MACEDONIA: Maggiori poteri di grazia al presidente. Una vittoria per Gruevski?

La Corte costituzionale macedone, mercoledì 16 marzo, ha annullato gli emendamenti alla legge sul potere di grazia del Presidente della Repubblica. Un punto a favore della maggioranza uscente di Gruevski, e un possibile bastone tra le ruote della procura speciale che indaga sui brogli alle elezioni del 2013.

Pieni poteri al Presidente della Repubblica sulle decisioni di grazia, anche per frode elettorale

Promulgata nel 2009, la legge in questione sanciva poteri limitati di grazia al presidente. In futuro, tuttavia, non sarà più così. La Corte costituzionale ha infatti stabilito che i legislatori non possono imporre limitazioni all’azione del presidente nell’ambito della grazia, anche nel caso di eventuali persone colpevoli di aver commesso frodi elettorali.

Tale decisione è molto favorevole al governo di Gruevski e negativa per il futuro del paese. Il lavoro di Katica Janeva, procuratore speciale che indaga sui crimini commessi dall’amministrazione della VMRO alle elezioni del 2014, potrebbe infatti rivelarsi vano. Già, infatti, erano state bloccate le incarcerazioni preventive dei maggiori indagati, ossia l’ex ministro dell’interno Gordana Jankulovska e l’ex ministro dei trasporti Mile Janakieski.

La Corte Costituzionale, tuttavia, sottolinea come tale decisione non significhi che chi ha commesso frodi elettorali sia automaticamente graziato dal presidente, o che tutti loro non ricevano la giusta pena. Non solo, dal momento che non si tratta di un’amnistia ma solo di una revoca di un emendamento che conferisce maggiori ambiti al presidente nel quale poter intervenire, differenti personalità possono ricevere trattamenti diversi in base alla decisione del capo di stato.

Quest’ultimo dovrà comunque confrontarsi su ogni caso con una commissione apposita, formata da nove membri. La decisione, che si basa su molti fattori come la gravità del crimine commesso o i suoi precedenti penali, verrà votata dai membri della commissione con un voto di maggioranza. Con la sentenza della Corte che ha definito questo emendamento come incostituzionale si aprono quindi degli spiragli positivi per il governo.

Una vittoria per Gruevski?

L’eventuale grazia che potrebbe essere concessa ai due ex ministri della VMRO potrebbe consentirgli di far parte nuovamente della squadra di governo, legittimando inoltre il governo a manipolare nuovamente le elezioni, forte del fatto che le possibilità di grazia sono alte. Non è ovviamente un’eventualità scontata, nonostante le gravi mancanze della democrazia macedone. Una decisione di questo tipo potrebbe far cadere nuovamente il paese nel caos, entrando in una spirale di instabilità dalla quale non sarebbe semplice uscirne.

Sarà quindi compito del presidente macedone Gjorge Ivanov, eletto con la VMRO di Gruevski nel 2009 e di nuovo nel 2014, valutare se inasprire la crisi politica concedendo la grazia agli ex ministri indagati. La SDSM, il partito socialdemocratico di opposizione guidato da Zoran Zaev, ha prontamente manifestato contro tale decisione, mostrando prospettive negative per una stabilizzazione interna del paese, in vista delle elezioni anticipate di giugno.

La decisione della Corte costituzionale si muove a favore quindi dell’esecutivo della VMRO, il cui leader Gruevski è considerato da alcuni un aspirante dittatore. La mancanza di democrazia è stata più volte registrata da vari organi nazionali e internazionali, specie per quanto riguarda i mezzi d’informazione. La Macedonia, che dal 2005 ha ottenuto lo status di paese candidato all’ingresso nell’Unione Europea, deve cercare di risolvere ogni crisi nel più breve tempo e nel miglior modo possibile. Una sfida certamente non facile ma necessaria.

Foto: Reuters

Chi è Edoardo Corradi

Nato a Genova, è dottorando di ricerca in Scienza Politica all'Università degli Studi di Genova. Si interessa di Balcani occidentali, di cui ha scritto per numerosi giornali e riviste accademiche.

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