CALCIO: Europa League, la Lazio affronta il Dnipro dell’oligarca Kolomojs’kyj

Comincerà stasera a Dnipropetrovs’k l’Europa League della Lazio, contro quella che fu la grandissima sorpresa dell’edizione passata del torneo, il Dnipro, che finalmente può tornare a giocare di fronte al proprio stadio. L’incredibile cavalcata che portò il Dnipro in finale contro il Siviglia – eliminando nel tragitto Olympiacos, Ajax, Club Brugge e Napoli – si svolse infatti sullo sfondo della guerra civile ucraina e costrinse  la squadra di Dnipropetrovs’k a disputare le sue partite nella capitale Kiev invece che nella Dnipro Arena. Nella finale di Varsavia, nonostante il vantaggio siglato al 7’ dall’attaccante croato Nikola Kalinić, il Dnipro dovette arrendersi 3-2 al Siviglia. A fine partita la star della squadra, l’ala sinistra Jevhen Konopljanka, piangeva in mezzo al cerchio di centrocampo: durante l’estate successiva avrebbe firmato proprio per il Siviglia.

La finale persa a Varsavia è il punto più alto della storia del Dnipro, giunto due volte fino ai quarti di Coppa dei Campioni durante l’epoca sovietica. La squadra, nota per essere stata il primo incarico da allenatore del “colonnello” Valerij Lobanovskij a cavallo tra anni ’60 e ’70, vinse il titolo sovietico nel 1983 e nel 1988, più una Coppa dell’Unione Sovietica nel 1989. Da quando l’Ucraina è indipendente, ha raggiunto otto volte i primi tre posti in campionato, senza però mai riuscire a sedere sul gradino più alto.

Il Dnipro che si presenterà di fronte alla Lazio (la partita sarà disputata a porte chiuse come sanzione per l’invasione di campo dei tifosi dopo la vittoria in semifinale contro il Napoli lo scorso anno) è però considerato una squadra in forte crisi. La squadra ha perso alcune delle sue pedine principali: oltre al trasferimento di Konopljanka al Siviglia vale la pena citare la partenza di Kalinić per la Fiorentina. Alle cessioni non è però corrisposto un adeguato mercato in entrata: una situazione che ha portato l’allenatore Myron Markevyč a rassegnare le sue dimissioni, rifiutate però dalla dirigenza del club. Dall’inizio della stagione la squadra ha faticato molto, risollevandosi solo da metà agosto con una serie di cinque vittorie consecutive che l’hanno riportata fino al terzo posto in classifica.

I problemi del mercato del Dnipro sono riconducibili alle vicende del suo proprietario e presidente, l’oligarca Ihor Kolomojs’kyj, per cui il club non sembra più essere una priorità di investimento. Nato in una famiglia ebrea, Kolomojs’kyj è in possesso di tripla cittadinanza (russa, israeliana e cipriota). Il cinquantaduenne è dal 2006 sempre sul podio della classifica delle persone più ricche di Ucraina ed è uno dei proprietari privati della PrivatBank, il maggiore istituto di credito commerciale del paese. Proprio la PrivatBank è stata un termometro dei problemi di Kolomojs’kyj, dopo che a luglio l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha declassato la banca da CC a C (l’ultimo gradino prima del default).

Anche sul piano politico la situazione di Kolomojs’kyj si è fatta complicata da quando a fine marzo è stato destituito per decreto del presidente dell’Ucraina Petro Porošenko dalla carica di governatore dell’oblast’ di Dnipropetrovs’k. L’oligarca occupava la poltrona dal 2 marzo 2014, quando all’indomani della deposizione di Viktor Janukovyč, gli venne offerta la carica dal governo provvisorio del presidente ad interim Oleksandr Turčynov.

Il governatorato di Kolomojs’kyj è stato molto controverso: dall’istituzione di una taglia contro i militanti filorussi alle spese fatte per creare i battaglioni Dnipro e Dnipro-1 e finanziare altri battaglioni di volontari, passando per le accuse di aver organizzato l’uccisione di civili mossa dalle autorità russe. Secondo alcune fonti, le risorse del magnate erano messe al servizio della sua guerra di potere contro il potente clan del Donbas che fa capo al presidente dello Šachtar Donec’k Rinat Achmetov: i miliziani di Kolomojs’kyj bloccavano i business del rivale e persino i cargo umanitari diretti verso il Donbas.

La destituzione di Kolomojs’kyj si è consumata dopo la morte di un ufficiale della sicurezza nazionale, ucciso da un assistente parlamentare membro del battaglione Dnipro-1 e dell’ufficio di Dnipropetrovs’k di Pravi Sektor. In seguito all’incidente, alcuni manager delle compagnie petrolifere di stato UkrTransNafta e UkrNafta fedeli a Kolomojs’kyj vennero sospesi dalle cariche dirigenziali. In tutta risposta l’oligarca ordinò alle sue milizie personali un raid presso gli uffici di entrambe le aziende: uno scandalo che creò il pretesto perché Porošenko potesse ridimensionarlo.

Photo: Aleksandr Osipov (Flickr)

Chi è Damiano Benzoni

Giornalista pubblicista, è caporedattore della pagina sportiva di East Journal. Gestisce Dinamo Babel, blog su temi di sport e politica, e partecipa al progetto di informazione sportiva Collettivo Zaire74. Ha collaborato con Il Giorno, Avvenire, Kosovo 2.0, When Saturday Comes, Radio 24, Radio Flash Torino e Futbolgrad. Laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla democratizzazione romena, ha studiato tra Milano, Roma e Bucarest. Nato nel 1985 in provincia di Como, dove risiede, parla inglese e romeno. Ex rugbista.

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