RUSSIA: Gazprom promette allacciamenti gratuiti, ma la stufa è ancora di casa

Gazprom, concretizzando l’annuncio del presidente Putin dello scorso 21 aprile, provvederà ora a effettuare gratuitamente allacciamenti gratuiti alla fornitura di gas per le abitazioni russe fino a 300mq. La scelta rientra nel programma statale di potenziamento della fornitura di gas a uso domestico e, sebbene non sia ancora chiaro da dove proverranno i soldi che anticiperà Gazprom per questo progetto, è certamente una buona notizia: ad oggi, i costi per l’allacciamento alla rete ricadevano sulle tasche del singolo cittadino che ne faceva richiesta, arrivando a cifre spropositate (nell’oblast’ di Saratov a partire da 30mila rubli al metro, ovvero più dello stipendio medio regionale). In ogni caso, la misura riguarda soltanto le abitazioni che distano non oltre 200 metri dalla rete di tubature disponibile, dunque esclude ancora una parte di cittadini.

La road map firmata dal premier Mišustin il 6 maggio prevede che entro il 2030 il livello di gazifikacija del paese raggiungerà l’82,9%. Per un paese noto soprattutto per l’esportazione di gas, la situazione interna è quanto meno paradossale. E lo è soprattutto quella siberiana. Nella mappa interattiva del programma di allacciamento alla fornitura 2021-2025 preparato da Gazprom, emerge con chiarezza il problema delle regioni nell’approvvigionamento energetico – e anzi, la Siberia risulta ancora fuori da questi programmi:

Osservando alcune mappe (fonte 1, fonte 2), negli ultimi vent’anni la situazione pare essere migliorata di poco. Gli Urali costituiscono un vero e proprio spartiacque nelle forniture di gas. In ogni caso, anche nelle regioni occidentali ben allacciate, le forniture spesso non superano il 45-50% del totale.

Nel complesso, ad oggi un terzo delle abitazioni in Russia sono riscaldate da stufe a legna (con tutte le conseguenze e i problemi ad esse connessi). Il livello di gazifikacija è al 71%, ma nelle località rurali si ferma al 60%. Il programma statale, per il quale è stato accantonato quasi un trilione di rubli, prevede che entro il 2025 oltre 500mila abitazioni in 23 diverse regioni (tra cui quella di Pietroburgo, Jaroslavl’, Saratov, Sachalin, l’Altaj e la Carelia) verranno allacciate alle forniture di gas.

Il problema delle forniture non riguarda solo il gas, ma comprende anche l’allacciamento idrico/fognario, l’elettricità, la raccolta e stoccaggio dei rifiuti, la rete telefonica e internet. Sul piano sanitario si unisce anche lo stato fatiscente delle strutture ospedaliere di cui, come scrivevamo, oltre il 40% è ancora privo di riscaldamento centralizzato e oltre il 30% manca di impianto idrico. Una situazione davvero drammatica per un paese già affetto da un preoccupante calo demografico e che continua a ignorare le difficoltà sul piano interno in nome di una propagandata presenza internazionale.

Foto: Gazprom

Chi è Martina Napolitano

Dottoressa di ricerca in Slavistica presso l'Università di Udine, è direttrice editoriale di East Journal e scrive principalmente di Russia. È caporedattrice della sezione Europa Orientale.

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