SERBIA: I mercenari di Gheddafi

di Matteo Zola

Entrano negli ospedali e trucidano i malati dopo averne abusato, stuprano civili, godono del diritto di saccheggio. Sono i mercenari con cui il raìs di Tripoli, Muhammar Gheddafi, tenta di reprimere la rivolta libica. Vengono dall’Africa subsahariana e dall’Europa. Subito una precisazione: si tratta di mercenari, non di contractors. I primi infatti sono miliziani al soldo del tiranno di turno, i secondi sono guardie fornite da agenzie e vengono -in genere- assoldati da privati. I mercenari che in queste ore terrorizzano la Libia sono eredi della più antica tradizione del soldato a pagamento, e ne godono identici -medievali- diritti: il furto, l’abuso sessuale, la vita e la morte.

Se non stupisce la provenienza africana di molti (reduci o epigoni delle milizie del Sahel che al suo fianco combatterono la guerra del Ciad), sorprende la presenza di serbi tra i fedelissimi del Colonnello. A confermare il fatto che i ”cani di guerra” serbi – come li chiama il tabloid belgradese Alo – siano stati tra i primi ad arrivare in Libia in cambio di qualche decina di migliaia di dollari, è stato Ljubodrag Stojadinovic, analista di questioni militari del quotidiano Politika. L’analisi di Stojadinovic è stata poi confermata da fonti ufficiose dell’esercito italiano raccolte nei giorni scorsi dall’Ansa. Oltre ai serbi, infatti, ci sarebbero anche mercenari italiani. La questione è ora all’attenzione del Senato.

I mercenari serbi sarebbero reduci dei “Berretti Rossi“, le milizie speciali volute da Slobodan Milosevic che, dopo le guerre jugoslave, avrebbero fatto della guerra un mestiere. La loro specialità, secondo Stojadinovic, sarebbe proprio la guerriglia urbana appresa durante il conflitto in Kosovo. Veterani dello scontro strada per strada, già impegnati in Africa come istruttori delle locali Forze armate o come guardie del corpo di dittatori-presidenti, come il congolese Mobutu. Al-Manara, sito web libico d’opposizione a Gheddafi basato all’estero, riferisce che i mercenari serbi oggi al soldo del raìs sarebbero gli stessi che mieterono centinaia di vittime nel Darfur.

A confermare la tesi di Al-Manara è Mohammed Abuelgasin, rappresentante in Italia del Sudan Liberation Movement, che ascoltato dal Senato italiano ha spiegato che i mercenari di Gheddafi ”sono gli stessi che hanno bombardato i nostri villaggi e ucciso le nostre famiglie in Darfur e ora stanno facendo le stesse cose in Libia”.

Abuelgasin è stato ricevuto anche dal vice-presidente del Senato, Emma Bonino, in merito alla presenza di mercenari italiani tra le fila dei “cani di guerra” del raìs. Intanto l’Ansa riferisce come, tra i mercenari catturati dai rivoltosi dopo aver assaltato la cittadina di Zawia, sulla costa a ovest di Tripoli, ”ci sono libici ma anche di altre nazionalità arabe ed europee, compresi italiani e dell’Europa orientale”.

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Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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6 commenti

  1. Perche non scrivete di mercenari presenti tra rivoltosi ?

    • Perché non ci risulta che tra le milizie del Cnt ci siano gruppi armati provenienti dall’Europa oerientale che – come avrà visto – è l’area politico geografica di cui ci occupiamo.

  2. Cardoso Angelo

    ma qualche cosa per provare che hai scritto ??? cavolate posso dir anch’io. Mercenari sono anche gli contractors,tutti coloro che combatono per gli altri paesi. Fabrizio Quattrocchi, Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Salvatore Stefio facevano la stesa cosa in Irak per gli Stati uniti. Se fai questo per gli SUA sei eroe,se lo fai per gli altri sei mercenario e criminale. Un buon reporter dice la verita…

    • Mi scusi, e dove sarebbe la falsità? E quale sarebbe la verità? Non c’erano mercenari (serbi o africani) tra le milizie gheddafiane? Nell’articolo sono citate fonti di stampa e fonti istituzionali. Se secondo lei queste fonti non sono credibili, è un altro discorso.

      In secondo luogo: non ho parlato di Stefio, Cupertino e altri. Non ho quindi sostenuto – né in questo articolo né altrove – che fossero eroi. Se poi lei, senza alcuna ragione, vuole accusarmi d’esser fazioso, faccia pure. Oppure mi dica dove avrei parlato di Stefio e Cupertino.
      A me sembra, invece, che muovendo da un suo pregiudizio, lei abbia ritenuto che – siccome dico dei mercenari di Gheddafi e siccome, secondo lei, questi mercenari non ci sono – io sia “contro Gheddafi” e quindi sic et simpliciter a favore dell’intervento Nato.

      Ebbene, la sorprenderà sapere che non tutti vedono il mondo come l’opposizione di bianco e nero, ma che ci sono tonalità di grigio differenti per cui la verità non è mai una sola né da una parte sola. Se ha ragioni per affermare che non ci fossero mercenari serbi in Libia, mi dia delle fonti (io gliele ho date, nell’articolo sono esplicitate le fonti) ma abbia la cortesia di non mischiare mele con pere. Non ho parlato di Stefio e Cupertino. Ho semmai accennato alla differenza tra mercenari e contractors poiché assai spesso vengono confusi.

      Un buon giornalista (non sono un reporter) si attiene alle fonti e cerca di avvicinarsi il più possibile alla verità (che, ripeto, non è mai una sola). Un buon lettore dovrebbe avere meno pregiudizi. un saluto

      matteo

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