BOSNIA: Focus elezioni/8 – Izetbegovic, la Bosnia e l'Europa. Vincono i moderati

di Matteo Zola

Se i dati attualmente resi noti -e ancora parziali (92,22% delle schede)- venissero confermati, Bakir Izetbegovic sarebbe il nuovo presidente di parte musulmana della Federazione di Bosnia Erzegovina la cui presidenza tripartita si compone di un serbo, un croato e un bosgnacco (musulmano).

VOTO MUSULMANO Izetbegovic per “superare gli steccati”

La vittoria di Izetbegovic -figlio di Aljia, “padre della patria”, che ha guidato il Paese fuori dalle secche della guerra ma che si è distinto per posizioni islamiste poco moderate- è salutata come il trionfo della democrazia e il superamento degli steccati “etnici” che hanno finora paralizzato il Paese. Le posizoni moderate di Izetbegovic e la sua intenzione di portare avanti riforme condivise avvicinerebbero la Bosnia Erzegovina all’Europa. Izetbegovic avrebbe dunque vinto le elezioni per il rappresentante bosgnacco della presidenza tripartita con 150.129 voti (34, 82%), superando il magnate dei media Fahrudin Radončić, che avrebbe raccolto il 132.522 (30,7%), e Haris Silajdžić, leader conservatore definito da alcuni “intransigente” (e ritenuto vicino al clero musulmano) del Partito per la Bosnia Erzegovina, con 107.168 (24, 8%).

VOTO CROATO – Željko Komšić, lontano dal nazionalismo

Moderato è anche il vincitore di parte croata: Željko Komšić, che avrebbe ottenuto il 60,99% dei voti (313.692 schede) superando Borjana Krišto, dell’Unione Democratica Croata (HDZ) con soli 100.210 voti (19,48%) e Martin Raguž (HDZ 1990) con 55.092 voti (10,77%). Sembra dunque che i due partiti croati di ispirazione nazionalista, HDZ e HDZ 1990, non avrebbero comunque potuto riportare la vittoria  contro il candidato socialdemocratico neppure se avessero  unito le forze.

VOTO SERBO – Radmanović e Dodik, si rafforza il radicalismo

Sul versante serbo la musica cambia: Nebojša Radmanović, esponente del partito nazionalista Snsd, avrebbe invece ottenuto la carica di presidente come rappresentante serbo con il 49,90% dei voti staccando di poco Mladen Ivanić, della coalizione “Zajedno za Srpsku”, con il 46,91%. E Dodik? Milorad Dodik, leader dell’Snsd, sarà quasi certamente il Presidente della Repubblika Srpska, di cui è Primo Ministro uscente. Il suo partito, anche grazie all’affermazione di Radmanovic, esce rafforzato da questa tornata elettorale e sarà il principale impedimento alle riforme condivise necessarie al Paese per uscire dalla recessione economica.

Il dato più interessante è però quello che riguarda la partecipazione al voto. Un bosniaco su due si è infatti astenuto dal votare.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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2 commenti

  1. Chi definisce Silajdzic “vicino al clero musulmano”? (btw, “clero” musulmano?!)

    Bisognerebbe citare anche che per Komsic è una rielezione, che ha ottenuto parecchi voti bosgnacchi inter-etnici e che il partito socialdemocratico sembra la forza politica interetnica dominante nella Federazione, ma non ha nessuna possibilità di penetrare in Srpska.

    Infine, Radmanovic mi sembra solo un fedele di Dodik

    Grazie, ciao!

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