Belgrado ha ribadito il suo no categorico all’indipendenza del Kosovo, proclamata il 17 febbraio 2008. In seguito agli episodi di violenza registratisi a Kosovska Mitrovica, la città nel nord del Kosovo divisa tra serbi e albanesi, si è riunito il Consiglio di sicurezza dell’Onu su richiesta di Belgrado. Nel suo discorso il presidente serbo Boris Tadic ha definito un “chiaro atto terroristico” il lancio di una bomba a mano a Mitrovica che, venerdì scorso, ha provocato la morte di un manifestante serbo e il ferimento di altre undici persone. Il presidente serbo ha aggiunto che si è trattato di un atto deliberato al fine di accrescere le tensioni interetniche e sabotare la ricerca di una pace globale. I manifestanti serbi protestavano contro l’apertura di un ufficio di rappresentanza del governo di Pristina nella parte nord di Mitrovica. Tadic ha chiesto alla comunità internazionale di fare in modo che quello che è avvenuto venerdì non si ripeta e che l’ufficio di Pristina non venga aperto a Mitrovica nord. Alla riunione del Consiglio di sicurezza è intervenuto anche il ministro degli Esteri kosovaro Skender Hyseni, che ha invece accusato la Serbia di aver provocato volutamente gli incidenti a Kosovska Mitrovica e ha invitato le autorità di Belgrado a non immischiarsi nelle faccende che riguardano i serbi del Kosovo. Si attende a breve il verdetto non vincolante della Corte internazionale di giustizia dell’Aja, chiamata da Belgrado a pronunciarsi sulla legittimità dell’indipendenza del Kosovo.
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aih aih… questi serbi…