell’Innovazione e della Tecnologia – affiancato a Timčo Mucunski nel Ministero a capo di Marta Arsovska-Tomovska – e Kire Naumov al Ministero delle Finanze. Naumov, ostile alle politiche economiche del partito di governo, ha assunto un ruolo fondamentale, dal momento che avrà il delicato compito di vigilare sul bilancio in vista delle prossime elezioni.

Le polemiche tra maggioranza e opposizione non si sono tuttavia placate nelle ultime ore, dopo che la SDSM ha richiesto a gran voce le dimissioni del Ministro alla Salute Nikola Todorov denunciando la grave situazione in cui versa il sistema sanitario nazionale, dopo che un ragazzo ha ucciso con un’arma da fuoco un medico dell’ospedale di Skopje “Majka Tereza” a seguito del decesso del padre dopo un’operazione chirurgica.

La risoluzione della crisi politica è un passo in avanti per il prosegui delle trattative per l’ingresso nell’Unione Europea, di cui la Macedonia è paese candidato dal 2005. L’ostacolo non era quindi più solo rappresentato dalla questione del nome con la Grecia, ma anche della soluzione delle criticità interne. Lo spettro dell’isolamento bielorusso era stato paventato come rischio nel caso in cui la Macedonia non fosse riuscita a trovare una soluzione alla crisi politica. Forse, da adesso, il paese inizia a vedere la luce.

Foto: Euractiv.com

Chi è Edoardo Corradi

Nato a Genova, è dottorando di ricerca in Scienza Politica all'Università degli Studi di Genova. Si interessa di Balcani occidentali, di cui ha scritto per numerosi giornali e riviste accademiche.

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