RUSSIA: Proteste in piazza contro l’abbattimento dei palazzi d’epoca sovietica

I moscoviti sono scesi nuovamente in piazza domenica 14 maggio, sulla scia di quella che sembra una rinnovata partecipazione attiva della popolazione dopo le importanti proteste del 26 marzo (contro la corruzione, organizzate dal fondo di Aleksej Navalny) e le più contenute successive (ricordiamo quella organizzata da Open Russia di Chodorkovskij il 29 aprile, o quella delle opposizioni il 6 maggio nell’anniversario di piazza Bolotnaja).

Tra le 8mila (dati ufficiali) e le 20mila (secondo gli organizzatori) persone sono confluite sul prospekt Sacharov. La manifestazione era stata precedentemente approvata dagli organi municipali (anche se il numero dei partecipanti concesso doveva essere inferiore ai 5mila).

I motivi questa volta sono concreti, materiali: aspramente criticato è il progetto di legge che intende abbattere le cosidette chruščëvki di Mosca, i condomini a cinque piani uno uguale all’altro che hanno tappezzato le maggiori città dell’Unione Sovietica a partire dagli anni Sessanta. Ne abbiamo parlato nel dettaglio qui.

Il progetto di legge avanzato a febbraio è stato approvato alla prima lettura in aprile con una larga maggioranza e potrebbe entrare in vigore già questa estate. Si attende intanto l’esito della seconda lettura, per la quale la municipalità di Mosca ha affermato di voler apportare delle modifiche che vengano incontro alle critiche dei cittadini.

Il progetto tocca da vicino 1,6 milioni di moscoviti che nelle chruščëvki abitano attualmente. All’abbattimento degli edifici seguirà una totale ricostruzione: la promessa del sindaco Sobjanin è quella di non trasferire gli abitanti in altri quartieri e di destinare a ciascuno un’appartamento delle rispettive attuali dimensioni.

Tuttavia, il progetto di legge, così come è stato presentato ora, sembra dare agli organi della municipalità di Mosca pieni poteri sulla questione, tralasciando invece i pareri e i diritti anche legali dei cittadini: non a caso le critiche di domenica potrebbero essere ora avanzate davanti alla corte costituzionale ed alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo.

Julja Galjamina, organizzatrice delle proteste di domenica, sostiene che tale progetto di legge sia “anti-costituzionale”; se effettivamente la situazione abitativa delle chruščëvki va migliorata, tuttavia “non è così che va fatto: per curare una persona in genere non la si uccide prima per poi riportarla in vita”, ha aggiunto.

Il sindaco Sobjanin ha commentato le proteste di domenica 14 su Twitter: “lavorando al progetto terremo in grande considerazione le opinioni dei moscoviti”. E proprio domenica si è aperto il sondaggio virtuale (sulla piattaforma Aktivnyj graždanin, Cittadino attivo) destinato ai cittadini interessati dal programma di abbattimento delle chruščëvki. Potranno esprimere la loro opinione (sì o no all’abbattimento del proprio condominio) entro il 15 giugno. Chi si asterrà verrà considerato come favorevole. Nella lista definitiva degli edifici da abbattere entreranno tutti quelli i cui due terzi almeno dei residenti si siano detti a favore del progetto.

Oltre alle critiche in merito al programma di abbattimento delle chruščëvki, domenica è anche stata espressa insoddisfazione per l’operato dello stesso Sobjanin come sindaco della capitale.

Foto: Scanpix / LETA

Chi è Martina Napolitano

Dottoranda in Slavistica presso l'Università di Udine e Trieste, per EaST Journal scrive principalmente di Russia e cura la rubrica Linguae.

Leggi anche

RUSSIA: La repressione contro lo storico del Gulag e la guerra per la memoria

L'assurda vicenda giudiziaria che da 3 anni coinvolge lo storico Jurij Dmitriev, specialista delle repressioni staliniane e direttore dell'associazione Memorial in Carelia, è emblematica di uno dei più cruciali processi sociopolitici in atto nella Russia di oggi: la riscrittura del passato sovietico.