KOSOVO: Hashim Thaçi, da serpente a Presidente

Hashim Thaçi, 48 anni, vicepremier e ministro degli esteri, è stato eletto come nuovo presidente del Kosovo. Alla terza votazione, quando era sufficiente la maggioranza semplice, Thaçi ha ottenuto 71 voti su 120; nessun voto è andato all’altro candidato in lizza, Rafet Rama, il quale ha dichiarato di aver votato lui stesso per Rama.

Nelle due precedenti votazioni, Thaçi non aveva raggiunto il quorum dei due terzi necessario per l’elezione. Al momento del voto erano presenti in aula 82 deputati, due in più del quorum previsto dalla legge. Ma rimane l’incognita costituzionale, in quanto secondo la sentenza della Corte affinché l’elezione del Presidente sia valida occorre che tutti i deputati dell’Assemblea nazionale siano presenti in aula durante il voto, a meno che giustificati. La Corte con questa sentenza dichiarò illegittima l’elezione dell’ex Presidente della Repubblica Behgjet Pacolli. L’opposizione ha quindi fatto ricorso alla Corte costituzionale.

Durante le votazioni dentro e fuori dal Parlamento vi sono stati duri scontri tra polizia e deputati, manifestanti e sostenitori dell’opposizione che contestavano l’elezione di Thaçi. Da mesi l’opposizione – guidata dal movimento per l’Autodeterminazione, Vetevendosja – fa di tutto per ostacolare i lavori del Parlamento.

La polizia, anche questa volta, ha fatto largo uso di lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti che hanno lanciato molotov e altri oggetti contro gli agenti. Il bilancio del giorno dopo è di 22 feriti e cinque arresti. Dei feriti 21 sono poliziotti, uno giornalista. Per ragioni di sicurezza, la polizia ha praticamente smantellato la tendopoli allestita negli ultimi giorni dai sostenitori dell’opposizione davanti alle sedi di parlamento e governo, per chiedere le dimissioni dell’esecutivo e elezioni anticipate. Durante la seduta del Parlamento, i deputati dell’opposizione hanno ostacolato i lavori lanciando in aula gas lacrimogeni che hanno costretto la presidenza a interrompere i lavori a più riprese.

Chi è Hashim Thaçi?

Hashim Thaçi è il quarto presidente del Kosovo indipendente, dal 2008. Leader del Partito Democratico del Kosovo, formazione politica nata dall’UCK – “esercito per la liberazione del Kosovo” – di cui Hashim Thaçi era a capo, con il sopranome “il serpente”. Anche se in politica è entrato come nazionalista e marxista, il suo PDK è oggi un partito di centrodestra.

Hashim Thaçi nasce il 24 aprile 1968 a Buroje, vicino a Drenica, e ha studiato storia all’Università di Pristina. Dopo un tentativo della polizia serba di arrestarlo nel 1993, Thaçi fugge in Svizzera, dove diventa membro del Movimento popolare del Kosovo (LPK), di ispirazione marxista. Da questa organizzazione nascerà l’UCK. Nel 1996 Thaçi si immatricola presso l’Università di Zurigo per studiare Storia e  filosofia politica, ma non termina gli studi. In un anno come studente, non aveva dato alcun esame. Carsten Goehrke, un professore di storia che ha avuto come studente Thaçi, lo ricorda come un ragazzo timido.

Nel frattempo, Thaçi torno più volte illegalmente in Kosovo, e nel 1997 partecipa a un’azione contro la stazione di polizia a Glogovac, per la quale la Corte distrettuale Pristina lo condanna a 10 anni di carcere in contumacia. Sarebbe diventato noto al grande pubblico solo quando viene eletto come rappresentante politico dell’UCK, dallo Stato Maggiore Generale di Tirana. A Tirana, Thaçi si fa apprezzare dalla politica e dai servizi segreti, che lo aiutano e lo proteggono.

Hashim Thaçi guiderà la delegazione kosovara ai colloqui di Rambouillet. A Parigi si manifesta per la prima volta la sua intolleranza verso Ibrahim Rugova, leader nazionale e pacifista dei kosovari, che sarebbe durata fino alla morte di quest’ultimo. Nonostante lo scetticismo mostrato dall’UCK e alcune minacce di non firmare nulla che non fosse conforme agli obiettivi di guerra del partito, su forte pressione americana Hashim Thaçi co-firma l’accordo di Rambouillet, incluso il secondo punto che richiedeva di rispettare la sovranità e l’integrità territoriale della Repubblica federale di Jugoslavia. L’accordo fu respinto dalla delegazione serba, aprendo la strada per un intervento militare della NATO. Anni dopo, molti dei protagonisti della Conferenza di Rambouillet hanno affermato che Thaçi si era convinto a firmare l’accordo, quando James Rubin gli aveva promesso che un suo amico a Hollywood avrebbe scritto  una sceneggiatura sull’UCK.

Dopo la guerra in Kosovo, Thaçi ha guidato il processo di disarmo dell’UCK e la sua trasformazione in TMK. Nel mese di ottobre 1999 fonda il Partito Democratico del Kosovo, mentre nel primo congresso del partito (2000), Thaçi viene eletto presidente del partito, carica che ancora detiene.

Hashim Thaçi è stato primo ministro del governo provvisorio del Kosovo, dal marzo del 1999 fino al gennaio del 2000, quando perse le elezioni locali. Un anno dopo, il PDK guidato da Hashim Thaçi perse anche nelle elezioni nazionali. L’uomo che era stato a capo dell’UCK, non aveva conquistato la fiducia dei cittadini e per 8 anni rimane all’opposizione.

In molti casi, direttamente o indirettamente, il nome di Thaçi è stato menzionato in connessione con gli omicidi politici del dopoguerra, tra cui l’attentato non riuscito per l’assassinio di Ibrahim Rugova nel 2005. Dopo la morte di Rugova nel gennaio del 2006, il suo più grande nemico politico, Thaçi cambierà completamente approccio verso la figura di Rugova, definendolo padre della Patria. Molti ritengono addirittura che Thaçi non sarebbe stato in grado di vincere nessuna  elezione se Ibrahim Rugova fosse rimasto sulla scena politica.

Proprio dopo la morte di Rugova avviene un cambiamento importante: il PDK di Thaçi toglie l’aquila dal suo logo, per sostituirla con due campi agitati simile al logo della LDK, lega democratica del Kosovo di Rugova. Nelle elezioni parlamentari del 17 dicembre 2007, il PDK è prima forza politica, e come candidato della coalizione PDK – LDK, Hashim Thaçi,  diventa primo ministro per la prima volta. Il 17 febbraio, 2008, nella parlamento del paese, Thaçi dichiara il Kosovo uno stato indipendente.

La coalizione PDK – LDK cadrà in quella che è conosciuta come la “notte di Zanzibar”, nel 19 novembre del 2009, ma nelle elezioni del 12 dicembre del 2010, il PDK di Thaçi vincerà le elezioni, e dopo una coalizione con il AKR di Behgjet Pacolli,  e una serie di piccoli partiti , Thaci diventerà primo ministro per la seconda volta.

Usando la sua influenza politica, Thaçi sceglie come presidente della Corte costituzionale, Enver Hasani, l’uomo che aveva usato come traduttore alla Conferenza di Rambouillet.  La Corte costituzionale deporrà nei anni a seguire due presidenti di fila: Fatmir Sejdiu nel 2010 e Behgjet Pacolli nel 2011 per incostituzionalità nella elezione come presidente della Repubblica.

Dal 2014, insieme con il partito rivale di Isa Mustafa, la Lega democratica del Kosovo, sono al governo del paese sfidando le proteste dell’opposizione. L’accordo tra il PDK e LDK del novembre 2014 gli ha spianato la strada per la presidenza della repubblica.

Chi è Lavdrim Lita

Giornalista albanese, classe 1985, per East Journal si occupa di Albania, Kosovo, Macedonia e Montenegro. Cofondatore di #ZeriIntegrimit, piattaforma sull'Integrazione Europea. Policy analyst, PR e editorialista con varie testate nei Balcani. Per 4 anni è stato direttore del Centro Pubblicazioni del Ministero della Difesa Albanese. MA in giornalismo alla Sapienza e Alti Studi Europei al Collegio Europeo di Parma.

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