CROAZIA: Oresković “dittatore”, il partito HDZ annuncia la sfiducia al premier

Da Zagabria – La crisi della coalizione governativa tra il “Blocco patriottico” guidato dall’Unione Democratica Croata (HDZ) ed il Ponte delle Liste Indipendenti (MOST) ha raggiunto il suo apice. Da gennaio il governo fatica a prendere decisioni condivise, per tre venerdì di seguito tra la fine d’aprile e l’inizio di maggio non si è raggiunta la maggioranza parlamentare. Successivamente, mercoledì 18 maggio e venerdì 20 maggio, il Primo Vice Premier e Presidente dell’HDZ Karamarko ha richiamato alla disciplina le sue truppe, riuscendo a dare la parvenza dell’esistenza di una maggioranza. Le due votazioni hanno tagliato l’Ufficio dell’ex-Presidente Mesić e rifiutato il rapporto 2015 del Difensore Civico Lora Vidović, che lamentava un peggioramento nel rispetto dei diritti umani e nelle tutele alle minoranze, ma non hanno dimostrato l’esistenza di una proposta politica condivisa dall’intero governo. Di fatto ad inizio maggio, Karamarko ha cercato di forzare la situazione recapitando un ultimatum all’altro Vice Premier e Presidente di Most, Petrov, per indurlo ad approvare le sue proposte pena elezioni anticipate. Qualche settimanda dopo, lo scandalo MOL-Karamarko ha capovolto la situazione, prima Petrov ha richiesto a Karamarko di dimettersi, dichiarando che Most voterà la sfiducia assieme al Partito Social-Democratico, poi due giorni fa l’HDZ ha depositato una mozione di sfiducia contro il Premier Oresković, che se passase significherebbe la caduta del governo.

Alla base delle dispute tra Most e HDZ vi sono diverse ragioni, dalle opinioni differenti sul quali aziende privatizzare, al contenuto delle riforme, agli uffici da tagliare nella riforma della Pubblica Amministrazione. La principale rottura si è però consumata sulla posizione da tenere nell’arbitrato internazionale sul controllo dell’INA tra il governo croato e la compagnia energetica ungherese MOL, e sull’arrogante pretesa dell’HDZ e dei suoi alleati di nominare i vertici della polizia, al posto del Ministro dell’Interno di Most, e dei servizi investigativi.

Sin dall’insediamento del nuovo governo l’HDZ è parso avere un interesse particolare nell’occupare prontamente specifiche posizioni di potere nei media e negli apparati di sicurezza. Le politiche del Ministro della Cultura Zlatko Hasanbegović, sono state accompagnate dalla nomina a direttore della radiotelevisione pubblica HRT di Siniša Kovačić, che ha rimodellato l’emittente pubblica, con conseguenza drammatiche sull’informazione in Croazia, più volte lamentate anche dalla comunità internazionale. Di fatto, ciò che all’HDZ sta riuscendo nel campo dei media non gli riesce negl’apparati di sicurezza.

La mancata nomina ai servizi segreti…

La prima frizione si è verificata quando la Presidente della Repubblica Grabar-Kitarović, proveniente dalle fila dell’HDZ,  ha chiesto le dimissioni del capo dei servizi segreti (SOA) Dragan Lozančić, prima accusandolo di aver infranto generalmente la legge, non specificando quale per ragioni di segreto di stato, e poi di essere una spia dell’ex Primo Ministro Zoran Milanović (SDP). Sembrerebbe che il capo dei servizi segreti, oltre a essere stato nominato dal precedente governo SDP e dall’ex Presidente Josipović, avesse intercettato la Presidente al telefono con l’ambiguo Tycoon Zdravko Mamić. Anche se in modo discutibile, la Presidente ha esercitato una propria prerogativa, ed ha chiesto all’appena sbarcato Premier Oresković di controfirmare il licenziamento del capo della SOA.

Nonostante sia stato accolto dall’opposizione come uno straniero manovrato dall’HDZ, il Primo Ministro tergiversa per diversi mesi, mentre Most insiste che Lozančić debba essere ascoltato all’interno della Commissione Parlamentare dedicata, e Karamarko sostiene fortemente che la denuncia della Presidente è sufficiente, e lamenta che l’attesa è dovuta all’inesperienza del Primo Ministro. Infine il 4 maggio, Oresković dichiarerà al Sabor che il capo dei servizi non ha infranto la legge, a quel punto Lozančić dà volontariamente le proprie dimissioni, e viene assunto dal Premier Oresković come suo consigliere personale. Al vertice dei servizi il Premier propone allora Daniel Markić, già vice di Lozančić, e a favore della nomina votano Most e l’SDP ed i suoi alleati, contro la coalizione patriottica guidata dall’HDZ. Markić diviene il nuovo capo dei servizi, il suo ex-superiore Lozančić consigliere del Primo Ministro, e Karamarko si vede scippare la nomina che – da ex capo dei servizi – non nascondeva di ritenere fondamentale.

… e ai vertici della Polizia

Nel frattempo oltre che sulla nomina ai servizi segreti, l’HDZ e Karamarko si concentrano sulle nomine ai vertici della polizia, ed in particolare dell’Ufficio della Polizia Nazionale per la Soppressione della Corruzione e del Crimine Organizzato (USKOK). Il Ministro dell’Interno Vlaho Orepić provienente da Most, sin dall’insediamento viene accusato di tenere i vertici della polizia nominati dal SDP, perché non in grado di esprimere una classe dirigente. Mentre Orepić e Karamarko fanno a gara per il sostegno del Generale Gotovina, domenica 3 aprile viene rapinata una cassaforte al quartier generale della polizia di Zagabria. La cassaforte all’interno dell’ufficio del Capo della Polizia criminale Zeljko Dolački viene svaligiata di 280.000 euro, Dolački viene immediatamente sospeso e poi sospettato. Qualche giorno dopo, Orepić, costretto dallo scandalo, cambia numerosi vertici, perlopiù sostituendo i Capi di Polizia con i propri vice o cambiando di dipartimento i vertici interni, ma senza inserire nuovo personale nel Ministero. Infine, Orepić confermerà che la rapina all’Ufficio di Polizia è stata effettivamente un inside job, rifiutandosi però di rilevare l’identità del polizziotto arrestato.

La sfiducia di Karamarko contro Oresković “dittatore”

A inizio maggio, dopo la nomina di Markić e la resistenza del Ministro degl’Interni Orepić. Karamarko decide di forzare la mano a Most; minaccia che interromperà l’esperienza di governo se non vengono soddisfatte tre richieste ben precise dell’HDZ. Karamarko vuole il diritto a nominare del Capo della polizia ed il Capo dell’USKOK, e che la Croazia si ritiri dall’arbitrato internazionale con la compagnia energetica MOL. Poco dopo l’inchiesta del giornale Nacional investe Karamarko, rivelandone le sospette relazioni con MOL e l’Ungheria.

Infine, tra i concitati eventi degl’ultimi giorni che stanno segnando la fine della coalizione di governo, è emerso che la mozione di sfiducia depositata dall’HDZ contro il Premier Oresković conta, tra le ragioni ufficiali, la smarcatura di questi dal controllo politico del partito che lo ha nominato (l’HDZ), e che in particolare, con le parole di Karamarko, “il suo primo compito è stato quello di nominare il capo della SOA, e già allora l’ha fatto nascondendo la sua decisione all’HDZ”, e che questa mossa sarebbe stato un “preludio ad installare una dittatura del cancelliere con l’aiuto degl’apparati repressivi”.

Con queste parole, con cui intende mettere fine all’esperienza di governo, l’HDZ ha finalmente esternato il motivo che ha determinato la sua insoddisfazione per il presente governo, e che ha portato Karamarko, tra ultimatum, ricatti e contro-ultimatum, a depositare in parlamento la sfiducia al Premier Tihomir Oresković, che lui stesso aveva portato dal Canada a Zagabria.

Foto: N1 Tv.

Chi è Pierluca Merola

Nato a Roma, appassionato di Balcani e allargamento dell'UE, risiede a Bruxelles e lavora come assistente accademico presso il Collegio d'Europa di Bruges. Collabora con East Journal da Maggio 2016, per il quale narra di avvenimenti croati e balcanici. Parla correntemente inglese, francese e croato.

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