CROAZIA: Svolta per il governo, torna l’HDZ

da FIUME – La crisi politica croata che perdura delle elezioni parlamentari dell’8 novembre scorso sembra essere arrivata ad una svolta. Dopo più di un mese e mezzo di trattative, e giunti ormai al quarto turno di consultazioni delle forze politiche da parte della Presidente della Repubblica Kolinda Grabar-Kitarović, il 23 dicembre è stata formalizzato l’accordo di governo tra l’Unione Democratica Croata, HDZ, e la sorpresa delle elezioni, il partito delle liste indipendenti, MOST. Oltre alla coalizione, è ufficiale anche il nome del primo ministro designato: si tratta di Tihomir Orešković, un manager esterno alla politica. Il grande sconfitto di questo lungo gioco post-elettorale è, dunque, il primo ministro uscente Zoran Milanović, che torna all’opposizione con il suo Partito Socialdemocratico, SDP.

Dopo settimane in cui sembrava difficile trovare una quadra tra il MOST, che chiedeva la nascita di una grande coalizione per approvare un radicale piano di riforme, e i due partiti principali dello scacchiere politico croato, entrambi contrari ad allearsi con il nemico di sempre, da metà dicembre le trattative politiche hanno subìto una chiara accelerazione. Se fino a pochi giorni fa l’HDZ, guidata da Tomislav Karamarko, sembrava tagliata fuori dai giochi, un vero e proprio colpo di scena ha portato alla nascita di una coalizione di centrodestra. Secondo la ricostruzione del leader di MOST, Božo Petrov, durante le trattative che avrebbero dovuto far nascere l’alleanza tra il SDP e MOST, il premier Milanović ha contattato personalmente i membri della lista indipendente per portarli dalla sua parte e farsi rieleggere premier. Un’azione, questa, giudicata inaccettabile dal leader di MOST, che ha deciso per lo strappo e per la riapertura del dialogo con l’HDZ. In poche ore, le due forze hanno trovato l’accordo e, nella sera del 23 dicembre, hanno consegnato alla Presidente della Repubblica il numero di firme necessario per formare un governo.

L’HDZ può così tornare al governo della Croazia dopo quattro anni all’opposizione. Per farlo, però, Karamarko ha dovuto accettare la nomina di un premier apartitico, proposto da MOST. La scelta è ricaduta su Tihomir Orešković, un uomo poco noto al pubblico croato e totalmente estraneo all’arena politica. Orešković, di anni 49, è un manager formatosi in Canada (ha, non a caso, un marcato accento inglese) che ha fatto carriera in grandi gruppi internazionali, in particolare nel settore farmaceutico. Nel suo primo discorso pubblico, rilasciato all’uscita dell’Ufficio del Presidente, subito dopo aver ricevuto il mandato per formare il nuovo governo, ha dichiarato di voler mettere le sue competenze al servizio del Paese e di sperare di riuscire in pochi giorni ad ottenere la fiducia parlamentare e a formare la propria squadra di governo. Non dovesse farcela, si aprirebbe la strada verso nuove elezioni.

Dovesse superare gli scogli relativi alla sua nomina, però, la vera sfida per Orešković sarà governare il Paese con un’alleanza di governo così eterogenea. Fino ad oggi in Croazia si sono sempre alternati al potere due grandi partiti, che hanno avuto il sostanziale monopolio delle coalizioni di governo. C’è molta curiosità nel vedere se un partito nuovo come MOST, che, con i suoi deputati, è decisivo per l’esistenza del governo, saprà condizionare l’HDZ o se l’esperienza di governo di quest’ultima le permetterà di “addomesticare” i propositi di riforma che hanno portato MOST al successo. A questo punto, le prossime giornate saranno decisive e ci diranno in che direzione procederà la Croazia negli anni a venire.

Chi è Riccardo Celeghini

Laureato in Relazioni Internazionali presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università Roma Tre, con una tesi sui conflitti etnici e i processi di democratizzazione nei Balcani occidentali. Ha avuto esperienze lavorative in Albania, in Croazia e in Kosovo, dove attualmente vive e lavora. E' nato nel 1989 a Roma. Parla inglese, serbo-croato e albanese.

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