MACEDONIA: Tarčulovski, un criminale di guerra in parlamento?

L’11 dicembre si terranno le elezioni parlamentari in Macedonia, necessarie per porre fine alla crisi politica che interessa il paese da due anni. Le polemiche, che hanno interessato il paese negli ultimi due anni, non sembrano destinate a finire. Nelle liste elettorali dell’attuale partito di governo, la VMRO-DPMNE, potrebbe infatti essere presente Johan Tarčulovski, condannato a 12 anni di prigione per crimini di guerra.

Tarčulovski: l’unico macedone condannato

Nel 2001 la Macedonia si trovò ad affrontare un’insurrezione armata condotta dall’UÇK, organizzazione sorella del ben più noto esercito che operò in Kosovo tra il 1996 e il 1999. Le forze di polizia speciali macedoni, guidate da Johan Tarčulovski e dall’allora ministro dell’interno Ljube Boškoski, durante l’assalto di Ljuboten, un villaggio sul confine settentrionale della Macedonia, si macchiarono dell’uccisione di civili albanesi. Il Tribunale dell’Aja condannò soltanto Tarčulovski a 12 anni di carcere, salvo poi essere scarcerato nel 2009. Rientrato in patria e accolto come un eroe, la sua vicenda rientra nella differente percezione degli esiti delle guerre balcaniche tra le varie nazionalità. Un contesto simile a quello di Ante Gotovina, comandante delle forze croate durante la guerra, o Naser Orić, suo omologo bosgnacco.

Tarčulovski, eroe o criminale di guerra?

Per i macedoni, in particolar modo quelli vicini alla VMRO-DPMNE, Tarčulovski è a tutti gli effetti un eroe. Il suo operato viene infatti considerato come necessario per porre fine al conflitto, sostenendo come questi abbia operato per l’interesse del suo paese. Non è importante se abbia ucciso civili inermi e sia stato condannato. Tuttavia, la minoranza albanese lo considera un criminale di guerra. Accolto con estrema reverenza dall’allora ministro dell’interno Gordana Jankuloska, attualmente coinvolta nello scandalo intercettazioni che ha portato il paese in crisi, Tarčulovski è sempre rimasto vicino all’establishment dell’ex primo ministro e “padre-padrone” della Macedonia Nikola Gruevski. Il suo ingresso ufficiale in politica potrebbe riaprire delle fratture che, con il tempo, si erano lentamente ricucite tra le due nazionalità.

Le possibili conseguenze di una sua elezione

Seppur la situazione tra le nazionalità in Macedonia sia ben diversa rispetto al 2001, parlare di una completa pacificazione traccerebbe una panoramica diversa da quella che è la realtà dei fatti. I rapporti, seppur in via di miglioramento, rimango talvolta tesi. La mancata reale integrazione della comunità albanese è una delle cause principali. L’eventuale conferma della presenza di Tarčulovski nelle liste elettorali della VMRO-DPMNE e una sua elezione potrebbe riaprire la frattura tra la comunità macedone e albanese. Tuttavia, questo potrebbe risolversi a favore del principale partito d’opposizione, la SDSM. Alla ricerca dei voti della minoranza albanese per assicurarsi la vittoria nelle prossime consultazioni elettorali, l’eventuale candidatura di Tarčulovski potrebbe far decidere a parte della comunità albanese di convogliare le proprie preferenze verso la SDSM. Ciononostante, al momento i sondaggi vedono la VMRO-DPMNE ancora in vantaggio, malgrado la decisione di riconfermare Gruevski alla guida del partito e dell’esecutivo in caso di vittoria.

Foto: Mia.mk

Chi è Edoardo Corradi

Nato a Genova, è dottorando di ricerca in Scienza Politica all'Università degli Studi di Genova. Si interessa di Balcani occidentali, di cui ha scritto per numerosi giornali e riviste accademiche.

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