Dnipro Ucraina fallimento Europa League

CALCIO: Il Dnipro affonda, a due anni dalla finale di Europa League

Dalla finale di Europa League al fallimento. Sembra essere questo il destino del Dnipro, la squadra ucraina che nel 2015 aveva eliminato Ajax e Napoli dalla seconda competizione europea, arrendendosi solo in finale contro il Siviglia. Un risultato ottenuto a dispetto della guerra civile ucraina, costretta a giocare lontano dalla Dnipro Arena, in un interessante parallelo con lo Shakhtar Donetsk di quest’anno. Ora però il Dnipro rischia di scomparire dalla mappa del calcio. Secondo il quotidiano Tribuna, citato da Futbolgrad, il proprietario Ihor Kolomojs’kyj avrebbe scelto di non ripagare i debiti del club.

Le nubi nere si erano già addensate sul destino del Dnipro a marzo. A far notizia la decisione UEFA di escludere il club dalle coppe europee per il mancato rispetto delle regole del fair-play finanziario. L’esclusione dai tornei continentali per tre anni, per un club di un campionato est europeo, è una quasi sicura condanna a ulteriore indebitamento. In mancanza dei ricchi proventi garantiti dalla partecipazione alle coppe europee, diviene ancora più difficile poter appianare la propria situazione finanziaria. È quanto, in Turchia, sta avvenendo al Galatasaray, storico club che affronta una crisi finanziaria e di risultati sfociata in un’analoga squalifica.

Come spiegammo già in settembre, quando il Dnipro affrontò la Lazio in Europa League, i problemi finanziari del club sono riconducibili alle vicende del proprietario Ihor Kolomojs’kyj. L’oligarca ucraino, proprietario di PrivatBank, il maggiore istituto di credito commerciale del paese, non sembra interessato a investire ulteriormente nel club e a ripianare i suoi debiti, visti i problemi finanziari della sua banca, prossima al default.

Allo stesso tempo Kolomojs’kyj ha dovuto affrontare anche problemi dal punto di vista politico. All’indomani della deposizione dell’ex presidente Viktor Janukovyč aveva accettato la carica di governatore dell’oblast’ di Dnipropetrovs’k. A distanza di mesi, è stato invece destituito dalla carica per decreto dell’attuale presidente Petro Porošenko. Dietro alla mossa la volontà di ridimensionare un personaggio controverso impegnato nella lotta contro un altro potente di Ucraina, il presidente dello Shakhtar Rinat Achmetov.

Secondo la ricostruzione di Futbolgrad, l’intenzione di Kolomojs’kyj era quella di lasciar fallire il Dnipro facendolo continuare con la licenza sportiva del Volyn Lutsk, una delle altre due squadre controllate direttamente dalla sua PrivatBank. Questo avrebbe permesso all’oligarca di aggirare la squalifica UEFA. La soluzione sarebbe però complicata dal fatto che la FIFA ha vietato al Volyn di compiere trasferimenti sul mercato. La causa è da ricercarsi nei debiti dovuti al difensore brasiliano Ramon Lopes, giocatore del club tra il 2009 e il 2014. Solo uno dei sintomi del fatto che anche questa società è pesantemente indebitata.

Kolomojs’kyj ha smentito ogni intenzione di far fallire il club. Nella sua dichiarazione ha spiegato semplicemente di non essere interessato a spendere «cifre folli per giocatori che riescono a portare solo risultati insufficienti». Una frase che richiama anche alla pessima prestazione della nazionale ucraina a Euro 2016Kolomojs’kyj infatti accusa la federcalcio ucraina di mettere in circolazione false voci per coprire la brutta figura della nazionale. L’oligarca ha però ammesso le difficoltà finanziarie del club. Nelle prossime settimane la squadra perderà almeno undici giocatori, tra cui il nazionale Roman Zozulja.

In ogni caso, resta una situazione poco onorevole per un club che, oltre ad aver vinto due campionati ucraini e aver raggiunto una finale di Europa League, riuscì a centrare ben quattro titoli sovietici (due campionati, una coppa e una supercoppa) negli anni ’80 grazie a giocatori del calibro di Oleg Protasov.

Foto: FC Dnipro (Facebook)

Chi è Damiano Benzoni

Giornalista pubblicista, è caporedattore della pagina sportiva di East Journal. Gestisce Dinamo Babel, blog su temi di sport e politica, e partecipa al progetto di informazione sportiva Collettivo Zaire74. Ha collaborato con Il Giorno, Avvenire, Kosovo 2.0, When Saturday Comes, Radio 24, Radio Flash Torino e Futbolgrad. Laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla democratizzazione romena, ha studiato tra Milano, Roma e Bucarest. Nato nel 1985 in provincia di Como, dove risiede, parla inglese e romeno. Ex rugbista.

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