CIPRO: Elezioni /4 – Vittoria del centrodestra, punito il governo troppo "morbido" coi turchi

Elezioni /1 – L’isola spezzata

Elezioni /2 – Il partito progressista dei lavoratori. Comunisti al potere

Elezioni /3 – Il paradiso mancato. Un reportage

Il partito di opposizione Adunata Democratica (Disy, di centrodestra) ha vinto le elezioni con il 34.27% dei voti (30.34% nel 2006) battendo di misura il partito comunista Akel, guidato dal capo dello Stato, Demetris Christofias, e il partito democratico (Diko, di centrodestra). Il partito socialdemocratico Edek si è fermato al 9%. L’Akel si è piazzato al secondo posto con il 32.67% (31.13% del 2006) e il Diko al terzo con il 15.77% (17.92% cinque anni fa). Una vittoria di misura del centrodestra che negli ultimi dieci anni ha sempre conteso la vittoria ai comunisti. La coalizione Akel più Diko supera comunque il 48% dei voti ma è evidente il ruolo fondamentale di “ago della bilancia” esercitato dai democratici del Diko.Non da sottovalutare è poi il ruolo dei socialdemocratici di Edek. L’attuale coalizione di governo comprende infatti l’Akel e il Diko, che insieme raggiungono il 48% circa dei consensi. Della coalizione governativa faceva parte anche l’Edek, uscito per divergenze con la linea di Christofias sul negoziato bilaterale con i turco-ciprioti. Non va dimenticato come l’Edek abbia partecipato, negli anni Settanta, alla lotta armata contro l’invasione turca.

Il risultato delle consultazioni non avrà alcun effetto sulla presidenza Christofias e, quasi certamente, non influenzerà i colloqui con la controparte turco-cipriota per la riunificazione dell’isola. Il Diko e l’Edek però potrebbero, alle prossime elezioni presidenziali, non appoggiare Christofias. E’ quanto si vocifera dalle parti di Nicosia. Infatti il nuovo parlamento eletto con queste elezioni deve ancora nominare il suo primo ministro. Nella tradizione politica di Cipro il partito che appoggia il primo ministro di un altro partito, esprime poi il Presidente della Repubblica. E’ per questo che, da alcune settimane, si rincorrono voci secondo cui il Disy avrebbe già proposto ai socialisti dell’Edek di nominare primo ministro il loro leader Yiannakis Omirou in cambio dell’appoggio dell’Edek al candidato del Disy alle prossime presidenziali.

Secondo tutti gli analisti, il voto che ha premiato il Disy ha voluto ”punire” sia l’Akel sia il Diko. Il primo, nella persona di Christofias, perché accusato di aver fatto troppe concessioni ai turco-ciprioti nel corso dei negoziati. In particolare al presidente si rimprovera di non aver fatto abbastanza per tagliare la crescente spesa pubblica ne per ridurre la disoccupazione che a marzo ha toccato il 7.2%. Circa il calo di voti del Diko, come ha ammesso il deputato Nikos Papadopoulos (figlio del defunto presidente Tassos) intervistato dalla Tv statale Rik1, ”il risultato di oggi rappresenta per il mio partito un messaggio forte da parte dell’elettorato. Abbiamo scontato l’alleanza con l’Akel e le scelte sbagliate di Christofias sia nei negoziati sia di fronte alla crisi economica”.

L’astensione è stata del 21.3% (ovvero oltre 113.000 su 530.000 aventi diritto al voto hanno disertato le urne), la piu’ alta mai registrata a Cipro dove l’affluenza alle urne e’ stata quasi sempre intorno al 90%.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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