CALCIO: Erdoğan contro Hakan Şükür, accuse di lesa maestà

Il Toro del Bosforo, già caduto dalle grazie del Presidente, ora è accusato di lesa maestà. Hakan Şükür, ex attaccante del Galatasaray riciclatosi in politica dopo il ritiro, rischia una condanna fino a quattro anni di carcere per aver insultato dal suo account Twitter il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il suo figlio. Secondo quanto riporta il Guardian, il calciatore avrebbe spiegato che i suoi tweet non erano riferiti a Erdoğan o ai suoi familiari, mentre l’accusa sostiene che le esternazioni di Şükür siano chiaramente collegate alla figura del presidente. Non è chiaro al momento quale sia il contenuto esatto dei tweet incriminati. La prima udienza si dovrebbe tenere nelle prossime settimane.

Şükür è stato il marcatore più prolifico nella storia della nazionale turca, con un ruolino di marcia di 51 gol in 112 presenze: è sua la rete più veloce mai segnata a una Coppa del Mondo, siglata dopo appena 11 secondi nella finale per il terzo posto contro la Corea del Sud al Mondiale del 2002. Con la maglia del Galatasaray, che ha vestito a più riprese tra il 1992 e il 2008, è stato per tre volte consecutive capocannoniere del campionato turco, competizione di cui è il miglior marcatore di tutti i tempi e che ha vinto ben otto volte. L’apice della sua carriera fu la sera del 17 maggio 2000, quando con la maglia dei giallorossi (che al tempo vantavano in rosa giocatori del calibro di Gheorghe Hagi e Taffarel e la guida tecnica di Fatih Terim) sconfisse ai rigori l’Arsenal nella finale di Coppa UEFA. Quella vittoria gli valse la chiamata dell’Inter e il ritorno in Serie A dopo la breve e poco fortunata esperienza al Torino nel 1995. Giocò una stagione in nerazzurro per poi passare per una stagione al Parma, con cui vinse la Coppa Italia, facendo però solo 15 apparizioni in campionato con gli emiliani.

Dopo il ritiro, avvenuto nel 2008, il calciatore è entrato in politica, facendosi eleggere al Parlamento nel 2011 con il partito AKP, fondato proprio dal suo antagonista odierno Erdoğan, allora Primo Ministro del paese. La rottura con Erdoğan si consuma due anni più tardi, quando Şükür abbandona il partito, restando in Parlamento come indipendente, e palesando con il suo atto il conflitto in corso tra l’AKP e il movimento Hizmet. Il partito di governo aveva messo nel mirino le dershane (scuole private per la preparazione degli esami in gran parte gestite da Hizmet e importante fonte di reddito e influenza del movimento), spingendo il Toro del Bosforo all’abbandono.

Hizmet, guidato da Fethullah Gülen, un predicatore basato negli Stati Uniti, è da diversi anni in conflitto aperto con l’AKP: il movimento, ben radicato all’interno della polizia e della magistratura, avrebbe orchestrato all’indomani dell’abbandono di Şükür una vasta operazione anticorruzione che portò all’arresto di oltre cinquanta persone, sferrando un colpo duro alla dirigenza del partito di Erdoğan. Pochi mesi più tardi venne annunciato che uno stadio nel distretto di Sancaktepe, aperto nel 2010 e intitolato all’ex calciatore, avrebbe rimosso il nome di Şükür dal proprio impianto per una decisione del consiglio municipale.

Non è chiaro se Hakan Şükür si presenterà al processo: il calciatore ha smentito di essersi trasferito negli Stati Uniti, asserendo che la sua presenza recente in California era legata all’apertura di un’accademia sportiva e alla necessità di imparare l’inglese. Il processo a suo carico riecheggia però la recente stretta di vite del presidente turco nei confronti dei suoi oppositori: una repressione strisciante che ha colpito diverse voci critiche negli ultimi mesi, in un paese che sta vivendo ora i fantasmi di autoritarismo e conflitto civile.

Foto: Hakan Şükür (Instagram)

Chi è Damiano Benzoni

Giornalista pubblicista, è caporedattore della pagina sportiva di East Journal. Gestisce Dinamo Babel, blog su temi di sport e politica, e partecipa al progetto di informazione sportiva Collettivo Zaire74. Ha collaborato con Il Giorno, Avvenire, Kosovo 2.0, When Saturday Comes, Radio 24, Radio Flash Torino e Futbolgrad. Laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla democratizzazione romena, ha studiato tra Milano, Roma e Bucarest. Nato nel 1985 in provincia di Como, dove risiede, parla inglese e romeno. Ex rugbista.

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