CALCIO: Evitata la Grexit, Atene fa marcia indietro

Una Grexit calcistica, dodici anni dopo lo storico trionfo europeo del 2004. Era questa la prospettiva che minacciava la federcalcio greca dopo l’ultimatum lanciato il 6 aprile dalla FIFA: dieci giorni per annullare la decisione presa dal ministro dello sport Stavros Kontonis di cancellare la Coppa di Grecia. Allo scadere dei termini, sulla Grecia sarebbe calata la scure della squalifica dalle competizioni per l’ingerenza del governo di Atene sugli affari calcistici. L’eventualità è stata scongiurata dopo che Kontonis ha fatto marcia indietro, sollevando la sospensione imposta sulla competizione in cambio della promessa di una riforma delle regole e della governance della federcalcio.

La Coppa di Grecia era stata cancellata lo scorso marzo in seguito alle violenze che avevano caratterizzato la partita tra PAOK Salonicco e Olympiacos nella semifinale di andata della competizione allo stadio Toumba, casa del PAOK. L’incidente era avvenuto nel finale dell’incontro dopo la decisione dell’arbitro Andreas Pappas di negare un rigore alla squadra di casa, i cui tifosi hanno invaso il campo, lanciando fumogeni e fuochi d’artificio sul terreno di gioco e rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine per liberare il campo.

Non è la prima volta che la Grecia si trova ad affrontare minacce di sanzioni da parte di FIFA e UEFA e a prendere decisioni draconiane contro la violenza negli stadi. Lo scorso anno la Super League stessa era stata sospesa – anche se per solo una settimana – in seguito agli incidenti in un derby di coppa tra AEK Atene e Olympiacos. Violenze che avevano spinto Kontonis a decretare una serie di misure fortemente restrittive nei confronti del tifo. Misure che comprendono la possibilità di imporre multe dai 10.000 ai 25 milioni di euro per incidenti violenti, di ordinare il posticipo o la cancellazione di eventi sportivi e di proibire alle squadre greche di giocare nelle competizioni europee, oltre a multe per i media colpevoli di mostrare la violenza e incitarla e sentenze carcerarie per i club di supporter non riconosciuti che vendano biglietti. La legge era già stata osteggiata, in quanto vista come un’eccessiva ingerenza governativa, dalla UEFA nella persona di Gianni Infantino, attuale presidente FIFA.

Nello scorso anno il campionato greco è stato colpito dai violenti scontri tra tifosi e polizia nel derby di Atene tra il Panathinaikos di Andrea Stramaccioni e l’Olympiacos, risultati in cinquanta arresti, oltre che da uno sciopero dei calciatori per le mancate compensazioni da parte dei club in crisi economica. Gli scontri del derby di Atene portarono anche alla decisione da parte di Kontonis di chiudere i Gate 13 e 14, settori storici della tifoseria del Panathinaikos, innescando una protesta prolungata da parte degli ultrà della squadra ateniese: dall’irruzione a una cena a cui partecipavano i vertici della federcalcio a proteste sotto il parlamento e sotto la sede del partito di governo Syriza, fino a un corteo diretto all’abitazione privata di Alexis Tsipras.

Chi è Damiano Benzoni

Giornalista pubblicista, è caporedattore della pagina sportiva di East Journal. Gestisce Dinamo Babel, blog su temi di sport e politica, e partecipa al progetto di informazione sportiva Collettivo Zaire74. Ha collaborato con Il Giorno, Avvenire, Kosovo 2.0, When Saturday Comes, Radio 24, Radio Flash Torino e Futbolgrad. Laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla democratizzazione romena, ha studiato tra Milano, Roma e Bucarest. Nato nel 1985 in provincia di Como, dove risiede, parla inglese e romeno. Ex rugbista.

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