UCRAINA: Il parlamento ha introdotto la legge marziale

La Rada, cioè il parlamento ucraino, ha approvato con 276 voti favorevoli dopo un lungo dibattito, durato oltre quattro ore, l’introduzione della legge marziale, proposta presentata dal presidente Petro Porošenko nella giornata di lunedì 26 novembre  in seguito all’attacco russo alle navi ucraine nel mar d’Azov di questa domenica.

La legge marziale viene introdotta per 30 giorni (inizialmente, ne erano previsti 60). Interesserà solo le zone di confine con la Russia e la repubblica non riconosciuta della Transnistria, nelle regioni quindi di Vinnycja, Luhansk, Mykolaïv, Sumy, Odessa, Charkiv, Černihiv, Cherson, Donetsk, Zaporižžja.

La proposta presentata da Porošenko prevedeva inizialmente una durata di applicazione della legge marziale di 60 giorni, ovvero fino al 25 gennaio 2019. Tuttavia, questa durata non avrebbe permesso l’inizio regolare della campagna elettorale il 31 dicembre, in tempo cioè per le elezioni presidenziali previste per fine marzo.

Le 3 navi e i 23 militari ucraini coinvolti nell’incidente restano in stato di fermo a Kerč’, nonostante i solleciti di Porošenko per il loro rilascio. Tre degli uomini feriti sono stati operati con successo nell’ospedale locale.

Mentre i servizi di sicurezza ucraini (SBU) hanno aperto un caso penale relativo all’attacco russo alle navi, dall’altra parte la retorica del Cremlino controbatte insistendo sul fatto che si sia trattato di una vera e propria “aggressione” da parte dell’Ucraina. Le accuse russe si basano su presunte “manovre pericolose” operate dalle imbarcazioni ucraine, che avrebbero quindi fatto venire meno il diritto al cosiddetto “passaggio inoffensivo” attraverso il mare territoriale russo, garantito dagli articoli 17 e 18 della Costituzione ONU del Diritto del Mare.

Mosca potrebbe utilizzare l’incidente per alimentare in patria un sentimento anti-ucraino, risollevare il credito del presidente Putin, nonché incoraggiare nuove mosse aggressive contro l’Ucraina.

Qui il video dell’incidente, ripreso direttamente dalla nave russa che ha speronato l’imbarcazione ucraina.

Chi è Martina Napolitano

Dottoranda in Slavistica presso l'Università di Udine e Trieste, per EaST Journal scrive principalmente di Russia e cura la rubrica Linguae.

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