CROAZIA: Tangenti e mafia, e la premier Kosor indagata per fondi neri al partito

di Matteo Zola

Già la chiamano la “tangentopoli croata”, qualche agenzia la definisce “piccola tangentopoli” benché le proporzioni dello scandalo che sta coinvolgendo a macchia d’olio la politica croata non siano affatto minuscole. In prima battuta ci fu nel dicembre scorso l’arresto di Ivo Sanader, primo ministro fino al 2009, per corruzione e associazione a delinquere. L’arresto di Sanader ha svelato un intreccio tra politica, mafia e finanza che rischia di far tremare fin dalle fondamenta la giovane repubblica balcanica. Protagonisti di quell’intreccio sono i politici più in vista dell’Hdz, partito di governo fondato dall’eroe di guerra e pater patriae Franjo Tudjman. Lo stesso Tudjman, secondo un’inchiesta del settimanale austriaco Der Standard, avrebbe inaugurato nei primi anni Novanta quella politica legata a doppio filo con la criminalità organizzata che ancora oggi funesta la Croazia. 

Tra i nomi eccellenti di questa cupola politico-criminale svettano quelli del ex-presidente della Repubblica, Stejpan Mesic, e dell’attuale ministro dell’Interno, Tomislav Karamarko, oltre che del già citato Sanader. Una tegola in testa all’Hdz che si presenta con le mani sporche alle ormai prossime elezioni previste per il 25 novembre. Se qualcuno, come s’usa in Italia, gridasse alla persecuzione nei confronti del partito fondato da Tudjman, si troverebbe di fronte al fatto che a indagare su questa “mani pulite” sono le procure di Vienna e Monaco di Baviera: un po’ troppo per una persecuzione.

Ora anche l’attuale premier, Jadranka Kosor, subentrata a Sanader nel 2009, si vede oggetto di un’inchiesta giudiziaria in corso su presunti fondi neri, utilizzati da Hdz per finanziare passate campagne elettorali. Nel corso di una conferenza stampa presso la sede del partito, Kosor ha voluto al suo fianco il ministro dell’Interno, Tomislav Karamarko, per ribadire “la lotta ferma e più determinata contro la corruzione”, sottolineando come “coloro che hanno abusato della loro posizione dovranno risponderne”. Il quotidiano Vecernije list, ha pubblicato stralci di verbale dell’inchiesta a carico dell’ex tesoriere di Hdz, Branka Pavosevic, la quale avrebbe tenuto sotterrati nel suo giardino i documenti che provano l’esistenza dei fondi neri, dall’ammontare di diversi milioni di euro.

Il presidente della Repubblica in carica, Ivo Josipovic, del fronte opposto a quello della Kosor, si è limitato a commentare che “un candidato è tenuto a sapere di ogni conto e di ogni centesimo che viene speso per finanziare la sua campagna”.

Mai come oggi nella sua storia l’Hdz è in crisi, e le accuse di corruzione alla Kosor e Sanader, oltre che l’ombra della mafia che da quest’ultimo si allunga su tutto il partito, possono mettere in seria difficoltà un Paese che faticosamente arriverà all’ingresso nell’Unione Europea nel 2013: l’adesione, inizialmente prevista per il 2007, si è protratta anche a causa dell’inadeguatezza di una classe politica che ora si mostra in tutta evidenza.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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Un commento

  1. Tutto vero. Di questo se ne parla tanto in questi giorni in Croazia. Si parla di fondi neri, di “tangentopoli, di un recente passato in cui pochi protagonisti hanno messo in crisi una nazione che cercava di risollevarsi dopo una lunga guerra. La vera tristezza è chi ancora crede in queste persone, persone che hanno usato, per i loro interessi, lo spririto della patria di migliaia di persone. Io credo che l’entrata in Europa è dovuta alla Croazia. Non ci arriverà faticosamente ma con grande orgoglio penchè la gente comune, quelli che veramente mandano avanti questa nazione (come del resto anche da noi in Italia) sono sul punto di dire basta e di voltare veramente pagina. Chi ha ingannato un popolo in nome della patria ora deve finalmente pagare. E credo che lei, Matteo, sappia a cosa mi riferisco.
    Grazie

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