MACEDONIA: Ad un mese dalle elezioni. Qual è lo scenario politico?

Dopo due anni di crisi politica, accuse di spionaggio e di alto tradimento, finalmente il paese si prepara alle elezioni anticipate. Da tenersi per l’11 dicembre, erano già state rinviate due volte a causa dell’opinione contraria dell’opposizione socialdemocratica. La SDSM, infatti, aveva promesso di boicottare ogni tornata elettorale se non fossero state ripulite le schede elettorali e non fosse stata varata una legge sulla liberalizzazione dei media.

Lo stesso premier Nikola Gruevski, insieme ad altri membri del suo governo, era stato accusato da Zoran Zaev, leader della SDSM, di aver fatto intercettare circa 20.000 persone nel paese. Su questo sta facendo luce la Procura speciale guidata da Katica Janeva, il cui operato è sotto i riflettori in quanto considerato dalla VMRO come uno strumento politico e non giudiziario.

Elezioni: cosa dicono i sondaggi

La decisione di tenere finalmente le elezioni è stata presa dai maggiori partiti politici macedoni il 31 agosto. Nel clima di endemica campagna elettorale che si respira nel paese da ormai due anni, la vittoria della VMRO sembra comunque scontata. Il partito di governo, guidato da Nikola Gruevski, secondo gli ultimi sondaggi, si troverebbe in vantaggio di 4 punti percentuali rispetto all’opposizione socialdemocratica, la SDSM. Sul fronte dei partiti rappresentativi dell’etnia albanese, la DUI è in vantaggio sulla DPA. La DUI, infatti, dovrebbe ottenere circa il 13,4% delle preferenze. Menzione speciale va fatta per il neonato partito Besa, che sembrerebbe in grado di raccogliere il 10,2% dei voti.

Besa è un partito etnico albanese il cui scopo è quello di prendere il posto della DUI nella rappresentanza della minoranza albanese. L’obiettivo del partito è quello di ridefinire il paese, non attraverso lo scontro ma il dialogo politico. Le istituzioni, secondo il suo leader Bilall Kasami, sono il luogo in cui dibattere per cercare di rendere la Macedonia uno stato multietnico a tutti gli effetti, “attraverso il dialogo tra le comunità”. Obiettivo che vuole essere raggiunto anche dalla SDSM, che sta cercando di far leva sulla minoranza albanese e sull’eguale rappresentanza per portare verso di sé l’elettorato albanese.

Attualmente, i partiti rappresentanti la minoranza etnica non si sono ancora schierati. Una legge non scritta, infatti, prevede che il partito maggiormente rappresentato a seguito delle elezioni entri nella coalizione di governo. Schierarsi anticipatamente al fianco della VMRO, dopo lo scandalo delle intercettazioni, potrebbe rivelarsi un grosso passo falso per qualsiasi partito albanese. Questa consuetudine, inoltre, sempre a causa dello scandalo, potrebbe mutare.

L’importanza delle elezioni

Le elezioni saranno monitorate da circa 3.300 osservatori elettorali, provenienti sia da istituzioni governative come la missione OSCE/ODIHR che da associazioni non governative come Most. Le elezioni possono rappresentare un punto di svolta per il paese. L’importanza è infatti cruciale per il percorso del paese nell’Unione Europea. La Macedonia ha ottenuto già nel 2005 lo status di membro candidato e la crisi elettorale è stata risolta anche e soprattutto grazie all’intervento del commissario europeo Johannes Hahn, del mediatore europeo Peter Vanhoutte, dell’ambasciatore dell’EU nel paese Aivo Orav e del suo omologo statunitense Jeff Baily. Saranno le elezioni a dire se questa è la via giusta su cui proseguire.

Foto: OSCE

Chi è Edoardo Corradi

Nato a Genova, è dottorando di ricerca in Scienza Politica all'Università degli Studi di Genova. Si interessa di Balcani occidentali, di cui ha scritto per numerosi giornali e riviste accademiche.

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