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ONU accusa Russia e Ucraina di esecuzioni sommarie di prigionieri

L’ONU ha dichiarato che l’esercito russo e quello ucraino sono responsabili di torture ed esecuzioni sommarie di prigionieri di guerra…

L’ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti umani (OHCHR) ha dichiarato martedì scorso che sia l’esercito russo, sia quello ucraino, sono responsabili di torture nei confronti dei prigionieri di guerra, costretti a subire elettroshock o umiliazioni fisiche. Gli osservatori che si sono occupati della questione hanno intervistato più di cento prigionieri di guerra di entrambe le parti in conflitto. Le interviste ai prigionieri russi sono state condotte in territorio ucraino, nel corso della loro prigionia, mentre quelle ai militari ucraini sono state possibili solo dopo il loro rilascio in quanto il governo russo non ha consentito l’accesso ai luoghi di detenzione.

Crimini russi

Matilda Bogner, capo della missione di monitoraggio dell’ONU, citata da Reuters, ha dichiarato in conferenza stampa a Ginevra che la “stragrande maggioranza” dei prigionieri ucraini detenuti dalle forze russe ha riferito di torture e maltrattamenti quali attacchi con cani, finte esecuzioni, scosse elettriche e violenza sessuale. Si tratta di testimonianze in linea con quelle già raccolte nei mesi scorsi dai giornalisti al fronte. “In relazione al trattamento dei prigionieri di guerra ucraini, siamo profondamente preoccupati per l’esecuzione sommaria di quindici prigionieri di guerra ucraini poco dopo essere stati catturati dalle forze armate russe”, ha detto Bogner. “Il gruppo Wagner  ha perpetrato undici di queste esecuzioni”. In cinque casi documentati, prigionieri di guerra ucraini sono morti dopo a seguito di torture, maltrattamenti o mancanza di cure mediche. Si tratta, con buona evidenza, di crimini di guerra che vanno ad aggiungersi alla lista.

Bogner ha infatti ricordato i circa 250 bambini dell’oblast’ di Kharkiv che, mandati in campi estivi con il permesso dei genitori, non hanno più fatto ritorno, con modalità identiche a quelle andate in scena a Kherson – e qui raccontate. La riconquista ucraina delle aree occupate ha poi reso impossibili i contatti con i minori trattenuti in territorio russo, perlopiù in Crimea, località in cui erano stati portati in colonia. Al momento gli osservatori delle Nazioni Unite non sono in grado di stabilire dove si trovino i minori sottratti, se in campi estivi in Crimea o in centri di accoglienza in territorio russo.

Crimini ucraini

“Siamo inoltre profondamente preoccupati per l’esecuzione sommaria di venticinque prigionieri di guerra russi, che abbiamo documentato”, ha dichiarato ancora Matilda Bogner, spiegando come i reati di tortura e le esecuzioni sommarie siano avvenute anche da parte ucraina “benché in modo meno sistematico e più occasionale”, ha puntualizzato, osservando come i pubblici ministeri ucraini stiano cercando di far luce su alcuni di questi casi, benché ancora nessuno sia stato portato in tribunale.

Gli osservatori hanno inoltre denunciato dozzine di omicidi di civili “ritenuti traditori” o collaboratori del nemico. A rendere tutto più grave è che questi omicidi sono stati condotti da agenti dei servizi ucraini. Una prassi che, purtroppo, non stupisce chi segue da tempo l’evolversi del conflitto e ricorda esattamente quanto avvenuto nella guerra del Donbass tra il 2014 e il 2015, a suo tempo puntualmente denunciato dall’OHCHR nell’ormai lontano 2016.

 

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e ISPI. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (EastWest, Nigrizia, Il Tascabile, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore e curatore di "Ucraina, alle radici della guerra" (Paesi edizioni, 2022) e di "Interno Pankisi, dietro la trincea del fondamentalismo islamico" (Infinito edizioni, 2022); "Congo, maschere per una guerra"; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) entrambi per Quintadicopertina editore (2015); "Il pellegrino e altre storie senza lieto fine" (Tangram, 2013).

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