RUSSIA: Chiuso il caso Nemtsov, aperte le polemiche. Marce commemorative a Mosca e Pietroburgo

Il 27 febbraio scorso in pieno centro a Mosca veniva ucciso Boris Nemtsov. Il 21 gennaio il presidente del Comitato Investigativo ha ufficialmente dichiarato chiuso il caso, confermando colpevoli i quattro ceceni già fermati a marzo 2015 (Zaur Dadayev, Shadid Gubashev, Temirlan Eskerhanov e Hamzat Bahaev) e il quinto sospetto Beslan Shavanov, che si era suicidato per sfuggire all’arresto. Stando poi agli investigatori il mandante sarebbe stato Ruslan Mukhutdinov, ufficiale ceceno, che si starebbe ora nascondendo all’estero. La famiglia, gli amici e i colleghi politici vicini a Nemtsov non credono a queste versioni e non considerano il caso risolto. L’avvocato Prokhorov in agosto si era anche rivolto alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contestando le investigazioni.

A maggio 2015, lo ricordiamo, era stato poi pubblicato, grazie al lavoro dei compagni di partito e di alcuni giornalisti, il dossier sul coinvolgimento russo nella guerra in Ucraina a cui Boris Nemtsov stava lavorando (ne abbiamo parlato qui).

A un anno dall’omicidio, il prossimo 27 febbraio, i compagni di partito del RPR-PARNAS, assieme ad altri comitati e organizzazioni come i partiti Yabloko e Scelta Democratica (Demokratičeskij vybor), hanno ricevuto il benestare dalle municipalità di Mosca e Pietroburgo per delle marce commemorative, dove si attendono sui 50.000 partecipanti.

Con tale evento vogliamo attirare l’attenzione dell’opinione pubblica, di tutti i cittadini del paese sull’omicidio di un rappresentante politico e governativo della nuova Russia, privo di precedenti per sfrontatezza e cinismo, e vogliamo dimostrare la nostra opinione su questo atto di violenza politica” – ha detto il leader di PARNAS Michail Kas’janov.

Chi è Martina Napolitano

Dottore di ricerca in Slavistica presso l'Università di Udine, per EaST Journal scrive principalmente di Russia. È caporedattrice della sezione Europa Orientale.

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