UCRAINA: Cade aereo di linea nell'est. Trecento morti. E' stato abbattuto?

Un aereo della Malaysia airlines è precipitato al confine tra Ucraina e Russia, nella regione di Donetsk. Il Boeing 777 partito da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur è scomparso dai radar intorno alle 16.30 di questo pomeriggio mentre si trovava a 10mila metri di altitudine nei cieli dell’Ucraina orientale. A bordo ci sarebbero state 295 persone, secondo il ministero degli Interni ucraino i passeggeri sarebbero tutti morti nello schianto.

Anton Gerashchenko, consigliere del ministero degli Interni ucraino ha dichiarato, tramite Facebook, che l’aereo sarebbe stato abbattuto da un missile anti-aereo BUK. L’agenzia russa Interfax ha confermato, già alle 16.34, che si tratterebbe di un abbattimento. Il sistema missilistico BUK è di produzione russa, già in uso dall’Unione Sovietica. Tuttavia, al momento, è impossibile affermare che l’incidente sia stato causato da un missile e si attende una verifica indipendente. Il corrispondente dell’agenzia Reuters, recatosi sul posto, in prossimità del villaggio di Grabovo, parla di brandelli di corpi e resti del velivolo sparsi in un raggio di 15 chilometri.

Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, dichiara l’assoluta estraneità delle forze armate di Kiev e sottolinea come, già martedì scorso, il governo ucraino avesse lamentato la fornitura da parte dei russi di missili antiaerei ai separatisti impegnati nella regione di Donetsk. “Questo è il terzo aereo abbattuto in pochi giorni – dichiara Poroshenko all’Associated Press- dopo che già un Antonov 26 e un Sukhov 25 (secondo gli ucraini abbattuto dai russi) erano stati abbattuti dai ribelli. Non possiamo escludere che anche questo aereo sia stato abbattuto dai separatisti. L’esercito ucraino non è in alcun modo coinvolto e non ha nessun motivo per usare missili antiaerei”.

I separatisti fanno sapere di non essere stati loro. Aleksandr Borodai, leader dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, ha dichiarato su Twitter che “le forze ribelli non hanno armi in grado di colpire aerei a 10mila metri di altezza“. Tuttavia l’agenzia di Stato russa Itar-Tass ha riportato come i ribelli avessero, all’inizio di giugno, rubato un missile BUK da una base militare ucraina.

Il ministro degli Esteri ucraino ha dichiarato all’agenzia ABC che “Kiev presenterà le prove che l’esercito russo è coinvolto nell’abbattimento”.

Il presidente americano Barack Obama ha telefonato all’omologo russo Vladimir Putin che, tramite il sito internet del Cremlino, ha espresso le sue condoglianze al governo malese e negato ogni coinvolgimento russo nell’incidente. La compagnia aerea tedesca Lufthansa raccomanda di evitare lo spazio aereo ucraino fin qui “normalmente utilizzato” dall’inizio del conflitto.

L’incidente è particolarmente luttuoso per la Malesia, che già vide la scomparsa di un suo volo lo scorso 8 marzo probabilmente precipitato nelle acque dell’oceano Indiano.

Le dinamiche dell’incidente devono essere confermate. Solo un dettagliato esame dei resti dell’aereo e della scatola nera, condotto in modo indipendente, aiuterà a comprendere se si è trattato di un abbattimento. E anche in tal caso sarà difficile scoprire i responsabili e se si tratta di un atto colposo o doloso. Tuttavia è sufficiente l’ombra del dubbio, in un contesto già così teso, a rendere ancora più acuta la crisi ucraina. I colloqui di pace, che avevano coinvolto anche le forze ribelli – dando loro un riconoscimento politico e assurgendole al rango di interlocutori – potrebbero subire una brusca interruzione.

Photograph: Maxim Zmeyev/Reuters

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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23 commenti

  1. se è vero allora tutto quadra con l’abbattimento dell’aereo …

  2. Cerchiamo di non speculare su 300 morti ce ne son stati fin troppi, oltretutto.

  3. ” Il ministro degli Esteri ucraino ha dichiarato all’agenzia ABC che “Kiev presenterà le prove che l’esercito russo è coinvolto nell’abbattimento” “.

    Loro sanno già qual’è la verità, tanto da fare nomi e cognomi. Quale tempestività! Stranamente però sulla strage di Odessa ancora non sarebbero venuti a capo di niente… dicono!

    Comunque, che Dio doni la pace a quelle povere anime.

    • Ma quello che sapeva già tutto era Igor Girkin, o Strelkov, che pubblicava su VKontakte alle 5.50 ora di Mosca: “In the vicinity of Torez, we just downed a plane, an AN-26. It is lying somewhere in the Progress Mine. We have issued warnings not to fly in our airspace. We have video confirming. The bird fell on a waste heap. Residential areas were not hit. Civilians were not injured.” .
      Tempismo veramente ammirevole.

  4. Trovo alcuni dei commenti che precedono squallidi nella loro falsa ed untuosa pietas per i morti, offensivi per l’intelligenza degli altri lettori e soprattutto impotenti manifestazione di becero appiattimento sulle posizione della campagna di disinformazione putiniana: non potendo accusare le autorità ucraine ci si lascia andare a penosi esercizi di sarcasmo da quattro soldi, sperando che gli altri non approfondiscano.
    In verità è quello che sta facendo la maggior parte dei media italiani che ripetono come pappagallini ammaestrati che “Kiev e Mosca si accusano reciprocamente”: e così non è colpa di nessuno…
    Putin, da quel gran furbacchione, non ha accusato il governo ucraino, e non mi risulta che direttamente lo abbiano fatto i media russi. Le accuse, poco credibili, le lasciano agli ormai squalificati generalissimi separatisti e agli autoproclamati presidenti “popolari”. Putin dice soltanto che siccome l’abbattimento è avvenuto nello spazio aereo ucraino, la responsabilità è ucraina (!?!), anzi la responsabilità di tutto è ucraina comunque.
    Poi si guarda bene di scagionare i separatisti filorussi, mai citati, non si capisce nemmeno bene perché l’esercito ucraino si trovi da quelle parti.
    Piccolo appunto per noi italiani: siccome la strage di Ustica è avvenuta nello spazio aereo italiano, allora automaticamente noi siamo responsabili… Niente inchieste, per favore, siamo russi….

  5. Mah, sa sono proprio tardo di comprendonio e le cose me le devono ripetere tre volte. Meno male che ci sono gli intelligenti…
    Non presuma, di solito si sbaglia e di grosso.
    Resta il fatto che non si possono affidare certi sistemi d’arma a dei “dilettanti” e poi sofisticare …
    La ringrazio per il cordiale augurio di ombrose vacanze.

  6. 18 luglio – Igor Strelkov, il leader dei terroristi russi, non esclude che le persone morte a bordo dell’aereo Malaysia Airlines siano in realtà morte giorni prima dell’impatto. “Secondo quanto ha riferito chi ha raccolto i cadaveri, le persone sembrano morte diversi giorni fa”, – sito dei militanti “Rossijskaja vesna” (Primavera russa). È l’apice del cinismo.

    18 luglio – I servizi di Intelligence degli Stati Uniti sono giunti alla conclusione che il Boeing 777 di “Malaysian Airlines” sia molto probabilmente stato abbattuto dai separatisti filorussi, – sono i risultati preliminari di un’indagine dei servizi di Intelligence degli Stati Uniti comunicati dalla CNN. Sono morti: 154 olandesi, 43 malesi (compresi 15 membri dell’equipaggio e 2 neonati), 27 australiani, 12 indonesiani (tra cui 1 bambino), 9 inglesi, 4 tedeschi, 5 belgi, 3 filippini, 1 canadese. I dati degli altri passeggeri sono ancora in attesa di conferma. Secondo i dati dei militari ucraini, l’aereo è stato abbattuto dai terroristi da un sistema “Buk” dato loro dalla Russia.

    18 luglio – Il cancelliere della Germania Angela Merkel ha dichiarato che i responsabili per la distruzione dell’aereo civile sopra il territorio dell’Ucraina devono rispondere per le proprie azioni e devono “parlare con il presidente russo Vladimir Putin”… Magari anche chiedere scusa per l’inconveniente?

    18 luglio – Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha ammesso la possibilità che la Russia effettui degli attacchi puntuali al territorio ucraino sul canale televisivo “Rosiya 24”.

    18 luglio – Il Consiglio di Sicurezza e di Difesa Nazionale ha evidenziato che il caso dell’abbattimento dell’aereo Boeing è già il terzo, dopo i due aerei ucraini AN-26 e Su-25. Sono state riportate anche le relative prove.

    18 luglio – Il consigliere del ministro degli Affari Interni dell’Ucraina Anton Herashchenko ha comunicato che il sistema “Buk”, dal quale è probabile che sia stato abbattuto l’aereo di Malaysian Airlines, è stato riportato in Russia questa notte – ci sono prove video.

  7. Quando nel 1938 la Gran Bretagna e la Francia hanno ceduto la Cecoslovacchia a Hitler, hanno trovato la guerra, non la pace. Quando nel 1941 gli Stati Uniti credevano che la guerra fosse lontano, da qualche parte in Europa, Pearl Harbor ha ricordato loro che la guerra era in casa loro. Quando nel 2008 l’Europa e l’America non hanno sostenuto la Georgia, la guerra si è avvicinata più di prima a Parigi e Berlino – in Ucraina. Nel 2014 l’Europa e l’America non osano sostenere l’Ucraina e la guerra sta coinvolgendo le loro famiglie – olandesi, inglesi, belga, tedesche, australiane. Non si può fuggire da una guerra, da un’aggressione sfrenata; questa avanzerà ancora se non ci si oppone con la massima determinazione.

    19 luglio – Le unità delle Forze Armate dell’Ucraina stanno sbloccando l’aeroporto “Luhans’k” e una parte della città di Luhans’k. A Luhans’k, in una giornata sono morti 16 ucraini. I terroristi russi stanno sparando contro le truppe ucraine dai loro sistemi BM-21 “Grad”. Secondo la comunicazione del portavoce dell’ATO Vladyslav Selezniov, i militanti continuano ad opporsi ostinatamente.

    19 luglio – Le forze dell’ATO hanno occupato l’aeroporto di Donets’k.

    19 luglio – Col sostegno della Russia, i terroristi stanno cercando di distruggere le prove del crimine internazionale, – si dice nella dichiarazione del governo ucraino. I terroristi hanno portato 38 cadaveri all’obitorio di Donets’k, dove specialisti con un forte accento russo hanno dichiarato che si occuperanno loro dell’autopsia. I terroristi guidati dalla Russia non permettono alle autorità competenti ucraine di avviare l’inchiesta e si rifiutano di dare ai rappresentanti della comunità internazionale e dei governi esteri l’accesso alla zona in cui è precipitato l’aereo di Malaysian Airlines. I terroristi stanno anche cercando dei mezzi di trasporto di dimensioni abbastanza grandi per trasportare pezzi dell’aereo in Russia. Non si sa che fine hanno fatto le “scatole nere”, cadute in mano ai terroristi – non è escluso che siano semplicemente state distrutte.

    19 luglio – La Russia non si ferma: questa notte dalla Russia nella regione di Luhans’k sono pervenuti 15 unità di armamenti e materiale militare.

    19 luglio – Il Sevizio di Sicurezza dell’Ucraina ha stabilito con esattezza da dove e da chi è stato abbattuto l’aereo di linea Malaysian Airlines. L’aereo è stato abbattuto da militari russi da un sistema missilistico “Buk” portato in Ucraina dalla Russia e riportato indietro subito dopo l’attentato. Quattro sistemi di questo genere sono stati portati in Ucraina e frettolosamente riportati indietro, – comunica il capo del Dipartimento di controspionaggio della SBU Vitalii Najda.

    19 luglio – Non i terroristi, ma di nuovo l’esercito russo stesso ha sparato contro l’esercito ucraino dai sistemi “Grad” e dai mortai stanziati in Russia.

    • Mah, quello tra l’aereo della Malaysian Airlines e Pearl Harbor mi sembra un paragone quantomeno improprio. Se quell’aereo è stato abbattuto dai separatisti, come è probabile che sia, il motivo è uno e semplice: è stato confuso con un volo militare, e in guerra abbattere un volo militare non è reato.

      • Peccato che non era un aereo militare! Questa è l’unica risposta ai vari pilateschi tentativi di “sorvolare” sopra il punto cruciale che era un aereo civile che volava regolarmente oltre l’altitudine interdetta (10000 m contro i 9000 m della no fly zone) e, visto che una parte (i ribelli filorussi) non aveva aerei, non c’era ragione di lanciare missili a quella altitudine. (Capisco che prudenza avrebbe voluto una interdizione totale, ma in quel momento nella zona circostante transitavano almeno un’altra dozzina di aerei compreso uno russo sulla rotta Mosca-Rostov … , d’altronde le politiche commerciali spingono le compagnie aeree low cost a partire stracariche di passeggeri e bagagli ma con il carburante contato, altro corrente esempio di scelte rischiose).
        Di conseguenza gli unici che potevano confondere un aereo civile con uno militare ucraino, erano i ribelli filorussi che di aerei ed elicotteri ne hanno abbattiti, ricordiamocelo.
        In queste circostanze l’abbattimento di un aereo civile è un atto criminale e giustamente il governo malese chiede che i responsabili siano giudicati da un tribunale, magari quello europeo dell’Aja.
        Poi ci sarebbe il problema della responsabilità ultima: se fosse ucraina, ovviamente varrebbe la catena comando; se fosse russa, ci si dovrebbe chiedere quanto di questa responsabilità dovrebbe ricadere su chi ha fornito dei sistemi d’arma sofisticati a degli irresponsabili “dilettanti” (!?!), per poi far sparire tutto e tutti.

        • A questo punto, comunque, piaccia o non piaccia, è il tempo di cercare una soluzione, anziché accusarsi a vicenda. Strumentalizzare le vittime della strage per fini geopolitici vuol dire soltanto far sì che di voli Malaysia Airlines ce ne saranno altri, col rischio di una guerra da cui tanto la Russia quanto l’Occidente potrebbero uscire con le ossa rotte. E il medico, in questo caso, sarebbe molto probabilmente la Cina.

  8. Una perla che gira nel web:
    “The pro-rebel website Russkaya Vesna on Friday quoted Igor Girkin as saying he was told by people at the crash site that “a significant number of the bodies weren’t fresh,” adding that he was told they were drained of blood and reeked of decomposition.

    Read more: http://news.yahoo.com/rebel-leader-gives-bizarre-account-plane-crash-182256709.html#ixzz380Q0LfsP

    • Molto credibile, direi… Purtroppo ogni guerra è anche una guerra di propagande. E questo vale per tutti.

      • Guardi che più che una guerra di propaganda questa farebbe il paio con la sguaiata trovata di una nostra deputata sulla foto del “cannibale” nazi-ucraino…
        Quando si manda il cervello all’ammasso, si perde ogni ritegno.

  9. OKsa sei tutti noi!!!!!!! e noi italiani che con Pinocchio credevamo di aver visto il massimo!

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