RUSSIA: La Superga di Yaroslavl che si poteva evitare

di Matteo Zola

L’aereo aveva appena tentato il decollo dall’areoporto di Yaroslavl, uno Jak-42 di produzione sovietica vecchio di trent’anni. A bordo l’intera squadra di hockey su ghiaccio locale, la Lokomotiv Yaroslavl, diretta a Minsk per il debutto del campionato. Il velivolo, sollevatosi di poche decine metri, ha agganciato un’antenna radio e si è aperto in due parti, precipitando al suolo in un’esplosione che ha ucciso 43 persone. Solo due i superstiti: un ingegnere di volo e un giocatore del Lokomotiv, Alexandr Galimov, che è stato trasportato in gravissime condizioni all’ospedale con ustioni nell’80% del corpo.

La tragedia, che ricorda quella del Grande Torino avvenuta nel 1949, poteva essere evitata se la muscolare Russia del duo Putin-Medvedev non fosse un topolino nelle questioni di sicurezza interna. L’aereo era nella lista nera dell’Unione Europea, che vieta ai velivoli ritenuti non sicuri per i parametri di sicurezza dell’Unione di volare all’interno del territorio degli stati membri. In Russia sono sedici le compagnie che attualmente utilizzano Jak-42. Il ministero dei trasporti russo ha escluso che siano all’esame provvedimenti per vietare i voli di questo modello di aereo.

Il presidente della Khl, Alexandrs Medvedev, omonimo dell’inquilino del Cremlino, ha invece deciso di sospendere il campionato fino a data da destinarsi. La Khl è la competizione hockeistica più importante d’Europa anche se, al momento, vi prendono parte solo squadre dello spazio ex-sovietico. Il progetto, però, è quello di una Lega Europea a cui dovrebbero partecipare team svedesi, baltici, tedeschi e italiani. Le compagini nostrane invitate sono l’hockey Milano e i Bulls Torino.

C’è da ritenere che non si avvarranno dei velivoli russi. Nell’ultimo mese sono precipitati due Antonov e un Tupolev, tutti aerei di fabbricazione russa, causando la morte di circa 150 persone. Ma il ministero dei trasporti russo dorme sonni tranquilli.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e ISPI. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (EastWest, Nigrizia, Il Tascabile, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore e curatore di "Ucraina, alle radici della guerra" (Paesi edizioni, 2022) e di "Interno Pankisi, dietro la trincea del fondamentalismo islamico" (Infinito edizioni, 2022); "Congo, maschere per una guerra"; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) entrambi per Quintadicopertina editore (2015); "Il pellegrino e altre storie senza lieto fine" (Tangram, 2013).

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