BOSNIA: La polizia reprime la protesta dei giocattoli

Giocattoli sediziosi. In una scena degna di un quadro di Banksy, sabato 23 novembre la polizia di Banja Luka ha fatto la guardia a una decina di pupazzi e giocattoli installati su una panchina della piazza centrale della città. L’attivista Stefan Blagic dell’associazione ReStart Srpska è stato arrestato e rilasciato solo in serata. Come scrive il giornalista banjalukano Dragan Bursac,

“in quella oscura regione* nazionalista che risponde al nome di Republika Srpska, nella città di Banja Luka, la polizia ha arrestato l’attivista Stefan Blagić. Perché? Beh, perché Blagić ha organizzato una “protesta senza persone” nella quale i principali partecipanti erano giocattoli, poiché alla gente è stato vietato di radunarsi nella ex città. Il giovane ha cercato di spiegare tutto l’assurdo della sfilata. Anche se, dico, non c’erano persone, la polizia ha arrestato l’attivista. Due agenti di polizia sono rimasti a guardia dei giocattoli. Perché non scappassero, immagino. Se non fosse triste, sarebbe divertente. Siamo bravi così ogni giorno.”

Le autorità hanno da mesi dichiarato Trg Krajina off-limits per proteste e dimostrazioni, dopo la repressione del Natale 2018 contro il movimento “Giustizia per David” (Pravda za David, JfD) che aveva organizzato raduni quotidiani e installato un memoriale spontaneo per ricordare David Dragicevic, il giovane 21enne morto in circostanze sospette sulle quali polizia e procuratori non hanno ancora fatto luce. Come denuncia il padre Davor Dragicevic, da sempre i principali sospetti sono sulle autorità locali. Le proteste, che si erano estese in tutto il paese collegandosi con altre istanze di “morti dimenticate” come il caso di Dzenan Memic a Sarajevo, avevano sollevato il tema del diritto alla giustizia. 

Solo pochi giorni fa, mercoledì 20 novembre, le famiglie Dragicevic e Memic e i loro sostenitori avevano partecipato a un dibattito pubblico sullo stesso tema organizzato dalla Delegazione UE a Sarajevo alla presenza di Reinhard Priebe, esperto indipendente il cui rapporto sullo stato di diritto nel paese è atteso con trepidazione. Lo stesso giorno, gli attivisti di Pravda za Davida si erano ritrovati per la prima volta di nuovo in Trg Krajina a Banja Luka, sfidando i divieti imposti quasi un anno fa. La sfida alle autorità era stata ripetuta venerdì 22, senza conseguenze. L’arresto di Blagic indica che le autorità ancora non sono pronte a mollare il pugno di ferro.

Il giornale locale Buka ha denunciato la continua violazione della libertà d’assemblea dei cittadini bosniaci nell’entità a maggioranza serba, ricordando come nel 1997 l’attuale ministro degli interni della RS Dragan Lukac difendeva coloro che protestavano contro l’elite bellica del partito SDS, mentre oggi la polizia reprime come sediziosa qualsiasi protesta pacifica contro le autorità. “Il sistema, arrestando oggi i giocattoli e l’uomo Stefan Blagic che ha portato i giocattoli, oltre a dare un altro spettacolo bizzarro che potrebbe far ridere l’intera regione, ha spostato il gioco verso un lato molto più pericoloso.” Buka conclude ricordando la necessità di ripristinare il controllo civile sui servizi di polizia e di intelligence, “perché altrimenti questi servizi potrebbero essere utilizzati in modo improprio per scopi privati ​​o di partito.”

 

 

 

 

 

 

* in lingua originale “tamni vilajet” – termine risalente a Vuk Karadžić, usato in letteratura per riferirsi alla Bosnia del tempo ottomano, consideri secoli oscuri

Foto: RTVBN

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