RUSSIA: Cos’è la zelyonka? La sostanza usata contro gli oppositori

Dopo 5 anni Navalny ha riottenuto il passaporto e, per quanto il suo avvocato abbia fatto sapere via Twitter che il Servizio Penintenziario Federale gli ha apertamente intimato di non varcare i confini, il 7 maggio l’oppositore del Cremlino si è recato in Spagna, a Barcellona, per sottoporsi ad una operazione all’occhio destro. Un fatto che sembra riportarci indietro nel tempo, a quando emigrare veniva consentito solo in casi estremi, in genere quando la notorietà del personaggio raggiungeva una eco davvero internazionale e andava a screditare troppo l’Unione Sovietica (tra gli altri Brodskij, Solženicyn, o la famiglia del fisico Sacharov – tutti premi Nobel, tra l’altro). Inoltre, dal 3 maggio la sentenza Kirovles contro Navalny, che era stata sospesa a novembre 2016 grazie all’intervento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, è ufficialmente stata riconfermata e potrebbe bloccare definitivamente la sua corsa alla candidatura presidenziale nel 2018.

Scrive Navalny il 4 maggio nel suo blog: “Ricevo oggi una chiamata dal FMS [Servizio di Migrazione Federale]: venga a ritirare il suo passaporto. Penso che razza di tiro mi stiano giocando. Per cinque anni me l’hanno negato. Eppure davvero, oggi sono andato e me l’hanno dato”. Si è spostato quindi in Spagna per curarsi. Dall’attacco del 27 aprile la diagnosi è seria: “ustione chimica dell’occhio destro”, vede al 15%; sono stati gli stessi medici a insistere che si recasse in cliniche specializzate in Europa per poter sperare di recuperare la vista. Gli è stata gettata in faccia della “zelyonka”, la sostanza verde (letteralmente, зеленка è ‘la cosa verde’) di “moda” negli ultimi tempi. Sembrerebbe dalle telecamere di sorveglianza che l’azione sia stata compiuta da nazionalisti del movimento SERB (South-East Radical/Russian Block), nato nel 2014 a Dnepropetrovsk in Ucraina. Non è la prima volta che Navalny viene attaccato con la zelyonka, e non è nemmeno l’unico: in ordine cronologico, la lista vede Michail Kas’janov (27 febbraio), Aleksej Navalny (20 marzo), Nikolaj Makarov (26 marzo, in occasione delle proteste contro la corruzione), Il’ja Varlamov (due volte il 26 aprile), Galina Sidorova (27 aprile), Artem Izgagin (29 aprile, in occasione delle proteste organizzate da Open Russia, il movimento di Chodorkovskij, sotto lo slogan Надоел, letteralmente ‘ci ha stufato’, sottinteso Putin). Addirittura anche la statua di Puškin a Samara è stata colpita il 30 marzo. Escluso (forse) quest’ultimo “convitato di pietra”, è tutta una lista di oppositori, attivisti, personaggi più e meno scomodi.

La zelyonka, il Brilliant Green, è davvero la moda degli ultimi tempi. In Russia viene comunemente venduta ed utilizzata, assieme alla tintura di iodio, come antisettico fin dall’era sovietica, mentre all’estero è praticamente in disuso, sia per la sua sostanziale inefficacia rispetto ad altre sostanze, sia per gli effetti collaterali sulla pelle (da dove si toglie difficilmente) e gli occhi (può arrivare a causare cecità). La sua facile reperibilità è forse alla base del crescente utilizzo di questa sostanza negli attacchi contro gli oppositori. Inoltre, chi ne fa questo uso potrebbe essere convinto di essere praticamente impunibile: nel caso, ad esempio, del blogger Il’ja Varlamov la polizia ha assistito all’attacco senza intromettersi, né fare nulla. Tuttavia, per quanto riguarda invece Navalny la procura ha fatto sapere di aver aperto ufficialmente un caso il 29 aprile. In ogni caso, un assalto con la zelyonka non può che lasciare, letteralmente, il segno.

Chi è Martina Napolitano

Dottoranda in Slavistica presso l'Università di Udine e Trieste, per EaST Journal scrive principalmente di Russia e cura la rubrica Linguae.

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