RUSSIA: Vivere a Kaliningrad tra le sanzioni

Le sanzioni europee e l’isolamento stanno mettendo in grave difficoltà l’oblast di Kaliningrad, exclave sul Baltico separata dal resto della Russia

La vita quotidiana dei russi a Kaliningrad è resa sempre più difficile dalle sanzioni e dall’isolamento diplomatico e commerciale della Russia. I confini dell’exclave russa sul Baltico, dove vivono un milione di persone, sono praticamente bloccati, e i beni di consumo iniziano a scarseggiare, come riporta il portarle polacco wiadomosci.

Scarseggiano i beni di consumo

Per via delle sanzioni, gli autotrasportatori russi e bielorussi non possono più operare nell’UE, tranne che per consegne di cibo e medicine. L’effetto immediato, a Kaliningrad, è stato il rincaro dei prezzi e l’esaurimento delle scorte. Lo zucchero è diventato un bene così raro da entrare nei concorsi a premi: un portale di Kaliningrad offre 200 chili di zucchero come premio per il video più interessante inviato dagli utenti. Nel vilaggio di Gusev, intanto, il comune ha deciso di distribuire la terra ai residenti perché possano coltivarsi patate e carote.

Il canale Amber Kaliningrad riporta sempre più spesso sintomi di frustrazione causati dai prezzi di guerra. Si segnalano taccheggi di pacchi di caffé, e scenate alle casse dei supermercati. Un’auto con il simbolo della Z sulla portiera si è ritrovata i vetri rotti. Se il 79% dei residenti esprime completa fiducia in Vladimir Putin secondo i sondaggi locali, gli autori di Amber Kaliningrad speculano che le sue quotazioni reali siano ben più basse.

Un milione di russi bloccati nell’exclave. “Terribile umiliazione”

Dopo che Polonia e Russia hanno espulso reciprocamente alcuni dei loro diplomatici, il consolato polacco a Kaliningrad ha smesso di rilasciare visti. Martedì 12 aprile, diversi politici locali hanno protestato fuori dal consolato contro la crescente “russofobia” in Polonia e la sospensione dei visti.

“Per i russi di Kaliningrad, la mancanza di visti polacchi significa la reclusione nella loro stessa enclave. È una terribile umiliazione per loro, ci sono molte persone che hanno i soldi e finora si godevano il fascino della vita vicino all’Europa. Durante le vacanze invernali, c’erano file di auto russe alla frontiera, dirette a sciare a Zakopane o sulle Alpi”, afferma Jerzy, imprenditore che commerciava tra Polonia e Kaliningrad, a Wirtualna Polska. Lo scorso mese, il ministero del turismo di Kaliningrad  ha affermato che il 90% dei residenti dovrà spendere le ferie sul Baltico. Sulla costa vi sono vari progetti edili in costruzione, ma rimarranno incompiuti: “un sacco di cemento costa ormai 10 euro, uno di gesso 65 euro”, commenta Jerzy.

I confini dell’oblast russo sono praticamente bloccati. Se la Polonia non concede visti, la Lituania ha intensificato i controlli, con lunghe code alle frontiere. I biglietti aerei scarseggiano, e i prezzi sono raddoppiati poiché gli aerei russi devono allungare il tragitto per non sorvolare lo spazio aereo europeo. Resta il treno diretto per la Bielorussia, attraverso il territorio lituano – dove nessuno può scendere, ma alla stazione di Vilnius 24 pannelli rappresentano i crimini di guerra russi e chiedono ai viaggiatori: “Oggi stesso, Putin sta uccidenndo civili in Ucraina. Tu lo sostieni?

Il governatore Anton Alikhanov ha chiesto al vice primo ministro russo Dmitry Chernyshenka di organizzare traghetti tra Baltiysk e San Pietroburgo. L’unico inconveniente: il viaggio attraverso il Baltico dura 40 ore. Ma “il viaggio in mare stesso è una delle opzioni ricreative”, come afferma Sergei Kotenev, un esperto locale di collegamenti marittimi, a Kaliningrad.ru.

Una situazione ben diversa da quella di soli 10 anni fa, quando entrò in vigore l’esenzione dai visti Schengen per il traffico transfrontaliero tra Kaliningrad e le regioni polacche e lituane di confine – un regime di mobilità che ebbe fine già nel 2016.

Una regione di russi europei, a contatto con l’UE

Secondo Alexander Clarkson, docente al King’s College London, “la situazione a Kaliningrad è difficile. C’è bisogno di più attenzione da parte dell’UE. La popolazione di Kaliningrad ha forti legami con la Marina russa ma negli anni ha sviluppato anche un senso di identità regionale distinta, e tra alcuni gruppi sociali anche un attaccamento sentimentale alla storia pre-sovietica della regione” – l’ex Prussia orientale di Koenigsberg, dove ebbe i natali Immanuel Kant.

Secondo Clarkson, benché non esista alcun “separatismo”, i residenti dell’exclave “hanno un’idea molto più chiara di quanto sia prospera l’UE rispetto ai russi continentali”, e “gran parte dell’identità di Kaliningrad ruota attorno all’idea che i russi siano chiaramente europei“. Anche per questo, conclude, è importante tenere alta l’attenzione sull’opinione pubblica a Kaliningrad, che dal 2016 si trova sempre più isolata.

Le minacce di Mosca per l’adesione NATO di Svezia e Finlandia

Intanto, da Mosca, si scagliano minacce in caso Svezia e Finlandia aderiscano alla NATO, come annunciato nei giorni scorsi. Per l’ex presidente russo Dmitry Medvedev, Mosca sarebbe in tal caso costretta a riforzare le proprie difese, e non ci potrebbero più essere illusioni di un Baltico “nuclear-free”.

Una minaccia rispedita al mittente dai governi dei paesi baltici: “pare strano: i russi hanno sempre mantenuti arsenali nucleari a Kaliningrad, a 100 chilometri dal nostro confine, come minaccia”, ha affermato il ministro della difesa della Lituania, Arvydas Anusauskas. Nel 2016 la Russia ha spostato a Kaliningrado anche i missili Iskander-M, in violazione dei trattati che vietano lo spiegamento di missili nucleari entro i 500 chilometri dal confine europeo.

Foto: A.Savin, WikiCommons

Chi è Andrea Zambelli

Andrea Zambelli è uno pseudonimo collettivo usato da vari membri della redazione di East Journal.

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