BALCANI: Sospesi i nuovi controlli Schengen alle frontiere

Sono durati il tempo di un weekend, i nuovi controlli “stringenti e sistematici” su tutti i passeggeri ai confini esterni dell’area Schengen, introdotti venerdì 7 aprile anche per tutti i cittadini UE. Una misura di tipo securitario che si è dimostrata impraticabile, come dimostrato dalle lunghe code  – fino a quattro ore d’attesa – che si sono subito formate alle frontiere tra Croazia e Slovenia. “Una prova del surrealismo della retorica della chiusura delle frontiere“, ha commentato il professor Francesco Strazzari.

Le nuove regole sul rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne di Schengen – una conseguenza del clima instauratosi in Europa dopo gli attacchi terroristici di Parigi del novembre 2015 – erano state approvate dal Consiglio UE lo scorso 7 marzo. Secondo la Commissione, tali norme “assicurano un buon bilanciamento tra le sfide della sicurezza e la necessità di evitare un impatto sproporzionato sul traffico alle frontiere”, con l’obiettivo di “preservare la libertà di movimento nell’area Schengen e garantire la sicurezza dei cittadini UE”.

A tal fine, tutti i passeggeri che attraversano le frontiere Schengen avrebbero dovuto essere schedati, in uscita e in entrata. Un passaggio che, per chi non è dotato di passaporto biometrico ma solo di carte d’identità cartacee come quella italiana, si traduce nella necessità di codificare a mano i dati anagrafici nei tre diversi database comunitari.

Boštjan Štefic, del ministero degli interni sloveno, ha annunciato che la Slovenia invierà un’informativa dettagliata alla Commissione europea circa i problemi sollevati dalla messa in atto del nuovo regolamento Schengen, sottolineando che Lubiana aveva avvertito già in anticipo che sarebbero potuti sorgere problemi. Le nuove norme per la sicurezza, sottolinea Stefic, dovrebbero essere “adattate alle necessità”. La Slovenia proporrà alla Commissione che residenti e pendolari frontalieri siano esclusi dall’applicazione.

La polizia croata ha dichiarato che, nonostante la loro cooperazione con Slovenia e Ungheria e l’uso di tutte le risorse tecniche e umane disponibili, non è stato loro possibile mitigare l’impatto delle nuove norme. Di concerto con la Commissione UE, sabato sera la Croazia ne ha quindi sospeso l’applicazione,  mantenendo i controlli sistematici solo per i cittadini di stati terzi, e controllano i cittadini UE solo a campione. La Croazia non ha ancora accesso completo alla banca dati SIS (Schengen Information System), il che rende ancora più difficile i controlli sistematici. Il governo croato spera di accedere già dal 2018 allo spazio Schengen; nel frattempo, con l’avvicinarsi della bella stagione, resta necessario garantire che i traffici turistici verso la costa non siano messi a repentaglio.

Foto: Silvia Maraone

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