RUSSIA: L’oppositore di Putin e il potere di YouTube

Fino a qualche giorno fa l’attività di Aleksej Navalny, oppositore, attivista, blogger, è rimasta ampiamente ignorata dalle alte sfere del potere. Nonostante la sua inchiesta sugli schemi corruttivi del premier Medvedev abbia provocato una serie di manifestazioni in tantissime città russe, nessuna risposta ufficiale è arrivata dal Cremlino. Bandito dai media nazionali, Navalny ha trasformato YouTube nella principale piattaforma della sua campagna politica.

Fino a qualche giorno fa, dicevamo. Perché a rispondere direttamente alle accuse di Navalny è stato Alisher Usmanov, oligarca molto vicino al Cremlino. Ma la cosa sorprendente, almeno per quello che siamo abituati a vedere, è che Usmanov ha utilizzato lo stesso strumento di Navalny, un video su YouTube, divenendo il primo ‘uomo di potere’ ad immergersi nell’ambiente dominato dall’oppositore.

Chi è Usmanov?

Nato a Tashkent in Uzbekistan, figlio del Procuratore generale durante il periodo sovietico, Usmanov è considerato uno degli uomini più ricchi del paese. Le sue attività si concentrano nel campo industriale (metallurgico), ma è molto attivo anche nel mondo della comunicazione. Possiede ad esempio il principale quotidiano nazionale, ‘Kommersant’, e ha quote significative nel settore della telecomunicazione (MegaFon) e Internet (Mail.ru Group, di recente bandito in Ucraina). L’oligarca è famoso anche in Europa e detiene il 30% di una delle più titolate società calcistiche in Inghilterra, l’Arsenal.

Un po’ come a tutti gli oligarchi divenuti ricchi nel periodo della privatizzazione selvaggia degli anni ’90, anche a Usmanov non mancano gli scheletri nell’armadio. Il suo passato è ancora avvolto nel mistero. Secondo quanto sostenuto dall’ex ambasciatore britannico in Uzbekistan in un articolo pubblicato nel 2007, Alisher Usmanov non solo sarebbe stato il perno di un gruppo criminale attivo nel paese centroasiatico negli anni ’80, ma avrebbe anche scontato una pena detentiva di 6 anni con l’accusa di stupro. La sua fedina penale sarebbe stata ripulita nel 1991, durante il caos della dissoluzione dell’Unione Sovietica. Da allora, però, nessun dettaglio è pubblicamente emerso sul suo passato, grazie anche all’assistenza di uno dei principali studi legali inglesi, Schillings.

Un nuovo genere di dibattito pubblico?

A provocare la reazione di Usmanov sarebbero state proprio queste vecchie accuse, riprese da Navalny nel video che identificava l’oligarca uzbeko come uno dei principali corruttori del Primo Ministro Medvedev. In un video di risposta, dal linguaggio intimidatorio e pubblicato su YouTube, l’oligarca ha respinto ogni accusa, definendo a sua volta Navalny “ignorante” e “criminale”, riferendosi alla famosa sentenza per appropriazione indebita ai danni dell’oppositore.

Ora, a quanto pare, Navalny sarà costretto a dettagliare le proprie accuse di fronte ad un giudice. Ma anche se il risultato finale – considerando il potente pool di avvocati a disposizione dell’oligarca e la tanto discussa parzialità del sistema giudiziario russo – potrebbe apparire scontato, non è questo il fattore più importante. La diatriba mediatica tra i due rappresenta il primo dibattito pubblico tra il sistema e l’anti-sistema incarnato dal blogger moscovita. Con la sua reazione emozionale, infatti, Alisher Usmanov ha rotto, forse per la prima volta, la regola fondamentale sulla quale si basa la politica del Cremlino nei confronti di Navalny, far finta che esso non esista.

La fondatezza delle accuse passa in secondo piano. Il video di Usmanov potrebbe dare una nuova legittimità politica non solo a quello che finora è stato sempre definito dal potere come un semplice blogger, ma anche allo strumento da esso utilizzato, internet e YouTube in particolare. Dove non riescono le manifestazioni, potrebbe riuscirci un oligarca. Il paradosso di questa storia, in fondo, sta proprio qui. E tutto questo avviene tramite internet, strumento sul quale Aleksej ha da sempre basato la propria attività politica.

Foto: AP Photo/Pavel Golovkin

Chi è Oleksiy Bondarenko

Nato a Kiev nel 1987. Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna (sede di Forlì), si interessa di Ucraina, Russia, Asia Centrale e dello spazio post-sovietico più in generale. Attualmente sta svolgendo un dottorato di ricerca in politiche comparate presso la University of Kent (UK) dove svolge anche il ruolo di Assistant lecturer. Il focus della sua ricerca è l’interazione tra federalismo e regionalismo in Russia. Per East Journal si occupa di Ucraina e Russia. Collabora anche con Osservatorio Balcani e Caucaso.

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