RUSSIA: Eletta la “nuova” squadra di governo

Il 7 maggio Vladimir Putin, dopo la vittoria alle elezioni di marzo, ha inaugurato ufficialmente il suo quarto mandato presidenziale. Il 18 maggio è stata ufficializzata la “nuova” squadra di governo: Putin ha nuovamente indicato Dmitrij Medvedev come primo ministro e la rosa dei nuovi ministri in realtà presenta molti nomi ben noti riconfermati.

Chi non gioca al ballo della sedia

Restano al loro posto i ministri principali insediatisi nel 2012, tutti rappresentanti del partito del presidente Russia Unita: Sergej Lavrov ancora agli Esteri (in carica già dal 2004), Sergej Šojgu alla Difesa, il generale della polizia Vladimir Kolokol’cev agli Interni, Aleksandr Konovalov alla Giustizia (dal 2008), Veronika Skvorcova alla Sanità, Maksim Topilin al Lavoro e Politiche Sociali, Denis Manturov all’Economia e al Commercio, Maksim Oreškin allo Sviluppo Economico (dal 2016), Aleksandr Novak alle Politiche Energetiche, Pavel Kolobkov allo Sport (dal 2016). Riconfermato il criticato Vladimir Medinskij alla Cultura e promosso a vice-premier il Ministro delle Finanze Anton Siluanov (in carica come ministro dal 2011).

Le “matricole”

Una grande novità riguarda il Ministero dell’Istruzione e della Scienza, smantellato il 15 maggio per decreto presidenziale. Al suo posto sono comparsi due nuovi Ministeri, quello dell’Istruzione (è curioso che in russo la parola obrazovanie in questo caso è stata sostituita dal sinonimo prosveščenie, che significa anche “Illuminismo”) e quello dell’Università e della Scienza. All’Istruzione è stata riconfermata Ol’ga Vasil’eva (in carica dal 2016). Il nuovo Ministero dell’Università e della Scienza, invece, non è altri che l’evoluzione del FANO, l’Agenzia Federale per le Organizzazioni Scientifiche, una sorta di organo esecutivo statale creato nel 2013 a cui erano tenuti a sottostare gli istituti scolastici e di ricerca. Il “nuovo” Ministro è proprio l’ex direttore del FANO Michail Kotjukov, un giovane tecnocrate che il mondo accademico russo più volte ha criticato, lamentando di essere ora amministrato dai “burocrati impiegatizi” del FANO. Kotjukov stesso non proviene dal mondo dell’istruzione, ma ha invece lavorato a lungo presso il Ministero delle Finanze.

L’FSB, i servizi di sicurezza russi, hanno fornito due nuovi Ministri: Evgenij Ziničev è stato eletto Ministro per gli Stati d’Emergenza (una sorta di Protezione Civile federale) e a Dmitrij Patrušev sono andate le Politiche Agricole. Il primo ha lavorato trent’anni tra KGB e FSB, divenendone infine vicedirettore. Il secondo è il figlio dell’ex capo dell’FSB. A questi è toccata una sorte affine a quella del Ministro della Cultura Medinskij: anche la sua tesi di dottorato, discussa nel 2008, è risultata contenere oltre cento pagine di materiale plagiato.

Tre nuovi Ministri sono invece stati scelti tra i governatori regionali (tutti e tre membri del partito Russia Unita).

Dmitrij Kobylkin da governatore del distretto di Jamalo-Nenec (eletto proprio da Medvedev nel 2010) è divenuto Ministro delle Risorse e dell’Ecologia. Kobylkin è stato nominato due volte miglior governatore russo. Negli ultimi anni è stato accusato di corruzione e nel 2017 di aver speso 18 milioni di rubli per un bagno personale di fattura italiana.

Vladimir Jakušev da governatore dell’oblast’ di Tjumen’ è stato eletto Ministro dell’Edilizia.

Aleksandr Kozlov è ora Ministro dello Sviluppo dell’Estremo Oriente: nel 2015 era stato eletto governatore dell’oblast’ dell’Amur, il più giovane allora in tutta la Russia. Insediatosi come governatore, si era reso famoso su YouTube aprendo il canale Gubernator Live.

Gli ultimi tre nuovi Ministri sono infine Konstantin Noskov, Ministro delle Telecomunicazioni, Sergej Čebotarev, Ministro per il Caucaso Settentrionale, e Evgenij Ditrich, che da viceministro dei Trasporti è ora Ministro. Quest’ultimo si sarebbe guadagnato la promozione gestendo e pacificando le proteste degli autotrasportatori contro il sistema Platon e lavorando alla preparazione dell’autostrada del ponte di Kerč’.

Chi è Martina Napolitano

Dottoranda in Slavistica presso l'Università di Udine e Trieste, per EaST Journal scrive principalmente di Russia e cura la rubrica Linguae.

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