MACEDONIA: Chi è sceso in piazza contro Gruevski?

Nominare semplicemente “società civile” come tutti coloro che stanno manifestando la loro opposizione al regime autoritario della VMRO è certamente riduttivo. Le proteste, nate dopo la decisione del presidente Ivanov di concedere la grazia a chi aveva commesso brogli elettorali, si sono riunite sotto la comune etichetta di “Protestiram” ma presentano una pluralità di interessi e ideali accomunati solo dalla necessità di avere una Macedonia più democratica. “Protestiram” aveva già riunito diverse organizzazioni in concomitanza con le manifestazioni del 2015, che avevano incrinato la solidità di Gruevski e aperto le porte alla crisi politica che sembrava risolta con l’applicazione dell’Accordo di Pržino. Le proteste non si sono concentrate solo nella capitale Skopje ma si stanno espandendo anche ad altre città come Bitola.

Una parte importante della piazza è certamente occupato dalla SDSM di Zoran Zaev, il principale partito d’opposizione alla VMRO di Gruevski. La SDSM aveva già denunciato l’esistenza di brogli elettorali nel 2014, a seguito delle elezioni parlamentari e presidenziali, e ha continuato a opporsi al sistema di Gruevski pubblicando, nel 2015, delle trascrizioni di intercettazioni che avevano mandato il governo e il paese nel caos.

A scendere in piazza contro Gruevski è presente anche il partito di sinistra Levica, al quale appartiene anche uno degli arrestati – già rilasciati – delle proteste dei giorni scorsi, Branimir Jovanović. Levica, da statuto, è un partito che si colloca alla sinistra della SDSM, i cui principi sono la giustizia sociale, redistribuzione economica, governance responsabile, solidarietà, uguaglianza e si pone contro al nazionalismo, alla divisione etnica, al conservatorismo, al secolarismo e all’imperialismo.

Oltre a Levica scendono in piazza altre due organizzazioni di sinistra, Lenka e Solidarnost. I principi di queste organizzazioni sono simili a quelli di Levica, ponendosi quasi in concorrenza con questa. Oltre alla giustizia sociale, l’anticapitalismo, l’anticonservatorismo, l’anticlericalismo e l’antinazionalismo, Lenka si oppone con vigore all’adesione della Macedonia nella NATO, seguendo il principio dell’antimilitarismo. Solidarnost ha proposto anche una serie di misure economiche che, secondo l’organizzazione, dovrebbero essere adottate per ridurre la differenza sociale nel paese.

Un’altra organizzazione partecipe alle proteste è JEF Macedonia, un’organizzazione non governativa che si occupa della promozione politica nell’ambito dell’integrazione europea della Macedonia, in ottica federalista. Questa è solo una sede della più ampia organizzazione Joung European Federalists.

Per finire, molto attivi nelle piazze sono gli studenti, riunitisi sotto il nome di “Studentski plenum”. Gli studenti si erano già resi protagonisti a fine 2014 con una grande protesta, ricordata per essere stata una delle prime mobilitazioni multietniche. Gli studenti, allora, erano scesi in piazza contro il governo per protestare contro la riforma delle università, che avrebbe previsto l’inserimento di un esame per chiunque fosse stato in procinto di laurearsi. Un esame ritenuto dagli studenti e da accademici più come un’ulteriore interferenza dello stato nel mondo universitario che avrebbe contribuito ad abbassare ulteriormente il livello dell’istruzione universitaria in Macedonia.

in piazza contro gruevski
Studentessa del “Studentski plenum”, foto di Robert Atanasovski

Chi è Edoardo Corradi

Nato a Genova, è dottorando di ricerca in Scienza Politica all'Università degli Studi di Genova. Si interessa di Balcani occidentali, di cui ha scritto per numerosi giornali e riviste accademiche.

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